
La manutenzione degli pneumatici auto è fondamentale per la sicurezza stradale, eppure molte abitudini degli automobilisti si basano ancora su convinzioni sbagliate. Dalla pressione di gonfiaggio alla durata delle gomme, fino alla possibilità di riparare una foratura, alcuni luoghi comuni rischiano di tradursi in comportamenti poco sicuri.
Per fare chiarezza, Bridgestone ha individuato otto falsi miti particolarmente diffusi, offrendo indicazioni pratiche per riconoscere l’usura, effettuare i controlli necessari e scegliere gli pneumatici più adatti.
Un tema importante perché le gomme rappresentano il punto di collegamento tra automobile e asfalto, influenzando direttamente frenata, stabilità, comfort e consumi.
Gli pneumatici sono tutti uguali? Le differenze non si vedono soltanto dal disegno
Due pneumatici con dimensioni e aspetto simili non garantiscono necessariamente le stesse prestazioni.
La composizione della mescola, la struttura interna e il disegno del battistrada possono determinare differenze significative nell’aderenza sul bagnato, nella frenata, nella resistenza al rotolamento e nella durata.
Per confrontare prodotti differenti, Bridgestone suggerisce di consultare l’etichetta europea degli pneumatici, che riporta informazioni sull’efficienza energetica, sull’aderenza sul bagnato e sulla rumorosità esterna.
L’aspetto esteriore, quindi, non è sufficiente per valutare le caratteristiche di una gomma.
Una gomma forata deve sempre essere sostituita?
Non necessariamente. Una foratura non comporta automaticamente l’obbligo di acquistare uno pneumatico nuovo.
In determinate condizioni, il danno può essere riparato consentendo di continuare a utilizzare la stessa gomma in sicurezza.
La valutazione deve però essere affidata a un professionista qualificato, che possa stabilire se il pneumatico sia effettivamente riparabile.
Quando è necessaria la sostituzione, occorre considerare anche l’usura delle altre gomme. Differenze importanti nella profondità del battistrada possono infatti influire sul comportamento del veicolo e sul funzionamento dei sistemi elettronici, in particolare in relazione alla configurazione della trazione.
Per questo è necessario rispettare le indicazioni del costruttore dell’automobile.
Pneumatici quattro stagioni: non servono soltanto d’inverno
Un altro equivoco riguarda gli pneumatici All-Season, spesso considerati una soluzione destinata esclusivamente ai mesi freddi.
In realtà, sono progettati per essere utilizzati durante tutto l’anno, evitando il cambio stagionale tra pneumatici estivi e invernali.
Le gomme quattro stagioni dotate delle marcature M+S e 3PMSF sono sviluppate anche per affrontare condizioni di neve e basse temperature.
In Italia, gli pneumatici All-Season con queste marcature soddisfano i requisiti previsti per gli pneumatici invernali sulle strade soggette agli obblighi stagionali.
Rappresentano quindi un’alternativa per gli automobilisti che desiderano utilizzare un unico treno di gomme nelle diverse stagioni.
Anche gli pneumatici nuovi devono essere controllati
Il fatto che una gomma sia stata montata da poco non significa che possa essere trascurata.
La pressione di gonfiaggio deve essere verificata regolarmente anche sugli pneumatici nuovi, così come le condizioni generali della struttura.
Tagli, crepe e possibili distacchi di gomma sono segnali che richiedono attenzione indipendentemente dall’età del prodotto.
Un controllo periodico permette di individuare eventuali anomalie prima che possano influire sulle prestazioni e sulla sicurezza.
Battistrada ancora profondo: perché non basta per viaggiare sicuri
La profondità del battistrada è uno dei principali indicatori dello stato di uno pneumatico, ma non è l’unico.
Una gomma può presentare un battistrada apparentemente adeguato e, allo stesso tempo, mostrare usura irregolare, crepe, tagli o danni sui fianchi.
Anche l’invecchiamento della mescola può ridurre l’elasticità del materiale e compromettere l’aderenza.
Bridgestone invita inoltre a non sottovalutare alcuni cambiamenti nel comportamento dell’automobile, come vibrazioni anomale, perdita di stabilità, risposta dello sterzo differente o spazi di frenata più lunghi.
In presenza di questi segnali è opportuno rivolgersi a un centro specializzato per verificare le condizioni degli pneumatici.
Sgonfiare le gomme aumenta l’aderenza? È un falso mito
Ridurre volontariamente la pressione degli pneumatici non rappresenta una soluzione per migliorare la tenuta di strada durante il normale utilizzo dell’automobile.
Ogni pneumatico è progettato per funzionare con specifici valori di pressione, definiti in relazione alle caratteristiche del veicolo.
Una pressione troppo bassa può compromettere la precisione di guida, soprattutto nelle frenate e nei cambi di direzione, oltre a favorire un’usura irregolare e aumentare i consumi.
Anche una pressione eccessiva può alterare il comportamento della gomma e ridurne la durata.
La soluzione corretta è quindi attenersi ai valori di gonfiaggio raccomandati dal costruttore, evitando regolazioni arbitrarie.
Pneumatici anteriori e posteriori: l’usura non è sempre uniforme
Le quattro gomme di un’automobile non si consumano necessariamente alla stessa velocità.
L’usura dipende dalla distribuzione dei pesi, dallo stile di guida, dalle condizioni di sterzo e sospensioni e, soprattutto, dal sistema di trazione.
Sulle vetture a trazione anteriore, per esempio, le gomme davanti tendono generalmente a consumarsi più rapidamente.
Per favorire un’usura uniforme, Bridgestone suggerisce di valutare l’inversione periodica degli pneumatici, indicativamente ogni 10.000 km, quando consentita dalla configurazione del veicolo e dalle indicazioni del costruttore.
Il controllo deve comunque riguardare tutte le ruote, senza limitarsi a quelle apparentemente più consumate.
Dopo quanti anni bisogna cambiare gli pneumatici?
Uno dei falsi miti più diffusi riguarda le automobili utilizzate poco: percorrere pochi chilometri non significa che le gomme possano durare indefinitamente.
Anche quando il battistrada si consuma lentamente, i materiali sono soggetti all’invecchiamento per effetto del tempo, delle temperature, dell’esposizione al sole e delle condizioni ambientali.
Gli pneumatici non hanno una vera e propria data di scadenza, ma è importante conoscerne l’età, verificabile attraverso la data di produzione riportata sul fianco.
Secondo le indicazioni Bridgestone, dopo cinque anni è opportuno sottoporre gli pneumatici a un controllo professionale annuale.
Il costruttore raccomanda inoltre di sostituirli al raggiungimento dei dieci anni, anche se apparentemente ancora in buone condizioni, oppure prima quando emergono segni di deterioramento.
Pressione, usura ed età: i controlli che fanno la differenza
Le indicazioni Bridgestone evidenziano come la sicurezza degli pneumatici dipenda da diversi fattori che devono essere valutati insieme.
Non basta verificare il battistrada o considerare i chilometri percorsi: pressione corretta, integrità della struttura, usura regolare ed età della gomma contribuiscono al comportamento dell’automobile.
Una manutenzione attenta può inoltre aiutare a contenere i consumi e a sfruttare più a lungo le caratteristiche degli pneumatici, evitando che convinzioni errate si trasformino in rischi durante la guida.




