
I numeri raccontano una Automechanika Frankfurt 2026 in crescita. L’edizione appena conclusa ha superato i 112.000 visitatori professionali provenienti da 173 Paesi, riunendo 4.400 espositori di 80 nazioni. Il 70% del pubblico è arrivato dall’estero e il programma ha contato circa 500 tra incontri, presentazioni e appuntamenti formativi.
Ma per comprendere realmente cosa sta accadendo nell’aftermarket non basta fermarsi alle presenze.
L’esperienza maturata da Parts & Lubricants, presente dall’8 al 12 settembre al fianco di Dinoil, marchio distribuito ufficialmente in Italia dall’azienda, restituisce infatti un’immagine più articolata della manifestazione. Nella Hall 12 il passaggio è apparso inferiore rispetto alle precedenti edizioni, mentre è aumentata la concretezza degli incontri: meno visite casuali e più operatori arrivati allo stand con domande precise su prodotti, distribuzione e possibili collaborazioni.
Automechanika Frankfurt 2026, contano sempre di più i contatti giusti
In una fiera internazionale il numero di persone che attraversano uno stand rimane importante, ma non necessariamente misura la qualità commerciale di una partecipazione.
L’esperienza di Parts & Lubricants evidenzia proprio questo cambiamento. Molti degli interlocutori incontrati conoscevano già Dinoil, ricordavano il marchio dalle precedenti manifestazioni o si sono presentati con l’obiettivo specifico di approfondirne prodotti e opportunità distributive.
La continuità della presenza fieristica diventa così uno strumento per costruire riconoscibilità B2B nel tempo. Non basta comparire una volta: essere presenti con costanza, mantenere le relazioni e incontrare nuovamente gli stessi operatori può trasformare la conoscenza iniziale in un rapporto commerciale.
A Francoforte sono state consolidate collaborazioni già esistenti e avviati nuovi contatti, in particolare nel Nord Italia. Il passaggio successivo sarà capire quali potranno trasformarsi in collaborazioni durature.
Uno dei temi emersi riguarda inevitabilmente la situazione dell’automotive europeo.
Margini sotto pressione, cambiamenti normativi, tensioni commerciali e trasformazione delle catene di fornitura stanno costringendo numerose aziende a rivedere prodotti e strategie. Nel documento viene richiamato il Pulse Check 2026 di CLEPA, secondo il quale il 24% dei fornitori automotive europei si aspetta un risultato negativo nel 2026 e il 73% ha modificato significativamente il proprio portafoglio prodotti.
Per l’aftermarket le conseguenze sono concrete. Disponibilità dei prodotti, prezzi e continuità delle forniture diventano più difficili da prevedere, aumentando la necessità di individuare soluzioni alternative.
Una situazione complessa che, però, può aprire spazio a produttori e fornitori precedentemente meno considerati. Non significa abbassare i criteri di selezione: ogni alternativa deve essere verificata. Significa piuttosto allargare lo sguardo e valutare nuovi interlocutori.
Un altro segnale raccolto allo stand riguarda la provenienza delle richieste. Tra gli incontri più concreti sono emersi interlocutori provenienti dai mercati asiatici e africani, alcuni dei quali conoscevano già Dinoil e ne ricordavano la presenza alle manifestazioni precedenti.
Naturalmente parlare genericamente di Asia o Africa rischierebbe di semplificare eccessivamente realtà molto diverse tra loro. Ogni Paese possiede caratteristiche commerciali, distributive e competitive specifiche.
Il segnale raccolto a Francoforte è però interessante: per le aziende dell’aftermarket europeo possono aprirsi opportunità anche oltre i mercati tradizionalmente considerati prioritari.
Il prezzo più basso non basta più
Probabilmente uno dei cambiamenti più significativi riguarda il modo in cui gli operatori valutano un potenziale fornitore.
Durante la manifestazione Parts & Lubricants ha rilevato una minore presenza delle realtà meno strutturate e concentrate quasi esclusivamente sulla competizione di prezzo. È un’osservazione maturata in fiera e non può essere automaticamente estesa all’intero mercato, ma le domande degli operatori sembrano indicare una maggiore attenzione verso altri elementi.
Accanto al costo entrano infatti continuità della fornitura, documentazione, qualità verificabile, assistenza e capacità di costruire una relazione commerciale.
Il prezzo rimane inevitabilmente determinante, soprattutto in un mercato competitivo come quello del ricambio. Ma una fornitura economica perde parte del proprio vantaggio quando non riesce a garantire disponibilità, prodotto e servizio nel tempo.
La trasformazione non riguarda soltanto le aziende emergenti.
A Francoforte è emerso come diverse realtà strutturate stiano intervenendo su gamma, servizi e posizionamento. Digitalizzazione, economia circolare, gestione dei dati, diversificazione e ricerca di nuovi mercati sono entrate direttamente nelle proposte commerciali e nei prodotti esposti.
Sta cambiando, in altre parole, anche il punto nel quale viene generato valore nell’automotive.
La vendita del veicolo nuovo rimane centrale, ma cresce l’importanza di tutto ciò che accompagna l’automobile durante la sua vita: manutenzione, ricambi, servizi e gestione del ciclo di utilizzo.
Per l’aftermarket significa trovarsi sempre più al centro di una trasformazione che coinvolge l’intera industria automobilistica.
Automechanika Frankfurt 2026 ha fornito anche un punto di osservazione privilegiato sull’evoluzione dell’industria cinese.
Secondo l’esperienza riportata da Parts & Lubricants, leggere ancora i produttori cinesi esclusivamente attraverso l’equazione prodotto economico e imitazione delle soluzioni occidentali significa non cogliere una parte importante della trasformazione in corso.
In fiera sono state incontrate aziende con prodotti curati, capacità di sviluppo e soluzioni tecnologiche proprie. Questo non significa naturalmente che la provenienza cinese costituisca automaticamente una garanzia di qualità: ogni prodotto deve essere valutato tecnicamente, esattamente come avviene per quelli europei.
Il cambiamento sta proprio nel criterio di giudizio. Tecnologia, qualità, affidabilità e servizio diventano parametri più utili della semplice provenienza geografica.
Nel documento viene ricordato anche il peso raggiunto dalla Cina nella filiera elettrica: secondo i dati IEA riportati da Parts & Lubricants, nel 2025 il Paese ha prodotto quasi tre quarti delle automobili elettriche mondiali e oltre l’80% delle celle per batterie. Dati riferiti all’elettrificazione e non all’intero aftermarket, ma indicativi della capacità industriale raggiunta.
Un altro messaggio arrivato da Francoforte riguarda la tecnologia digitale.
Intelligenza artificiale, veicoli connessi, accesso ai dati, diagnosi assistita, manutenzione predittiva e disponibilità dei ricambi su richiesta sono stati alcuni dei temi centrali della manifestazione.
La questione non interessa esclusivamente le automobili di ultima generazione. Sta cambiando anche il modo in cui officine e ricambisti cercano un componente, gestiscono un ordine, accedono alle informazioni e mantengono il rapporto con il cliente.
Digitalizzare, in quest’ottica, non significa aggiungere tecnologia fine a se stessa. Significa utilizzare gli strumenti disponibili per ridurre i passaggi inutili, rendere più accessibili le informazioni e diminuire l’incertezza nella ricerca e nella gestione del ricambio.
Per Parts & Lubricants, Automechanika non si è conclusa con la chiusura dei padiglioni.
Durante la manifestazione sono stati individuati prodotti ritenuti innovativi e sono state avviate trattative con alcune aziende. Non ci sono ancora accordi da annunciare: le proposte dovranno essere valutate sotto il profilo tecnico, commerciale e distributivo prima di un eventuale ingresso sul mercato italiano.
È forse proprio questo il bilancio più interessante di Automechanika Frankfurt 2026. L’aftermarket sta diventando più complesso e meno prevedibile, ma contemporaneamente offre nuovi spazi a chi riesce a selezionare prodotti, costruire relazioni solide e utilizzare la tecnologia per rendere più efficiente il proprio lavoro.
Francoforte lascia quindi un mercato nel quale prezzo, provenienza geografica e dimensioni dell’azienda non sono più sufficienti, da soli, per stabilire il valore di un partner. Continuità, qualità, servizio, capacità tecnologica e affidabilità della relazione commerciale acquistano un peso crescente.
Per ricambisti, distributori e officine, capire questa trasformazione sarà importante quanto scegliere il prodotto giusto.





