
Nel contesto di prezzi dei ricambi in costante aumento, il mercato aftermarket sta riscoprendo con forza due soluzioni fino a pochi anni fa considerate marginali: ricambi rigenerati e usato garantito. Nel 2025 la loro diffusione è cresciuta in modo evidente e il 2026 si prepara a consacrarli come pilastri strategici per officine e ricambisti.
Il motivo è semplice: l’aumento dei costi di produzione, la scarsità di alcune materie prime e la riduzione dei cataloghi tradizionali hanno reso sempre più complesso offrire al cliente finale soluzioni economicamente sostenibili. In questo scenario, il rigenerato certificato rappresenta una risposta concreta, capace di combinare qualità, disponibilità e prezzo.
La rigenerazione moderna non ha nulla a che vedere con la riparazione artigianale del passato. Oggi i componenti vengono smontati, controllati, ripristinati e testati secondo processi industriali rigorosi. Alternatori, motorini d’avviamento, turbocompressori, cambi automatici e moduli elettronici rigenerati garantiscono prestazioni paragonabili al nuovo, con un risparmio che può arrivare anche al 30–40%.
Accanto al rigenerato cresce anche il mercato dell’usato garantito, soprattutto per componenti difficili da reperire o con tempi di consegna elevati. La crescente professionalizzazione dei demolitori e l’introduzione di controlli più stringenti sulla tracciabilità stanno cambiando la percezione di questi prodotti, sempre più accettati anche da clienti esigenti.
Una nuova leva strategica per officine e ricambisti
Nel 2026 rigenerato e usato garantito non saranno più semplici alternative economiche, ma strumenti di gestione del business. Consentono di ridurre i tempi di fermo veicolo, ampliare l’offerta e mantenere competitivi i preventivi in un mercato sempre più sensibile al prezzo.
Per i ricambisti, significa poter diversificare il magazzino e rispondere a una domanda in evoluzione. Per le officine, offrire soluzioni rigenerate diventa un valore aggiunto, soprattutto in un contesto dove il cliente chiede trasparenza, sostenibilità e rapidità di intervento.









