Lavoro ed Economia

Il Decreto sostegni aiuta anche l’aftermarket

Siamo felici di notare che il Decreto sostegni aiuta anche l’aftermarketSiamo felici di notare che il Decreto sostegni aiuta anche l’aftermarket.

La pandemia sembra allentare la presa ma i danni umani, sociali ed economici sono stati molto pesanti: il recente Decreto sostegni aiuta anche l’aftermarket a risollevarsi dopo la crisi. Questo pacchetto di aiuti, approvato dal governo pochi giorni, fa vale circa 40 miliardi di euro, un importo rilevante. Chiamato anche ‘Decreto imprese, lavoro, giovani e salute’ stanzia 15,4 miliardi di euro alle imprese e alle partite IVA, 4,2 miliardi di euro per il mondo del lavoro e le politiche sociali, 2,8 a tutela della salute, 1,9 a sostegno degli enti territoriali e 1,4 per la ricerca, la scuola e i giovani, comprese agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Ma perché diciamo che il Decreto sostegni aiuta anche l’aftermarket? Il motivo è semplice: la sostanziosa quota destinata a imprese e titolari di Partita IVA è erogata alle attività economiche che ne hanno diritto senza limiti di settore o di tipo di attività.

 

Il Decreto sostegni aiuta anche l’aftermarket ma a certe condizioni

La suddivisione dei fondi evidenzia una quota maggioritaria - 8 miliardi di euro – destinata i ristori automatici dello stesso importo di quelli del precedente Decreto sostegni. I requisiti per averne diritto sono aver subito un calo del fatturato di almeno il 30 % tra il 2019 e il 2020 o aver aperto la Partita IVA dopo il 1° dicembre 2019. Ulteriori 3,4 miliardi sono destinati a chi dimostra una diminuzione media mensile del fatturato di almeno il 30% nel periodo compreso tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. Gli altri 4 miliardi sono destinati ai ristori ‘a conguaglio’, valutati in base ai risultati economici d’esercizio dei contribuenti invece che sul fatturato. Il contributo verrà assegnato sulla base del peggioramento del risultato economico (il calo percentuale per averne diritto sarà stabilito in seguito) e terrà conto di ristori e sostegni già percepiti nel 2020 e quest’anno.

 

Il Decreto sostegni aiuta anche l’aftermarket per i costi fissi

Un capitolo importante nelle spese delle imprese, quindi anche per quelle dell’aftermaket, è quello dei costi fissi. Sono quindi destinati 1,8 miliardi di euro di credito d’imposta per i canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo per i mesi da gennaio a maggio 2021. Il contributo per il pagamento delle bollette dell’energia elettrica non per uso domestico viene prorogato al luglio 2021 mentre viene rinviata a gennaio 2022 l’entrata in vigore della ‘plastic tax’ e viene prolungata fino al 30 giugno 2021 la sospensione delle cartelle esattoriali. 600 milioni di euro sono poi destinati a finanziare l’esenzione del pagamento della Tari per gli esercizi commerciali e le attività economiche colpite dalla pandemia. Il Decreto sostegni aiuta anche l’aftermarket che intende espandersi all’estero grazie a ulteriori 1,6 miliardi di euro destinati al fondo per l’internazionalizzazione delle imprese. Ricordiamo inoltre tutta una serie di misure, finanziate con 9 miliardi, tese a garantire l’accesso al credito, sostenere la liquidità e incentivare la capitalizzazione delle imprese. Si tratta di garanzie pubbliche per supportare i crediti a medio lungo termine delle aziende fino a 500 dipendenti, la proroga fino a fine anno dei prestiti, agevolazioni fiscali temporanee a favore delle persone fisiche che vogliano finanziare startup e altro ancora. Ricordiamo che sono in vigore altre misure di sostegno finalizzate, quali i finanziamenti per la digitalizzazione dell’aftermarket.

Nicodemo Angì

 

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