Aggiungere un codice a catalogo è facile. Gestirne migliaia decisamente meno. È uno dei paradossi dell’aftermarket contemporaneo. L’automobile diventa sempre più sofisticata, aumentano modelli e versioni, cambiano le tecnologie e ogni evoluzione genera nuove applicazioni. Per distributori e ricambisti questo significa poter offrire una copertura maggiore, ma anche confrontarsi quotidianamente con magazzini sempre più articolati.
La sfida, quindi, non consiste necessariamente nell’avere più prodotti. Consiste nell’avere quelli giusti.
È una chiave di lettura interessante per raccontare l’evoluzione di VIVI Autoparts, marchio italiano che ha costruito progressivamente un’offerta capace di spaziare dal tergicristallo all’illuminazione, fino a frenata, gestione della batteria e prodotti destinati al lavoro quotidiano dell’officina.
Ad Automechanika Frankfurt 2026 questa evoluzione si traduce in un catalogo ulteriormente ampliato. Ma dietro le singole novità emerge soprattutto un principio: trasformare la varietà in qualcosa che rimanga gestibile per chi lavora con il ricambio.
Per capire questa filosofia bisogna partire da un prodotto apparentemente elementare. La spazzola tergicristallo.
VIVI Autoparts ha costruito una parte importante della propria esperienza proprio attorno a questo componente, sviluppando nel tempo soluzioni capaci di adattarsi alle differenti configurazioni utilizzate dalle case automobilistiche.
Ed è qui che entra in gioco il concetto di multi-adattatore.
La logica è semplice: invece di moltiplicare indefinitamente le referenze, un sistema di connessioni intercambiabili permette a un numero più contenuto di prodotti di rispondere a un ventaglio molto ampio di applicazioni. Per l’automobilista cambia poco. Per chi deve tenere quei prodotti sugli scaffali, cambia parecchio. Meno frammentazione significa infatti poter razionalizzare le scorte senza rinunciare alla copertura del parco circolante.
Quando si parla di aftermarket si guarda quasi sempre al componente. Molto meno a ciò che accade prima che quel componente venga venduto.
Ogni nuova referenza occupa spazio, immobilizza capitale e deve essere identificata correttamente. Se le varianti aumentano eccessivamente, anche un prodotto relativamente semplice può diventare complicato da gestire. Il problema cresce insieme al parco circolante.
Vetture appartenenti a generazioni differenti continuano infatti a condividere le nostre strade. Le architetture cambiano, così come attacchi, dimensioni e caratteristiche tecniche. L’aftermarket deve riuscire a servire contemporaneamente l’auto appena immatricolata e quella che ha già molti anni sulle spalle. La razionalizzazione del catalogo diventa quindi un servizio quasi quanto il ricambio stesso.
Una volta consolidata l’esperienza nel wiping, il perimetro di VIVI Autoparts si è progressivamente allargato
Uno degli ambiti più importanti è quello dell’illuminazione automotive.
Anche qui la trasformazione tecnologica è evidente. Alla tradizionale lampada alogena si sono affiancati Xenon, LED, moduli elettronici e sistemi sempre più integrati nel veicolo.
Per l’aftermarket significa dover convivere con generazioni tecnologiche differenti.
VIVI mantiene quindi soluzioni tradizionali accanto a prodotti più recenti, compresi i kit LED OE Size sviluppati per facilitare l’installazione anche quando lo spazio disponibile all’interno del gruppo ottico è limitato. È ancora una volta un problema molto concreto: innovare senza dimenticare ciò che continua a circolare.
C’è poi un’altra trasformazione che riguarda ormai qualsiasi officina: la crescente importanza dell’energia a bordo. La batteria non è più soltanto il componente che permette di avviare il motore.
Sistemi Start&Stop, elettronica di bordo, AGM e AFB, mantenimento della carica e progressiva diffusione della mobilità elettrica hanno allargato enormemente il campo.
La proposta VIVI comprende quindi caricabatterie, mantenitori, jump starter, batterie e accessori, arrivando anche alle soluzioni destinate alla ricarica dei veicoli elettrici.
Un’estensione interessante perché mostra quanto rapidamente stia cambiando il concetto stesso di accessorio aftermarket. Prodotti che fino a qualche anno fa occupavano nicchie relativamente specifiche entrano progressivamente nell’attrezzatura ordinaria di automobilisti e professionisti. L’allargamento del catalogo coinvolge inoltre i sistemi frenanti.
Qui il margine per le semplificazioni è naturalmente differente: applicazione corretta, caratteristiche del materiale e conformità tecnica rimangono determinanti.
Ma anche la frenata sta vivendo una propria evoluzione. Comfort acustico, produzione di particolato, durata e interazione con sistemi sempre più sofisticati stanno spostando l’attenzione oltre il semplice concetto di capacità frenante. Il ricambio deve quindi inserirsi in un sistema nel quale prestazione, sicurezza e caratteristiche ambientali convivono.
È un’altra dimostrazione di come persino componenti estremamente consolidati continuino a evolversi. Tra gli ampliamenti mostrati a Francoforte c’è anche una nuova gamma di molle a gas, destinata ad applicazioni automotive e industriali.
Cofani, portelloni e sportelli sembrano elementi marginali rispetto ai grandi sistemi della vettura, ma rappresentano perfettamente la logica di un catalogo aftermarket.
Sono componenti soggetti a usura, possiedono applicazioni specifiche e devono poter essere identificati con rapidità quando arriva il momento della sostituzione.
È proprio sommando famiglie come questa che un fornitore può progressivamente ampliare la propria presenza all’interno del ricambista.
Non necessariamente attraverso prodotti collegati tra loro tecnicamente, ma attraverso esigenze che appartengono allo stesso cliente professionale. Avere un catalogo ampio, però, crea immediatamente un’altra necessità: rendere semplice individuare ciò che serve.
Oggi una parte decisiva del lavoro si svolge prima ancora dell’ordine.
Il professionista deve partire da un veicolo, individuare il componente corretto, verificarne la compatibilità e arrivare rapidamente al codice da acquistare.
Per questo la presenza delle referenze VIVI all’interno delle principali piattaforme e banche dati del settore assume un significato che va oltre la semplice visibilità del marchio.
TecDoc, Inforicambi, Kromeda e Clipparts diventano strumenti attraverso i quali ridurre la distanza tra il veicolo da riparare e il prodotto presente a catalogo.
In un aftermarket popolato da migliaia di codici, essere trovati correttamente conta quasi quanto essere disponibili. La presenza di VIVI Autoparts ad Automechanika Frankfurt 2026 permette allora di leggere l’offerta da una prospettiva differente.
Non soltanto nuovi prodotti. Tergicristalli, illuminazione, batterie, frenata, molle a gas e prodotti per il service raccontano piuttosto la trasformazione del fornitore aftermarket verso una proposta sempre più trasversale.
Per il professionista significa poter concentrare esigenze differenti all’interno dello stesso rapporto commerciale. Per il produttore significa affrontare una difficoltà opposta: ampliare il catalogo senza renderlo ingestibile. Ed è probabilmente qui che si trova la parte più interessante della sfida.
L’aftermarket del futuro non avrà meno referenze. Con ogni probabilità ne avrà molte di più. Continueranno a circolare automobili anziane mentre ne arriveranno di nuove; motori tradizionali conviveranno con ibridi ed elettrici; sistemi semplici continueranno a essere venduti accanto a componenti sempre più sofisticati.
Non si può fermare questa moltiplicazione. Si può però cercare di governarla. L’evoluzione di VIVI Autoparts parte da un tergicristallo e arriva oggi a un’offerta molto più ampia, ma conserva un principio particolarmente attuale: un buon ricambio non dovrebbe aggiungere complessità al lavoro del professionista. Dovrebbe contribuire a eliminarla.
Perché nell’aftermarket avere cento soluzioni non è necessariamente meglio che averne dieci. Lo diventa soltanto quando, nel momento in cui serve, è facile capire quale sia quella giusta.




