Ricambi auto

Componentistica: digitalizzazione ed elettrificazione per guardare al futuro

Digitalizzazione  ed elettrificazione: le business keys future della componentistica automotiveDigitalizzazione  ed elettrificazione: le business keys future della componentistica automotive. 

Saranno i trend, insieme all'idrogeno (altenative fuel), su cui punterà la direzione della filiera auto alla luce dell'impatto del Covid-19. Gli scenari previsionali emergono dall'analisi condotta da Roland Berger insieme ad Anfia, presentata online lunedì 16 novembre.

Come cambierà la componentistica automotive con l'elettrico

Elettrificazione vuol dire semplificazione e trasformazione della componentistica. Semplificazione a livello di architettura. La componenstica tradizionale, pertanto, si trasformerà e verranno aggiunti nuovi componenti. L'elettrificazione porta, ovviamente, un cambio forte anche sul fronte fornitura.  Stesso discorso per la digitalizzazione che ha ed avrà un forte impatto sulla componenstica. Bisogna guardare con ottimismo al futuro. "L'Italia ha una tradizione significativa di manifattura nel dominio dei motori elettrici. Anche nel mondo delle batterie e del suo assemblaggio c'è una forte expertise nazionale che ci porta a guardare con fiducia a giocare la partita della mobilità del domani. Necessario, però, investire in compentenze per colmare i gap attuali, stimolando  così nuovi investimenti. E' il momento di collaborare, incentivando la ricerca e sviluppo" è il monito di Andrea Marinoni, senior partner di Roland Berger.  "Il cambiamento tecnologico, spinto in particolare da elettrificazione e digitalizzazione dei veicoli, apre - aggiunge -  opportunità di mercato per la filiera della componentistica italiana a condizione che ciascuna azienda realizzi un'agenda per la trasformazione. Ai fornitori di riferimento nei moduli prodotto tradizionali, il compito di conquistare un peso ancora più forte nei confronti delle case auto, con soluzioni a maggiore valore aggiunto e gestendo la transizione dai prodotti puri meccanici a quelli intelligenti. La sfida più  alta riguarda lo sviluppo di moduli nei quali il Paese mostra un gap tecnologico – tra i quali software e sensori ADAS, infotainment, pacco batterie - costruendo nuove competenze e puntando all'innovazione radicale, favorita da un ecosistema attrattivo per investitori globali e dal contatto con il mondo delle start-up".

La tempesta perfetta in cui si trova la componentistica automotive

"Viviamo nel momento della tempesta perfetta perchè è in atto una transizione epocale verso una nuova mobilità, è in corso una pandemia e ci sono processi di allenze fra i player che modificano la geografia di base dell'intero comparto automotive. Un settore apparentemente calmo ma effettivamente in forte movimentazione"  spiega  Marinoni.

 

Il driver essenziale della formazione per migliorare le compentenze della componentistica automotive

"L'export della componentistica italiana ha avuto nel primo semdsstre 2020 una contrazione del 28%. Il terzo trimestre è in recupero tuttavia. Il calo medio atteso è stimato a meno 20% a fine anno. Il contesto è quello di una grave crisi" evidenzia Marco Stella, presidente  Gruppo componenti Anfia. Ed aggiunge: "Ci vogliono misure stabili di politiche industriali per assicurare alla filiera produttiva un vantaggio competitivo nel futuro. Il capitale umano deve essere in grado di dominare le nuove tecnologie, bisogna investire in formazione per rafforzare le compentenze lavorando a stretto contatto con il mondo accademico. Una partita importante dobbiamo giocarla sull'idrogeno: costruttuori e componentisti ci credono e ci stanno già lavorando. L'auspicio è che il Governo lo supporti. La filiera automotive è abituata a guardare a lungo termine. Bisogna guardare al futuro ed investire nel domani".

 


 

 

 

 

 

 

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