
Il filtro antiparticolato FAP o DPF svolge un ruolo fondamentale nel contenimento delle emissioni dei motori diesel. Con il passare del tempo, però, l’accumulo di particolato e altri residui può ridurne progressivamente l’efficienza, fino a determinare perdita di potenza, aumento dei consumi, accensione delle spie e anomalie nella gestione del motore.
Di fronte a un filtro intasato, la sostituzione completa non rappresenta necessariamente l’unica strada. Quando le condizioni strutturali del componente lo consentono, la rigenerazione del FAP e DPF permette di recuperarne l’efficienza, con un risparmio che può arrivare fino all’80% rispetto all’acquisto di un componente nuovo.
Il punto fondamentale è capire cosa si intenda realmente per rigenerazione. Per CDR Italia, infatti, non si tratta semplicemente di sottoporre il filtro a un lavaggio.
Rigenerazione FAP e DPF, si parte dalla cottura controllata
Il processo SuperCleaner® sviluppato da CDR Italia prevede innanzitutto un trattamento termico studiato per intervenire sul particolato e sugli agglomerati presenti nei canali del filtro.
Il FAP viene collocato all’interno di un forno speciale a zero emissioni e sottoposto a un ciclo della durata complessiva di circa 12 ore. La procedura comprende un riscaldamento graduale, una fase di cottura che raggiunge i 700 °C e il successivo raffreddamento progressivo.
La gradualità è essenziale. Un aumento troppo rapido della temperatura potrebbe infatti sottoporre la struttura ceramica interna a uno shock termico, con il rischio di danneggiarla.
Il trattamento consente inoltre di agire su residui particolarmente difficili, tra cui olio, cerina e ferrocene. Quest’ultimo può aderire alle pareti dei canali e risultare difficile da eliminare attraverso un normale lavaggio.
Concluso il trattamento termico, il filtro passa alla seconda fase del processo. Viene inserito in un macchinario dedicato che provvede alla rimozione degli agglomerati ancora presenti al suo interno.
Una caratteristica di SuperCleaner® è l’approccio non invasivo: durante il procedimento il filtro non viene sottoposto a urti o tagli e non necessita quindi di successive saldature.
Quando le condizioni iniziali del componente lo permettono, l’obiettivo è preservare le proprietà chimiche e fisiche originarie del monolite. Tutte le fasi della lavorazione vengono effettuate e controllate da tecnici specializzati.
Pulire il componente, però, non significa aver concluso il lavoro. Una rigenerazione professionale del DPF o FAP deve permettere di verificare concretamente il recupero della funzionalità del filtro.
Per questo CDR Italia conclude il processo rilevando i valori di contropressione sull’intera superficie del filtro. Il controllo serve a verificare che i gas di scarico possano tornare a fluire correttamente attraverso il componente.
Su richiesta del cliente può essere fornita anche la relativa scheda di collaudo. È un passaggio importante perché aggiunge alla lavorazione una verifica strumentale del risultato ottenuto.
Quando bisogna sostituire il monolite del FAP
La rigenerazione non può però recuperare qualsiasi filtro. Il primo passo resta quindi valutarne le condizioni.
Quando il monolite ceramico è danneggiato oppure non presenta più caratteristiche compatibili con il ripristino, CDR Italia può procedere con la sostituzione del monolite interno.
Il servizio non si limita quindi alla pulizia del componente. L’analisi iniziale permette di distinguere un filtro che può essere sottoposto al processo SuperCleaner® da uno che richiede un intervento più profondo sulla parte filtrante.
È una distinzione importante anche per l’officina, perché consente di scegliere l’intervento sulla base delle effettive condizioni del sistema anziché procedere automaticamente alla sostituzione dell’intero filtro.
Anche i tempi assumono un ruolo importante quando il veicolo deve rientrare rapidamente in servizio.
CDR Italia effettua la diagnosi del filtro entro 24 ore, mentre l’intero servizio, dal ritiro alla lavorazione fino alla riconsegna, viene generalmente completato nell’arco di due o tre giorni.
Dopo il trattamento e il controllo della contropressione, il filtro rigenerato viene garantito dall’azienda come “pari al nuovo”.
Sul fronte economico, il recupero di un componente ancora strutturalmente idoneo può consentire, secondo CDR Italia, un risparmio fino all’80% rispetto alla sostituzione.
FAP e DPF non riguardano soltanto le automobili
Il campo di applicazione del servizio è molto più ampio del solo parco auto. Il processo SuperCleaner® e gli interventi sui monoliti possono essere utilizzati sui filtri antiparticolato di automobili, autobus, truck e veicoli industriali, macchine agricole, mezzi movimento terra, carrelli elevatori, compressori, gruppi elettrogeni e applicazioni nautiche.
CDR Italia interviene inoltre sugli impianti di scarico con altri servizi, tra cui l’analisi della qualità dell’AdBlue, la bonifica dei sistemi Euro 3 ed Euro 4 e la sostituzione delle ghiere dedicate alla pressione differenziale.
Una gamma di lavorazioni che permette di affrontare il problema del sistema di filtrazione partendo dalla diagnosi delle sue condizioni effettive.
L’aspetto economico non è l’unico elemento da considerare. Recuperare un FAP o DPF ancora utilizzabile significa prolungarne la vita e limitare la necessità di sostituire prematuramente il componente, riducendo contemporaneamente la produzione di rifiuti.
La differenza rispetto a un semplice lavaggio risiede quindi nell’intero processo: diagnosi, cottura controllata, pulitura non invasiva e collaudo finale.
E quando le condizioni del monolite rendono impossibile la rigenerazione, la possibilità di sostituire la parte filtrante interna amplia ulteriormente le opzioni disponibili. L’obiettivo resta lo stesso: individuare l’intervento tecnicamente più adatto alle reali condizioni del filtro.




