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lunedì, 23 Febbraio 2026

Horse H12: 44% di efficienza e 3,3 l/100 km con benzina rinnovabile

Horse H12

Il motore a combustione interna non sembra intenzionato a uscire di scena. Con l’H12 Concept, Horse Technologies e Repsol propongono una visione alternativa nel percorso verso la decarbonizzazione: un termico ad altissima efficienza, alimentato con benzina rinnovabile al 100% e integrato in un sistema ibrido evoluto.

I numeri sono il punto di partenza. Il progetto dichiara un rendimento termico di picco del 44,2%, valore che supera ampiamente il tradizionale 25-30% dei motori a benzina convenzionali e si avvicina alle migliori architetture diesel. Sul fronte consumi, il dato comunicato è inferiore a 3,3 l/100 km nel ciclo WLTP, una soglia che fino a pochi anni fa era appannaggio quasi esclusivo dei full hybrid più avanzati.

Horse H12: compressione 17:1 e sistema ibrido evoluto

L’H12 nasce dall’evoluzione del precedente HR12, ma con una revisione profonda dell’intero powertrain. Tra le soluzioni tecniche adottate spicca un rapporto di compressione di 17:1, valore più tipico di un diesel che di un benzina. A questo si affiancano un nuovo sistema di combustione ottimizzato, un EGR di nuova generazione, un turbocompressore rivisto nella gestione dei flussi e un sistema di accensione ad alta energia, studiato per garantire stabilità anche in condizioni operative critiche.

Elemento centrale è l’integrazione con un cambio ibrido a gestione energetica evoluta, che consente al motore di operare il più possibile nelle zone di massima efficienza. A completare il pacchetto intervengono lubrificanti specifici sviluppati da Repsol, progettati per ridurre l’attrito interno e contribuire all’incremento del rendimento complessivo.

Secondo i dati diffusi, rispetto a un’unità benzina tradizionale di pari categoria si parla di una riduzione dei consumi del 40%. In uno scenario reale – vettura di segmento medio con percorrenza annua di 12.500 km – l’adozione del powertrain H12 alimentato con benzina rinnovabile permetterebbe una riduzione di circa 1,77 tonnellate di CO₂ all’anno rispetto a un modello equivalente con carburante fossile.

Benzina rinnovabile e infrastruttura esistente

Il secondo pilastro del progetto è il carburante. Repsol ha avviato la produzione industriale della Nexa 95, benzina di origine totalmente rinnovabile compatibile con i veicoli esistenti senza modifiche meccaniche. Attualmente è disponibile in circa 30 stazioni di servizio in Spagna e rappresenta uno dei primi esempi concreti di carburante “drop-in”, utilizzabile nella rete distributiva già esistente.

L’approccio è pragmatico: intervenire sull’efficienza dei motori e sull’origine del carburante, senza attendere esclusivamente la sostituzione completa del parco circolante. In questo contesto, Horse e Repsol chiedono un quadro normativo europeo tecnologicamente neutrale oltre il 2035, capace di riconoscere il contributo dei motori ad alta efficienza alimentati con carburanti rinnovabili.

I primi prototipi hanno già validato le prestazioni dichiarate e un veicolo dimostrativo equipaggiato con l’H12 è atteso nella prima metà dell’anno. Se i dati verranno confermati nell’uso su strada, il messaggio sarà chiaro: il motore termico può ancora evolvere, puntando su efficienza estrema, integrazione ibrida e carburanti rinnovabili come leva immediata di riduzione delle emissioni.

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