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domenica, 19 Maggio 2024
  • Auto: nel 2013 contrazione delle immatricolazioni del 7-10% in Italia

    Le immatricolazioni di automobili in Italia scenderanno tra il 7 ed il 10 per cento nel 2013. Lo ha dichiarato Roberto Vavassori, Presidente di Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) durante la terza giornata di Made in Steel. “Una contrazione delle stesse dimensioni – ha continuato – avverrà anche per i veicoli commerciali leggeri”. Il mercato, infatti, “continua – dice – il trend visto nel 2012. Siamo ancora in territorio negativo e, ad oggi, manca anche il primo ingrediente per la ripresa, cioè la fiducia. La crisi però va attraversata, come hanno fatto gli Stati Uniti che, dal 2009 ad oggi, hanno saputo ristrutturare la propria industria automobilistica ed oggi crescono a doppia cifra. Ci vuole freddezza e consapevolezza che la congiuntura è molto complicata, ma anche che non può durare per sempre. Non dobbiamo mollare”. Nel 2012 l’Italia ha immatricolato 1,4 milioni di autovetture, con una riduzione del 19,8 per cento rispetto al 2011 e del 44 per cento rispetto al 2007. Nel primo trimestre del 2013, le immatricolazioni sono state meno di 355.000 con una contrazione del 13 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La dichiarazione di Vavassori è arrivata a margine del convegno “Car, trucks and rail: sustainable trends” che si è svolto durante la quinta edizione di Made in Steel, la conference & exhibition della filiera dell’acciaio. Nel corso dell’incontro, Peter Fuss (senior advisor partner automotive Ernst & Young) ha delineato gli scenari di sviluppo futuri per il settore dei trasporti, spiegando che da qui al 2050 nel mondo si assisterà ad una robusta crescita della popolazione urbanizzata che impatterà fortemente sulla mobilità. In quell’anno, a livello globale, saranno percorsi su automezzi 73.000 miliardi di chilometri. Il doppio rispetto ad oggi. E ci saranno circa 650.000 incidenti mortali. Per l’industria dei trasporti la sfida si chiamerà integrazione. Per l’Europa “bisognerà mantenere uno standard di eccellenza per l’industria dei trasporti” – evidenzia Fuss. “Solo così – termina – questo settore potrà essere mantenuto. Per far ciò bisognerà cooperare tra aziende, mettendo in comune innovazione e know-how”. E proprio sull’eccellenza ha insistito Martin Lindqvist (Cec SSAB), leader globale nella produzione di acciai altoresistenziali e ultra altoresistenziali. “Nelle auto prodotte in Europa – dice – si sta cercando di puntare sulla sicurezza e sulla leggerezza per risparmiare sui consumi. Gli acciai altoresistenziali continuano ad essere il prodotto migliore per far convivere queste due esigenze con un costo più concorrenziale rispetto ad altri materiali”.
     

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