
Per anni l’autonomia è stata considerata uno dei principali limiti dell’auto elettrica. Oggi la sfida sembra essersi ribaltata e la Denza Z9S ne è un esempio particolarmente significativo. La nuova berlina premium del gruppo BYD dichiara in Cina fino a 1.100 km con una carica, un valore ottenuto però secondo il ciclo CLTC, più favorevole rispetto al WLTP utilizzato in Europa. Le stime riportate per la configurazione più efficiente indicano circa 891 km secondo parametri WLTP, ma sarà necessaria un’omologazione europea per conoscere il dato definitivo. Al di là del numero, la Z9S impressiona anche per dimensioni e contenuti: è lunga 5,09 metri, larga 1,98 e ha un passo di 3,025 metri. Nell’abitacolo troviamo uno schermo centrale da 17,3″, strumentazione digitale da 13,2″ e un head-up display dichiarato da 50″, mentre LiDAR e spoiler posteriore attivo sottolineano l’impostazione tecnologica del progetto.
Denza Z9S: batteria da 102,3 kWh e oltre 1.200 CV
Sotto il pianale trova posto una Blade Battery BYD di seconda generazione da 102,3 kWh. La gamma comprende differenti configurazioni, con autonomie dichiarate di 780, 920 e 1.100 km CLTC. La versione a trazione posteriore raggiunge 370 kW, circa 496 CV, mentre al vertice troviamo una variante a tre motori e trazione integrale con circa 890 kW, equivalenti a oltre 1.200 CV, capace secondo i dati dichiarati di accelerare da 0 a 100 km/h in 2,68 secondi. Proprio qui emerge uno degli aspetti più interessanti della Z9S: la versione più potente non è quella con maggiore autonomia. La configurazione trimotore si ferma infatti a circa 780 km CLTC, mentre quella maggiormente orientata all’efficienza raggiunge quota 1.100. Un confronto che mostra quanto potenza, peso e rendimento continuino a incidere sulla percorrenza anche sulle elettriche tecnologicamente più avanzate.
Aumentare l’autonomia serve a ridurre le soste, ma BYD lavora contemporaneamente sul tempo necessario per ricaricare. La nuova generazione della Blade Battery viene associata alla tecnologia Flash Charging, per la quale il costruttore indica potenze che possono raggiungere 1.500 kW utilizzando infrastrutture compatibili. BYD parla della possibilità, per la propria tecnologia, di passare dal 10 al 97% in circa nove minuti. Numeri estremi, la cui utilità reale dipenderà naturalmente dalla disponibilità di stazioni capaci di erogare potenze così elevate. È però indicativa la direzione intrapresa dall’industria cinese: non soltanto accumulatori capaci di immagazzinare più energia, ma architetture ad alta tensione progettate per recuperarla sempre più velocemente.
La sfida di Denza arriverà anche in Europa
I prezzi cinesi della Z9S, una volta convertiti, vengono indicati nella fascia di circa 33.000-42.000 euro, ma non possono essere trasferiti direttamente a un eventuale listino europeo, dove inciderebbero tassazione, omologazione, distribuzione e posizionamento commerciale. Più importante è la strategia tecnologica: BYD ha indicato per i futuri modelli Denza destinati all’Europa architetture ad alta tensione e autonomie che potrebbero raggiungere circa 800 km. Ed è qui che i 1.100 km della Z9S assumono un significato più ampio. La competizione cinese sull’elettrico non riguarda più soltanto il prezzo, ma coinvolge efficienza, batterie, software, ricarica, prestazioni e sistemi di assistenza alla guida. La Z9S porta questi elementi all’estremo e suggerisce quale potrebbe essere la prossima fase della corsa all’elettrico: rendere l’autonomia sempre meno centrale proprio attraverso vetture capaci di percorrere distanze sempre maggiori.





