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domenica, 21 Luglio 2024
  • I falsi miti da sfatare sui veicoli elettrici

    I falsi miti da sfatare sui veicoli elettriciI falsi miti da sfatare sui veicoli elettrici.

    Centrica Business Solutions vuole fare chiarezza, sfatando alcuni falsi miti sul trasporto elettrico e trasmettendo l’importanza che la mobilità sostenibile può avere per l’ambiente e le strategie in atto di riduzione delle emissioni. 
     

    Si può prendere la scossa entrando con dei veicoli elettrici in un autolavaggio?

     
    Questa è una delle leggende più assurde che circolano attorno ai veicoli elettrici, ma che può essere facilmente sfatata. I componenti elettrici e le batterie, infatti, sono adeguatamente protetti ed efficacemente testati per resistere all’acqua. Centrica Business Solutions, azienda tra i principali player a livello mondiale del settore energetico, ritiene che passare a una flotta elettrica non sia più una questione da affrontare in futuro, ma un’opportunità, da approfondire rapidamente, per diventare un’azienda più green, sostenibile ed efficiente. Per questo ha recentemente annunciato la disponibilità, anche in Italia, delle soluzioni business per la ricarica dei veicoli elettrici.
     

    I 7 falsi miti sui veicoli elettrici sfatati da Centrica Business Solutions

    1. I veicoli elettrici sono più lenti di quelli tradizionali

     
    I veicoli elettrici sono più veloci di quelli con motore a combustione interna (ICE), grazie all’accelerazione più rapida. Questo perché il motore elettrico massimizza immediatamente la coppia, senza che sia necessario “salire di giri” per acquisire velocità.

     

    2. I veicoli elettrici costano di più di quelli a benzina e a diesel

     
    Nonostante il costo di acquisto di un veicolo elettrico sia attualmente più elevato di uno a benzina o a diesel, questa differenza di prezzo è largamente compensata da costi di gestione inferiori, benefici fiscali e sovvenzioni statali. Infatti, nel prezzo totale di un veicolo è necessario considerare anche i costi fissi e i costi variabili. Ne consegue che l’esborso totale è molto simile a quello delle auto a benzina o a diesel. Come se non bastasse, è necessario considerare il possibile aumento delle tasse e delle imposte sul carburante, i valori dell’usato inferiori ed eventuali nuove limitazioni comunali per i veicoli a benzina.
     

    3. Non ci sono sufficienti stazioni di ricarica

     
    In tutta Italia, ci sono circa 12.000 stazioni di ricarica pubbliche – senza contare quelle installate dai privati – quasi tutte localizzate in aree chiave come Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia.
    E, grazie ai finanziamenti, il numero è in crescente aumento presso le abitazioni e i luoghi di lavoro. Certamente, l’infrastruttura pubblica di ricarica rapida è ancora in ritardo, ma grazie al rinnovato interesse verso la mobilità sostenibile da parte dell’Unione Europea e dell’Italia, si prevede un’accelerazione che contribuirà alla crescita e alla diffusione del mercato elettrico anche nel nostro Paese.
     

    4. I veicoli elettrici non sono adatti per i viaggi lunghi 

     
    Attualmente il numero di punti di ricarica pubblici non è paragonabile alle stazioni di servizio tradizionali, ma ce ne sono a sufficienza per viaggiare comodamente in tutta Italia. È sufficiente pianificare in anticipo il viaggio e prevedere soste per i percorsi più lunghi, che possono anche diventare un’opportunità per riposare, rifocillarsi o recuperare chiamate ed e-mail. Le case automobilistiche, inoltre, stanno lavorando per incrementare l’autonomia delle batterie. I veicoli più moderni, ad alte prestazioni, sono dotati di batterie da 90kW, sufficienti per circa 320 km, a cui si possono aggiungere ulteriori 150 km con una ricarica di 20kW in 2 ore e mezza. 

     

    5. I veicoli elettrici impiegano troppo tempo per ricaricarsi

     
    Per collegare un veicolo elettrico alla stazione di ricarica sono necessari solo pochi secondi. Se la ricarica avviene al lavoro o a casa non c’è nessun tempo morto ed è possibile continuare a svolgere le proprie attività finché l’auto non è pronta. Se, invece, viene utilizzata una stazione di ricarica pubblica, è necessario un tempo maggiore che, però, non richiede necessariamente la presenza del guidatore, che, quindi, può impiegare il momento della ricarica in modo produttivo. Un numero sempre maggiore di centri commerciali e ricreativi, infatti, sta installando stazioni di ricarica proprio con l’obiettivo di attirare i clienti, permettendo loro di impiegare meglio il tempo di attesa. Basti pensare che il Rapporto Mobilità 2020 ha rilevato che, con una distanza media pro-capite percorsa di 28,2 km giornalieri nel 2019, un utente medio necessita di una singola ricarica ogni settimana. 

     

    6. I veicoli elettrici non sono davvero molto più ecologici degli ICE

     
    L’analisi dell’organizzazione no-profit Transport & Environment (T&E) ha rivelato che le emissioni medie di CO2 delle auto elettriche vendute in Europa nel 2020 sono quasi 3 volte inferiori a quelle delle equivalenti auto a benzina/diesel. T&E, infatti, ha calcolato che un’auto europea di medie dimensioni emette circa 90gCO₂e/km nel corso della sua vita, rispetto a 234gCO₂e/km di un equivalente veicolo diesel e a 253gCO₂e/km di un’auto a benzina. Inoltre, le prestazioni ecologiche dei veicoli elettrici continueranno a migliorare in linea con il percorso di decarbonizzazione a cui si sta assistendo, tanto che, secondo il modello elaborato da T&E, entro il 2030 un’auto elettrica media sarà 4,5 volte più ‘green’ del suo equivalente a benzina.  
     

    7. Le batterie dei veicoli elettrici perdono velocemente di efficacia e devono essere smaltite

     
    La grande differenza tra le batterie agli ioni di litio installate nei veicoli elettrici e quelle installate nei telefoni cellulari è la gestione termica attiva, che nelle auto elettriche è utilizzata per proteggere le prestazioni delle batterie, consentendo, così, un minore deterioramento. La durata della garanzia di queste batterie, infatti, solitamente è stimata a 7-8 anni (o circa 160.000 km), ma il decorso reale è decisamente più lungo, fino a superare la vita utile del veicolo. 
    Inoltre, i progressi tecnologici raggiunti consentono ora di ridurre il deterioramento e di estendere la durata delle batterie ben oltre la garanzia. Anche i conducenti stessi possono contribuire a migliorarne l’efficienza, ad esempio, evitando di scaricare completamente l’auto e successivamente di ricaricarla al 100% (generalmente è raccomandato caricare solo l’80% e non scaricarla mai del tutto).
    Le batterie dei veicoli elettrici, infine, possono avere una seconda vita, perché possono essere destinate ai sistemi di storage di energia negli edifici o riciclate (il 98% dei componenti può essere riutilizzato).
     
     

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