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venerdì, 23 Febbraio 2024
  • Aftermarket e E-commerce, ANFIA e GiPA presentano un nuovo studio


    Aftermarket e E-commerce, ANFIA e GiPA

    Aftermarket e E-commerce, un rapporto che cambia

    La seconda edizione dello studio Aftermarket e E-commerce, a cura di ANFIA-Aftermarket e GiPA, è stata presentata a Torino, nella sede dell’associazione. La ricerca ‘Aftermarket e E-commerce. Gli acquisti online di Automobilisti e Ricambisti’ ha coinvolto 304 ricambisti, dei quali 109 con forza vendita e 195 ricambisti/accessoristi, intervistati con il metodo CATI – Computer-Assisted Telephone Interviewing. Gli automobilisti intervistati sono stati 16.000, 4.005 dei quali classificabili come potenziali acquirenti on line dato che hanno svolto attività fai-da-te. Le interviste sono state di tipo CAWI – Computer Assisted Web Interview e la loro segmentazione – con profilazione definita in base al metodo GiPA. Si è inoltre condotta un’indagine prevalentemente qualitativa contattando direttamente una decina di importanti player del settore. Anticipiamo subito che l’analisi ha evidenziato importanti cambiamenti, sotto vari aspetti, rispetto a quanto rilevato nella prima edizione.

    Ricambisti, Aftermarket e E-commerce

    Si è visto, per esempio, che il numero dei ricambisti che vendono prodotti online B2C è in rialzo: fra il 2020 e il 2022 si passa infatti dal dal 26% al 62% del totale. Diminuisce invece la percentuale di queste vendite sul fatturato complessivo: lo share scende infatti dal 42% del 2020 al 25% del 2022 di chi vende anche online mentre considerando il totale dei ricambisti intervistati (che include anche quelli che non vendono B2C) la quota si riduce ulteriormente essendo del 15%. Ricordiamo l’esempio di un ricambista esperto che usa il canale B2C con moderazione, preferendo le vendite al banco peri privati. Lo studio Aftermarket e E-commerce di ANFIA e GiPA riporta anche l’interessante stima che 6 ricambisti su 10 ritengono che fra i compratori del canale B2C ci siano anche meccanici ‘in incognito’, un fenomeno che peserebbe per il 18% del fatturato consumer. Dal lato degli automobilisti la ricerca Aftermarket e E-commerce ha rilevato che i prodotti più acquistati sono stati Abbigliamento, Calzature ed Accessori, seguito da Cura della persona e da Elettronica/ Elettrodomestici/Informatica. Prodotti o servizi per le due ruote sono al 5° posto e la stessa voce (che include anche l’assicurazione) per le automobili è in settima posizione. Nella categoria Prodotti per la pulizia e sanificazione, per esempio, si è visto che ai primi 3 posti fra le motivazioni che hanno indirizzato alla scelta di un sito B2C ci sono Tempi brevi di consegna, Prezzi più economici e Spedizione gratuita, seguiti dall’Ampiezza della scelta.

    Aftermarket e E-commerce, il commento degli addetti ai lavori

    Marc Aguettaz, Managing Director di GiPA, rileva che “i dati confermano che il mercato delle vendite online ha ancora proporzioni limitate, sia perché l’identificazione del ricambio giusto rimane una delle tappe centrali del processo, sia perché online non c’è interazione diretta e non si può provare il prodotto. Siamo comunque Senza dubbio di fronte ad un mondo che si sta sviluppando a ritmi rapidi e che apre molte nuove possibilità”. Non è la prima volta che il manager francese, profondo conoscitore del settore, afferma di credere che l’aftermarket sia forte ma che deve innovare per crescere.  Davide Sassetti, Responsabile Area Mercato-Web di ANFIA-Aftermarket, precisa che “tutte le nostre aziende produttrici di ricambi sono da tempo dotate di strumenti per il commercio elettronico con i propri clienti (i distributori di ricambi) in un sistema chiuso (EDI – Electronic Data Interchange cosi come la maggior parte dei distributori con il successivo anello della filiera aftermarket, ovvero i ricambisti. Lo studio mira invece a cogliere le dinamiche di uno scenario ‘aperto’ dove ognuno può vendere tutto a tutti”.

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