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domenica, 25 Febbraio 2024
  • Campo largo – L’affaire data 2023

    Campo largo…L’affaire data, un convegno che apre nuovi immaginari sull’utilizzo dei dati nell’automotive.

    Le informazioni che provengono dal semplice utilizzo di un’automobile rappresentano una fonte di dati enorme, che può essere utilizzata per vari fini scopi, dagli utenti e dalle case costruttrici, a “Campo largo…L’Affaire data 2023″ si discute su questo delicato argomento e non solo. 

    Fornire un quadro completo e organizzato sulla mobilità, trasmettendo un “briciolo di prudenza” verso fenomeni grandissimi che riguardano la comunicazione tra realtà operanti nel settore automotive, è una realtà di fatto. 

    Fare previsioni è un esercizio umano, una forma di conforto e sicurezza verso un orizzonte che ci aspetta, un cambiamento degli spostamenti, una mobilità sostenibile che si appresta a sovvertire le abitudini. 

    Campo largo…L’affaire Data 2023 – Tematiche e interventi

    L’analisi dei dati è un fenomeno nell’automotive, influenzato da esigenze commerciali,  ma quanto corrisponde alla realtà e quanto necessita di spiegazioni?

    Di quali dati stiamo parlando? Quattro gli attori principali che vengono spesso coinvolti in un’analisi che abbraccia diversi protagonisti che interagiscono tra loro. 

    I dati relativi alle vetture riguardano la meccanica, il funzionamento, il rifornimento e l’assistenza.

    La visione di un costruttore prevede la raccolta dei dati, elaborati in un server, per poi essere smistati a clienti business e individual. 

    C’è anche chi organizza questi dati, raccogliendoli dai vari brand per poi organizzarli in un unico pacchetto più facile da gestire. 

    Gabriele Ratti AON: “Analizziamo le tipologie dei dati, da smartphone o dal veicolo (device che vengono rilevati), ma anche quelli che ci pervengono dagli assicuratori (generati da altre fonti) e dal CRM (chat, sito web etc..). Interessanti per questa tipologia di misurazioni anche le fonti esterne, una raccolta dati che arriva da eventi soprattutto e che consentono di migliorare l’experience. Il flusso dei dati per noi è complesso, per noi non parte dal veicolo e arriva ai server, perché genera una complessità enorme, dobbiamo costruire dei servizi semplici come ad esempio quelli di mobilità e pricing, abbiamo bisogno di raccogliere il chilometraggio ad esempio, partendo dall’analisi storica dei dati, quindi non in tempo reale, poche informazioni, per poter costruire un servizio che abbia la caratteristica della flessibilità. La nostra esperienza ci dice che ci sono tanti dati: pre, durante e post vendita“. 

    Roberto Moneda Texa TMD: “Indubbiamente l’azienda che rappresento, vive di dati e su questo ha creato la propria storia, creando manutenzione nelle officine. È un mondo complessissimo, che bisogna, per capirlo fino in fondo, comprenderlo partendo dalla radice, un qualcosa che parte dal concetto spesso profondo dell’azione, se non c’è, c’è immobilità.
    Ogni più piccolo gesto, può essere un dato da utilizzare per fare qualcosa. Storicamente in questi anni il dato è stato utilizzato per generare un codice sorgente, in realtà consente a chi li deve elaborare, di avere una visione della realtà.
    I più grandi fallimenti nascono dal fatto che spesso non si leggono le informazioni. Nell’ambito dell’automotive i dati hanno una doppia valenza: quelli legati alla mobilità e quelli legati alla produzione da parte del veicolo. Se noi riusciamo a elaborare i parametri dove ogni singolo dato viene elaborato, creiamo un perimetro dove intervenire. Credo che questo sia il modo migliore per creare il valore, la trasformazione di questo vocabolario
    “. 

    Massimo Nordio Vice President Group Government Relations and Public Affairs presso Volkswagen Group Italia S.p.A: “L’automobile diventerà sempre più nel futuro una sorta di snodo fondamentale nei flussi dei dati, così come i cellulari e/o computer. L’automobile una volta che tu sei a bordo e hai con te uno smartphone, interagisce con il proprio utilizzatore ma anche con il costruttore, con l’ambiente esterno (infrastrutture) e con gli altri veicoli, interazioni che creano dati. Chiaramente questo è qualcosa di rivoluzionario, pensate a un viaggio in macchina, questo evento nel suo svolgersi genera milioni di informazioni, pensate che anni fa uno spostamento generava il nulla.
    Un cambiamento che avviene guarda caso in corrispondenza di un altro epocale cambiamento, quello della mobilità elettrica.  I costruttori si sono trovati a pianificare e gestire questo cambiamento. Si parla tanto della mobilità elettrica ma si parla poco della digitalizzazione dei dati. CARIAD è una società che ha il compito di gestire la preparazione del Gruppo Volkswagen e la sua attivazione per poter utilizzare in modo efficace (soddisfazione dell’utilizzatore e opportunità di business). È in fase di sviluppo un sistema operativo VW.OS che genererà dati, recuperando informazioni da varie intelligenze già presenti nell’automobile. L’obiettivo del Gruppo VW è mettere in squadra i vari elementi raccolti e convogliarli in un grande database.
    Un altro elemento da valutare è la regolamentazione, il controllo legislativo dei dati, è in corso, ed esiste. La European Data Strategy coinciderà, stranamente, con i tempi dell’Euro7 e riguarda come devono essere gestiti in modo efficiente e con la dovuta privacy, i dati raccolti. Se tutto va bene, questo regolamento dovrebbe vedere la luce nel secondo semestre del 2025
    “. 

    Toni Purcaro Executive Vice President DEKRA Group: “Stiamo lavorando molto sull’elaborazione dei dati dal punto di vista tecnico, un tema non relativo solo ai veicoli. La possibilità di raccogliere dati prima che il veicolo venga immesso sul mercato, ha contribuito in maniera significativa alla sicurezza, grazie allo sviluppo dei dati e sistemi di connettività, protetti, il costruttore ha la possibilità di intervenire prima ancora che il veicolo sia commercializzato. Quando il veicolo viene acquistato, fondamentale èl’analisi continua dei dati che provengono dal movimento, dallo spostamento del veicolo, connesso con altri dispositivi esterni e che consente di ricevere altri dati nel momento in cui vengono creati dei protocolli con ambienti esterni. Aspetti che migliorano notevolmente il collegamento tra veicoli, ma anche la sicurezza, migliorando il comportamento di chi guida. I dati dell’auto in movimento hanno anche un altro scopo, analizzare lo stile di vita (Data Act) di chi li guida, interessante è capire quali sono i soggetti coinvolti. Se un costruttore ha una propria piattaforma e l’accesso non è aperto all’esterno, ma viene fornita una chiave d’accesso solo per certi enti, questo potrebbe essere un problema“. 

    Angelo Liverani Google: “L’abbiamo visto nel passato, quando dieci o dodici anni fa, gli acquisti online cominciarono ad esplodere, molte case automobilistiche non sapevano ancora fare delle cose e quindi c’erano gli aggregatori, man mano che questo fenomeno è esploso, i brand hanno iniziato a fare tutto da solo. L’elaborazione di un dato può portare valore, il tradurre e codificare un dato ci porta un grande valore a seconda del sistema operativo utilizzato. Tesla ha fatto bene il sistema perché faceva bene altro. Una cosa è il dato, una cosa è l’infrastruttura, il dato parte dal consumatore, se parliamo della macchina, parte dalla persona che la guida e dall’automobile stessa. Il punto non è chi farà l’infrastruttura o chi renderà l’auto ricca di nuove funzioni, è il comportamento dell’utente che farà la differenza. Se mi concentro su quello che le persone vogliono, sarò in grado di capire cosa offrirgli. Oggi posso averne o pochi, oppure posso tirarne fuori tanti, nel 2035 ogni auto genererà oltre 600 milioni di informazioni”

    Alessio Casonato, Direttore Commerciale Agenzia Italia s.p.a: “La competenza e la specializzazione pagano. Siamo nati sul digitale, trattiamo milioni di dati al giorno, agiamo su commissione del nostro cliente. L’abilità di gestire il dato e di trattarlo velocemente è fondamentale, creare un valore per il cliente finale fa la differenza. Abbiamo fatto da consulenti per i nostri clienti, l’obiettivo è far parlare i dati, la nostra riflessione che facciamo ogni giorno, è quella di creare degli ambiti di condivisione. Il regolamento europeo che arriverà nel 2025 in termini di regolamentazione dei dati, è utile”. 

    Campo Largo….L’affaire data: quali sono i dispositivi che generano dati?

    Le fonti sono diverse, ma affinché gli oggetti che raccolgono i dati parlino tra loro, è necessario che abbiano una stessa lingua, se effettuo una verifica su di un impianto frenante o su di una piattaforma di sicurezza, questi devono avere lo stesso linguaggio e tutto ciò può avvenire solo attraverso l’utilizzo di un server neutro. Un soggetto indipendente quindi controlla l’accesso alla piattaforma e quali sono le destinazioni mentre un ente accede e controlla i dati affinché siano protetti. 

    Neutral Server ed Exchange Server, due servizi che si differenziano in tre aree:

    • What? Car data, Car & Driver data
    • How? With OEM, Indipendent OEM
    • To Who? All third Parties, Third Parties OEM Agreed. 

    Il Neutral Server consente l’accesso ai dati da parte di compagnie o enti autorizzati, un accesso tracciato, l’Exchange Server viene utilizzato per un determinato scopo, così chi accede deve specificare il perché intende avere accesso ai dati e perché intende utilizzarli (fini commerciali). 

    Marco Lasala

     

     

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