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giovedì, 29 Febbraio 2024
  • Stellantis: produzione in Marocco e fuga dall’Italia?

    Stellantis - Fiat Panda - Utilitaria
    Stellantis potrebbe spostare la produzione in Marocco con una delicata trattativa che sta facendo discutere.
    Sono in possesso di una lettera che Stellantis ha inviato ai fornitori italiani, decantando le opportunità di spostare gli investimenti in Marocco, dove il gruppo di Elkann è già presente in maniera massiccia. Oltre alla lettera, hanno inviato un dépliant del governo marocchino, che esalta le facilitazioni per l’industria dell’automotive in quel paese. La fuga dall’Italia continua sempre di più”, queste le parole rilasciate in una lunga intervista dall’ex ministro Carlo Calenda a Il Messaggero che hanno fatto divampare le critiche nelle ultime ore in merito alla posizione di Stellantis e alla centralità dell’Italia nella produzione di auto.
    Al centro delle attenzioni ci finisce di nuovo il Gruppo Stellantis, già più volte accusato in passato di aver portato Fiat lontano dall’Italia e ora di nuovo nel mirino.
    Secondo Calenda il problema è la de-industrializzazione di cui farebbe le spese il sistema Italia: “Basti guardare la situazione degli stabilimenti Stellantis francesi rispetto a quelli italiani. Quelli francesi sono tutti pronti per i motori elettrici, di quelli italiani soltanto uno è al passo con i tempi. In Francia, si registrano dieci volte i brevetti Stellantis rispetto a quanti se ne registrano in Italia. Le fabbriche italiane, a cominciare da Mirafiori, si vanno desertificando”.
    Alle parole di Calenda ha immediatamente risposto il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: “Mi auguro una smentita alla lettera che circola sullo spostamento della produzione in Marocco, che sarebbe in palese contraddizione su quello che Stellantis dice di voler realizzare nel nostro Paese” ha dichiarato il ministro. P
    arole che hanno scatenato la presta risposta dell’Amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares: “Abbiamo più di 40.000 dipendenti in Italia che lavorano molto duramente per adattare l’azienda alla nuova realtà. Sono pieni di talento. Non credo che i dipendenti italiani abbiano apprezzato questi commenti, non credo che sia corretto nei loro confronti“.
    I numeri, però, sembrano smentirlo: Stellantis ha licenziato nel nostro Paese 7.500 lavoratori fin qui e oggi un simbolo dell’auto italiana, la 600 Fiat, viene costruita in Polonia.
    Mentre nell’impianto di Kenitra in Marocco sono stati impegnati circa 300 milioni di euro nel 2022 per raddoppiare la capacità produttiva e lanciare la piattaforma smart car.
    Dopo essere stata accusata a più riprese di aver abbandonato l’Italia, chiuso stabilimenti e preferito gli interessi della Francia a quelli del nostro paese – come detto dal premier Meloni nei giorni scorsi -, Stellantis ha quindi risposto dimostrando il proprio ruolo cruciale nel settore automobilistico del nostro paese: come riportato dal gruppo italo-francese, infatti, nell’ultimo 2023 è stato esportato il sessantatré per cento dei veicoli prodotti dalla casa automobilistica nei suoi stabilimenti italiani, marcando un contributo rilevante alla bilancia commerciale del nostro paese.

    Stellantis ha prodotto nel 2023 oltre 752.000 veicoli con un incremento del 9,6 per cento in un anno.

    Il CEO di Stellantis Carlos Tavares ha visitato il 24 gennaio lo stabilimento di Atessa (Chieti) che si conferma leader nella produzione di grandi Van e nel segmento dei Camping car, con una quota di mercato del trenta per cento in Europa nel 2023: «Per restare competitiva, però, Atessa deve avere porti e ferrovie efficienti per portare i nostri mezzi al di là del Mediterraneo e serve anche un costo dell’energia migliore», ha spiegato Tavares davanti ai cinquemila dipendenti.

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