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mercoledì, 29 Luglio 2026

Auto usate: il 4,5% dei veicoli in Italia è stato utilizzato in modo intensivo

Auto usate: il 4,5% dei veicoli in Italia è stato utilizzato in modo intensivo

Quando si acquista un’auto usata, il primo dato che attira l’attenzione è quasi sempre il chilometraggio. Tuttavia, il numero di chilometri percorsi racconta solo una parte della storia. Secondo un’indagine realizzata da carVertical, infatti, è altrettanto importante considerare in quanto tempo siano stati accumulati, perché un utilizzo particolarmente intenso può incidere in modo significativo sullo stato di conservazione del veicolo.

Lo studio evidenzia che il 4,5% delle auto controllate in Italia tra il 2025 e il 2026 è stato utilizzato in modo intensivo, ovvero ha percorso oltre 36.000 chilometri all’anno, pari a circa 3.000 chilometri al mese. Si tratta di veicoli che, nella maggior parte dei casi, hanno svolto attività professionali come taxi, noleggio con conducente, car sharing, consegne o impieghi aziendali.

Perché l’utilizzo intensivo aumenta l’usura del veicolo

Un’auto impiegata quotidianamente per lavoro è sottoposta a sollecitazioni ben diverse rispetto a una vettura utilizzata per esigenze private.

Traffico cittadino, continue accelerazioni e frenate, lunghi periodi con il motore al minimo, frequenti operazioni di carico e scarico e percorrenze elevate contribuiscono ad aumentare l’usura di componenti come sospensioni, impianto frenante, trasmissione, sterzo e motore. Anche gli interni possono mostrare segni di deterioramento più marcati, interessando sedili, volante, pedali e maniglie.

Per questo motivo, un chilometraggio relativamente elevato non dovrebbe essere valutato isolatamente, ma sempre insieme alla storia del veicolo e agli interventi di manutenzione effettuati nel tempo.

I modelli più utilizzati per lavoro

L’analisi di carVertical individua anche i modelli che più frequentemente risultano essere stati impiegati in modo intensivo.

Al primo posto si trova il Mercedes-Benz Vito, con il 29,1% degli esemplari controllati che supera la soglia dei 36.000 chilometri annui. Seguono Peugeot 3008 (18%), Peugeot 2008 (16,2%), Fiat Ducato (14,8%) e Alfa Romeo Stelvio (12,6%).

Si tratta di veicoli spesso scelti da aziende e professionisti per la loro affidabilità, capacità di carico e contenuti costi di gestione, caratteristiche che li rendono adatti a sostenere percorrenze molto elevate.

Secondo Mauro Morandi, direttore vendite di Vanzulli Srl, il caso del Fiat Ducato è emblematico: proprio perché è uno dei veicoli commerciali più diffusi tra imprese e artigiani, è normale che molti esemplari raggiungano chilometraggi importanti in pochi anni. Per questo, sottolinea, è più utile verificare la regolarità della manutenzione piuttosto che fermarsi esclusivamente al numero di chilometri riportato sul contachilometri.

Attenzione alle ex auto aziendali e ai veicoli importati

Non tutte le vetture impiegate professionalmente sono facilmente riconoscibili una volta immesse sul mercato dell’usato.

Se un ex taxi è spesso identificabile, molte auto provenienti da flotte aziendali, società di noleggio o servizi di trasporto vengono rivendute senza elementi che ne rivelino il precedente utilizzo. Per questo motivo è consigliabile sottoporre sempre il veicolo a un controllo approfondito presso un’officina qualificata prima dell’acquisto.

Un’ulteriore criticità riguarda i veicoli importati. Lo studio evidenzia come una parte delle auto utilizzate in passato come taxi provenga dall’estero, dove ha accumulato percorrenze molto elevate prima di arrivare sul mercato italiano. La mancanza di una condivisione sistematica dei dati tra i diversi Paesi rende però più difficile ricostruire la storia completa del veicolo, aumentando il rischio di acquistare un’auto con un passato particolarmente gravoso.

Conoscere la storia dell’auto aiuta a evitare brutte sorprese

Gli esperti di carVertical consigliano il controllo della cronologia del veicolo rappresenta uno degli strumenti più efficaci per valutare un’auto usata.

L’analisi dell’andamento del chilometraggio nel tempo può infatti evidenziare periodi di utilizzo particolarmente intenso e fornire informazioni preziose sul precedente impiego del mezzo, soprattutto quando si tratta di veicoli provenienti dall’estero. Disporre di questi dati permette di effettuare una valutazione più consapevole, riducendo il rischio di acquistare un’auto caratterizzata da una forte usura meccanica o da problematiche non immediatamente visibili.

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