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martedì, 16 Aprile 2024
  • Normativa antinquinamento Euro 7, sfida all’automotive

    Perché la normativa antinquinamento Euro 7 mette paura?

    L’Unione Europea ha proposto il 2035 come data a partire dalla quale non sarà più possibile mettere in commercio veicoli con motore a combustione ma la normativa antinquinamento euro 7 potrebbe mettere fuori gioco moltissimi motori già dal 2025. Nel 2026 dovrebbe infatti entrare in vigore la norma Euro 7 che è così restrittiva da mettere a rischio la maggior parte dei motori, che non riuscirebbero a soddisfarla. Ricordiamo che la norma attuale Euro 6d consente l’emissione di soltanto 80 milligrammi di NOx per chilometro e per soddisfarla occorrono due SCR, ossia quelli che hanno bisogno del ‘ricambio’ AdBlue. Il primo convertitore catalitico SCR è installato subito a valle del motore, ha un volume di circa 3 litri e agisce contemporaneamente da SCR e da filtro antiparticolato. Il suo compito è quello di convertire oltre il 90% degli NOx quando la temperatura dei gas di scarico è medio-bassa e quindi agisce se il motore è poco sollecitato e/o subito dopo l’avviamento. Il secondo convertitore catalitico SCR è più lontano dal motore, ha un volume leggermente più piccolo e lavora in particolare ai carichi elevati e con alte temperature dei gas di scarico, intorno ai 350°C.

     

    I limiti della normativa antinquinamento Euro 7

    Una prima stesura della normativa antinquinamento Euro 7 ipotizzava un limite di 10 milligrammi di NOx per chilometro e per questo aveva suscitato un grande allarme fra gli addetti ai lavori. Si è poi preso atto della pratica impossibilità di rispettarlo e quindi ora si parla di 30 milligrammi di NOx per chilometro e di uno slittamento al 2027 dell’entrata in vigore del nuovo limite. L’associazione dei costruttori europei ACEA ha stimato che il maggior costo dovuto alla normativa antinquinamento Euro 7 rispetto ad un’automobile Euro 6 (che godeva degli incentivi anche se usata) potrebbe essere di centinaia di euro per un motore diesel.

     

    Chi sfiderà la normativa antinquinamento Euro 7?

    La sfida di questa nuova normativa sembrerebbe però esser stata raccolta da Stellantis, dato che Carlos Tavares pochi giorni fa ha affermato che a Pratola Serra, nell’avellinese, sarà prodotto il motore B.B2, ossia un diesel Euro 7 destinato ai veicoli commerciali Fiat, Opel e Peugeot (probabilmente anche alle automobili). Il buon rapporto fra i costi di produzione e la qualità hanno indirizzato Stellantis nella scelta del sito produttivo campano, che è anche relativamente vicino allo stabilimento Sevel di Atessa, nel quale si producono proprio i commerciali leggeri. Questo propulsore dovrebbe essere prodotto a partire dal 2023 e sarà una specie di tutela futura per Stellantis in attesa di capire se davvero il passaggio alle auto elettriche avverrà nei tempi preventivato.  In ogni caso la normativa antinquinamento Euro 7 è impegnativa anche perché l’efficacia dei dispositivi di abbattimento delle emissioni dovrà essere misurata anche su strada e mantenersi efficace anche dopo 15 anni.

    Nicodemo Angì

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