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giovedì, 15 Gennaio 2026

Stellantis spegne la spina: perché l’ibrido plug-in non convince più

Jeep Avenger

Per anni l’ibrido plug-in è stato raccontato come la formula magica capace di mettere d’accordo tutti: zero ansia da ricarica, consumi ridotti e un piede già dentro l’elettrico. Oggi però questo equilibrio si è rotto. Stellantis ha deciso di voltare pagina e, a partire dall’anno modello 2026, abbandonare completamente i PHEV in Nord America. Una scelta drastica, che ridisegna la strategia di uno dei gruppi automobilistici più influenti del pianeta.

Negli Stati Uniti spariscono così dal listino nomi simbolo come Jeep Wrangler 4xe, Grand Cherokee 4xe e Chrysler Pacifica PHEV. Modelli che avevano costruito il successo del marchio Jeep nel mondo plug-in, con quote di mercato superiori al 40%. Eppure, in poche settimane, questi veicoli sono stati eliminati dai configuratori ufficiali, senza preavviso né ripensamenti.

Il messaggio è chiaro: l’ibrido plug-in non è più considerato una soluzione credibile per il mercato nordamericano. Al suo posto, Stellantis punta ora su due direttrici principali: ibridi tradizionali (HEV) ed elettrici con range extender, ovvero auto a batteria supportate da un motore termico che lavora esclusivamente come generatore.

Stellantis dice addio ai plug-in: i motivi della svolta

Dietro questa scelta non c’è un solo fattore, ma una somma di criticità. In primo luogo, i comportamenti reali dei clienti: molti proprietari di PHEV non ricaricano mai l’auto, utilizzandola come una normale ibrida. Risultato? Più peso, più costi e nessun reale vantaggio ambientale.

A questo si aggiunge il cambio di scenario normativo. Gli incentivi federali, che durante l’era Biden arrivavano fino a 7.500 dollari, sono stati ridimensionati o cancellati. Anche le regole sulle emissioni si sono fatte meno stringenti, facendo perdere alle PHEV quel ruolo “tattico” che serviva a compensare SUV e pick-up più inquinanti.

C’è poi il tema più delicato: l’affidabilità. Nel 2025 quasi 375.000 Jeep plug-in sono state richiamate per potenziali problemi alle batterie, con rischio di incendio e stop temporanei alle vendite. Ufficialmente Stellantis minimizza il collegamento, ma è evidente che richiami di questa portata pesano su costi industriali, immagine del marchio e fiducia dei clienti.

Anche il badge 4xe cambierà significato. Non scomparirà, ma verrà utilizzato per identificare futuri modelli elettrici ad autonomia estesa, come alcune versioni di Grand Wagoneer e Ram 1500 REV. Un segnale simbolico: l’elettrificazione continua, ma senza passare più dalla presa di corrente.

Attenzione però: non si tratta di un ritorno al passato. L’ibrido resta centrale nella visione del gruppo, ma in versione non ricaricabile. La nuova Jeep Cherokee 2026, ad esempio, arriverà solo con motorizzazioni HEV di nuova generazione, tra cui il recente 1.6 ibrido.

La stessa strategia coinvolge anche gli altri marchi. In Nord America, Alfa Romeo Tonale dirà addio alla versione plug-in, confermando come questa tecnologia venga ormai percepita come poco vantaggiosa in termini di rapporto costi/benefici.

Resta aperto un interrogativo: siamo davanti a un addio definitivo o a una pausa strategica? Il nuovo piano industriale guidato da Antonio Filosa dovrà chiarire se Stellantis punterà stabilmente su HEV ed elettrico con range extender, oppure se il plug-in potrà tornare in futuro in una veste più semplice ed efficace.

Intanto l’Europa osserva. Qui le PHEV restano ancora fondamentali per abbassare le emissioni medie di CO2, e un’uscita di scena immediata non è prevista. Ma il segnale che arriva dagli Stati Uniti è forte: il plug-in non è più l’anello mancante tra termico ed elettrico, bensì una tecnologia di transizione già superata.

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