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Aftermarket: c’è luce in fondo al tunnel del coronavirus

bruno beccari, adiraC’è luce in fondo al tunnel del coronavirus.

La vedrà quanto prima l’aftermarket nazionale che saprà rialzarsi con la giusta enfasi dalla situazione di impasse legata al Covid-19. E’ ottimista e fiducioso Bruno Beccari (nella foto), presidente di Adira (Associazione italiana che rappresenta e difende gli interessi dei distributori indipendenti presso le Istituzioni italiane ed europee) che lancia sulle colonne della nostra testata un invito a non mollare: “Credo nello spirito italico e sono sicuro che sapremo reagire nel migliore dei modi, attenendoci ovviamente ed in maniera scrupolosa a tutte le regole dateci per limitare al massimo l’espansione del virus e dunque contenere il contagio. Dovremo soffrire qualche mese, ma ne usciremo molto rafforzati. Il Governo sta facendo il suo dovere ed i primi fondi messi in campo sono ingenti per risollevare il nostro tessuto socio-economico”. “Misure – aggiunge Beccari - che interessano anche le aziende della nostra filiera aftermarket”. “Credo – conclude – che i magazzini ricambi potranno riprendere  a lavorare quanto prima. Intanto Adira si appella al senso civico e al buon senso degli operatori dell’aftermarket che in questo momento stanno continuando a lavorare perché rientranti nelle categorie produttive che possono proseguire ad esercitare la professione secondo quanto stabilito dal decreto governativo dello scorso 11 marzo  in tema di misure più restrittive per il contenimento del contagio da Coronavirus Covid-19.8. Lo fa in una nota stampa, invitando i soggetti interessati a seguire determinate misure: “In particolare, per quel che riguarda le figure del distributore e del ricambista, si ritiene che questi possano continuare a svolgere la propria attività, con le seguenti modalità: - Essendo stata vietata la vendita al dettaglio, da interpretarsi come attività svolta in strutture aperte al pubblico, si suggerisce di evitare il cosiddetto "servizio al banco", astenendosi dal consentire l'accesso in negozio della clientela; - L’attività di vendita può proseguire con l’acquisizione di ordini mediante telefono, mail, ecommerce o simili e l’evasione degli stessi tramite consegne effettuate al domicilio del cliente; - Tali consegne dovranno avvenire nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza anti contagio (rispetto della distanza minima prevista di 1 metro, l’adozione di strumenti di protezione individuale come mascherina, guanti, ecc.), come previsto dall’art.1, punto 7) del decreto in oggetto; - ugualmente, il lavoro all'interno di ciascuna sede deve avvenire nel il pieno rispetto di quanto previsto dallo stesso art. 1, punto 7) del citato decreto: rispetto dei protocolli di sicurezza anti contagio, sanificazione dei luoghi di lavoro, limitazione degli spostamenti da un reparto all'altro, incentivazione del lavoro agile per tutte quelle attività che possono essere svolte a distanza, utilizzo del personale strettamente necessario, ecc.) - Ai protocolli dell’art.1, punto 7) del decreto, deve anche uniformarsi la gestione del lavoro dell’ officina con particolare riferimento al rapporto con il cliente, soprattutto nelle fasi di accettazione e riconsegna del veicolo, che deve sempre avvenire nel pieno rispetto delle indicazioni impartite in tema di misure da adottare per la maggior riduzione possibile del rischio di contagio. - Infine, il lavoro all’interno dell’officina deve svolgersi anch’esso secondo i medesimi protocolli. Data la gravità del momento, ADIRA invita i propri associati, come ogni operatore della distribuzione e riparazione aftermarket, ad agire con profondo senso civico, ponendosi a disposizione della collettività e delle istituzioni, per garantire il necessario supporto e svolgimento delle attività essenziali in questo momento particolarmente difficile”.

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