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Digitalizzazione per l'aftermarket truck

Digitalizzazione per l'aftermarket truckDigitalizzazione per l’aftermarket truck.

E’ l’attuale chiave di volta su cui deve puntare l’universo intero del post-vendita legato ad i veicoli pesanti. Una linea prospettica su cui convergono i protagonisti dell’ultimo webinar, organizzato da Parts web, ed avente come tema di discussione “Covid-19: nuovi scenari per la distribuzione ricambi truck”. Moderato Francesco Oriolo, di Parts truck, l’evento online ha cercato di far luce su qual è stato l’effetto della pandemia sul settore e le prospettive future dell’aftermarket truck.

Aftermarket truck: lo stato di salute

Marc Aguettaz, managing director di GiPA Italia, traccia un’analisi sul post-vendita. Due i dati fondamentali: l’età media dei camion circolanti è di 13 anni, nel 2019 il 43 per cento degli ingressi in officina  truck si è rivolto alla rete OES. Sono calate, dal 2007 in poi, le microflotte (quella da 2 a 5 veicoli) con un dimezzamento numerico: operatori, quest’ultimi, più vicini all’aftermarket, perché veicoli di seconda mano o di piccoli dimensioni e quindi più portati ad interagire col post-vendita indipendente. Altro fattore che completa la fotografia:  i padroncini con un solo truck rappresentano il 36 per cento delle flotte in Italia. La sfida è nel fenomeno probabile della terziarizzazione delle officine interne (di proprietà delle flotte) che potrebbero spingersi verso l’autorizzato. Ma è qui che potrebbe trovar spazio utile l’indipendente.

Digitalizzazione per l'aftermarket truckL’aftermarket truck: settore in movimento

L’esempio di un settore in vitale ed in espansione arriva da Francesco d’Alessandro, Ceo SKUBA Italia (realtà con base in Lituania ma presente in 15 Paesi d’Europa con 150 filiali): “con l’arrivo della pandemia – dice - abbiamo investito molto nei magazzini, raddoppiando quelli centrali, anche se nella logistica abbiamo avuto problemi nei blocchi delle frontiera”. “In piena emergenza – aggiunge -  abbiamo aperto una sede ad Eboli, in provincia di Salerno. Il mercato campano è il primo mercato aftermarket in Italia. Ed apriremo tra un mese a Piacenza e poi a Prato. Siamo in piena espansione. Creiamo una rete capillare di magazzini per fornire al meglio i clienti”.

Il digitale: la leva dell’aftermarket truck

Per Sabino Restaino, AD di DDR SpA, facente parte del Consorzio PDA, la partita futura del settore la si gioca online. “La digitalizzazione – evidenzia – sarà un un keypoint insieme alla possibilità di far sinergia con gli attori del settore”. La pensa così anche  Matteo Ferrari, ARA Group: “C’è un tipo di manutenzione – spiega -  che si sposta verso le officine autorizzate, ma poi c’è un altro tipo di manutenzione, quella giornaliera, che va verso l’indipendente. Quindi c’è sempre più una sovrapposizione tra OE ed IAM.  L’officina sarà sempre più digitale e credo molto nella capacità di poter interagire tra i settori, tra gli attori. Il mondo OE e IAM devono trovare un compromesso per stare insieme sul mercato. Ma anche le aziende devono dialogare tra loro. Questa tempesta ha creato un mondo nuovo e questa nuova normalità va colta, trovando sinergie giuste per non farci concorrenza ed avere così un servizio ed una redditività migliore”.

 

Stefano Belfiore

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