Mondo

Petizioni e denunce: in Campania si muore di fumo tossico

Si muore, si muore, si muore. Non si può ignorare il degrado della “Terra dei Fuochi” che non è solo un caso regionale. Non sapete cos’è la terra dei fuochi? Molto male, ma ci vuole ben poco per informarsi, basta andare su Wikipedia: “La terra dei fuochi è una vasta area della provincia di Napoli compresa tra i comuni di Qualiano, Villaricca e Giugliano caratterizzata dallo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici, da parte della Camorra. In molti casi, i cumuli di rifiuti, illegalmente riversati nelle campagne, o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo a roghi i cui fumi diffondono sostanze tossiche, tra cui diossina, nell'atmosfera e nelle terre circostanti. Il fenomeno è in crescita, ed interessa attualmente anche la provincia di Caserta ed altre aree della Campania e del Sud Italia”.

 

E’ un inferno che inghiotte sempre più vittime, malate di tumore: il 47 per cento in più che nel resto d’Italia. C’è un religioso, Don Maurizio Patriciello, parroco di San Paolo apostolo, che combatte il degrado stando vicino alla sua gente, respirando con loro lo stesso pericolo di morte. Firmando petizioni e denunce. Accendendo i riflettori su questa terra violentata di cui ormai tutti hanno paura. «Abbiamo, in questa zona, le stesse malattie che hanno nelle zone a più alta densità industriale», dice sconfortato, «ma qui le industrie non ci sono». In questi giorni poi l’emergenza è ancora più alta. Da sette giorni i roghi nella terra dei fuochi sembrano essere ripresi con più vigore e forza di prima. L’ultimo ieri sera, area rurale di Succivo. E, come sta capitando con una certa sospetta frequenza, a bruciare sono sempre e soltanto pelli e tutti i residui della lavorazione di pellame. Perché? Qualche carico particolarmente cospicuo e sospetto, probabilmente ordinato da aziende del nord, che andava smaltito in tutta fretta?


FONTE: famigliacristiana.it
 

Commenta