Ricambi auto

Sicurezza stradale, il regolamento UE che coinvolge l’aftermarket

Sicurezza stradale e aftermarket.

adasLa UE ha emanato uno stringente regolamento di sicurezza che rende obbligatori molti sistemi di assistenza alla guida: quali i riflessi per l’aftermaket? Il tema degli ADAS è molto sentito e l’industria italiana, come raccontatoci da Paolo Scudieri, si sta muovendo per competere in questo settore, porsi da protagonista  Una prima indicazione la si può dare subito: se ci sono più ‘cose’ diverse in un’automobile chi la ripara e ne cura la manutenzione dovrà conoscere un numero maggiore di procedure e componenti. Lo stesso discorso si estende a chi commercializza i ricambi necessari per procedere alla lavorazione. Scendendo un po’ di più nel dettaglio scopriamo per esempio che questo regolamento, il 2019/2144, è ritenuto uno dei più avanzati al mondo. Il GSR, General Safety Regulation, riguarda per esempio anche gli utenti vulnerabili della strada quali pedoni e ciclisti per un’inclusione piuttosto nuova a livello mondiale. Questo si inquadra nella ‘Vision Zero’ che la UE ha varato per diminuire drasticamente la mortalità stradale.

 

Più sicurezza, di serie

sistemi di assistenza alla guidaI sistemi di controllo pressione per gli pneumatici (TPMS) sono obbligatori per i veicoli M1 e N1 dall’ormai lontano 2012 per  le omologazioni e dal 2014 per la vendita. Questi dispositivi, tutto sommato semplici, hanno comunque bisogno di essere conosciuti a dovere. Hella, per esempio, nella sua Academy forma i riparatori per intervenire sui TPMS e sugli ADAS. Quest’esigenza formativa sarà moltiplicata molto dal GSR, che renderà obbligatori per tutti i veicoli a motore: frenata di emergenza, cruise control adattivo, rilevatore disattenzione e stanchezza del conducente con allarme, segnalazione di arresto di emergenza, sistemi di rilevamento ostacoli in retromarcia, registratore di dati evento (informazioni anonime sull’auto ma non immagini) e un’interfaccia di installazione di dispositivi di tipo alcolock, quelli che bloccano l’avviamento se rilevano vapori di alcol. In aggiunta a questi ADAS (molti dei quali presenti in auto top come l’Alfa Romeo Stelvio Model Year 2020) ci saranno, per i veicoli M1 e N1, sistemi di mantenimento della corsia e la frenata automatica con rilevamento di pedoni e ciclisti. La protezione di questi utenti ‘deboli’ della strada prevede misure sulla sicurezza passiva, come una più ampia zona di protezione per l’impatto della testa. Anche i riparatori di autobus e autocarri (categorie M2, M3, N2 e N3) dovranno saper intervenire sugli ADAS. Questi veicoli, infatti, dovranno avere sistemi di avviso di deviazione dalla corsia, frenata di emergenza e rilevamento di pedoni e ciclisti che segnalino il pericolo e possano evitare impatti. Anche i sistemi ad Idrogeno (sappiamo che essi saranno usati da Michelin e Faurecia come range extender a emissioni locali zero) sono stati considerati dal regolamento, che prescrive la conformità degli stessi ai specifici requisiti tecnici di sicurezza.

 

Menu urti, meno lavoro?

C’è qualcuno che non vede di buon occhio elementi che possano diminuire gli urti, dato che le piccole riparazioni di carrozzeria sembrano diminuire proprio per l’intervento di questi sistemi. Al di là della considerazione che gli urti, le cui conseguenze sono tutt’altro che prevedibili, vanno ridotti il più possibile, le riparazioni su questi veicoli saranno sempre più specializzate, implicando ripristini e calibrazioni a maggior valore aggiunto. Anche le revisioni, oggi non molto soddisfacenti per i bassi margini, probabilmente arriveranno a riguardare anche gli ADAS, che saranno sottoposti a verifica di conformità. Con il progredire delle guida assistita, fino a diventare autonoma, occorrerà infatti verificare tutto il sistema che genera i dati per il funzionamento driverless. Se a questi sistemi obbligatori aggiungiamo la possibile diffusione di quelli in retrofit, che renderanno le auto più sicure, capiamo che la gamma dei servizi possibili può aumentare ancora. Queste obbligatorietà inizieranno dal 2022 per dispiegarsi completamente nel biennio 2025-26: c’è quindi tempo per prepararsi, informandosi e formandosi. Pensiamo anche al fatto che in questo lasso di tempo l’automobilista si sarà abituato alla guida assistita/autonoma e vorrà che essa sia conservata in tutte le sue funzioni: la filiera aftermarket dovrà quindi assisterlo efficacemente in questa sua esigenza.

Nicodemo Angì

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