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mercoledì, 22 Maggio 2024
  • Auto elettriche: la Cina avanza contro l’Europa

    Condensatore Condizionatore - Auto elettriche

    Non c’è pace per il mercato dell’elettrico e soprattutto per le auto elettriche.

    E i produttori sentono aria di crisi mondiale. I dati delle Borse, da Wall Street a Francoforte, fino a Dusseldorf registrano un crollo azionario del settore che ha procurato perdite miliardarie per gli investitori. Le auto elettriche non convincono automobilisti e consumatori.

    Nelle ultime settimane anche nella regione Asia-Pacifico i titoli sono caduti, seguendo i ribassi di Wall Street a causa delle preoccupazioni sulla domanda, dei ritardi nella realizzazione di vetture a batteria più accessibili.

    Lontana quindi quella fase di boom del 2021, in seguito alla quale il settore è cresciuto molto in fretta per poi affrontare una battuta d’arresto.

    Auto elettriche: la Cina avanza, l’Europa si ferma

    La situazione attuale è questa: La tecnologia elettrica vede la sua mecca in Cina, con l’Europa che sembra perdere centralità nell’automotive. Non a caso la casa automobilistica cinese BYD (BYDDY) è diventata la più grande venditrice nella categoria conosciuta a Pechino come “veicoli a nuova energia”.

    E nel quarto trimestre, il colosso cinese ha superato Tesla diventando il più grande venditore al mondo di auto elettriche a batteria. Le azioni però, anche nel Sol Levante, sono diminuite di valore del 2,5%, dopo che il produttore cinese di veicoli elettrici ha dichiarato che le vendite del primo trimestre sarebbero precipitate del 43%.

    La situazione quindi è generalizzata, nonostante in Italia, ad esempio, stiano per arrivare i tanto agognati incentivi.

    Tuttavia, nonostante supporti statali, sussidi e aiuti, il prodotto finale, resta poco accessibile alle masse dei consumatori, visti gli alti costi dei veicoli che nella crisi inflattiva ha visto esplodere i prezzi delle materie prime.

    A sollevare un altro problema poi, è stato lo stesso Elon Musk, patron di Tesla che ha paventato in futuro la fine dell’energia elettrica, se le auto così alimentate dovessero mai diventare la maggioranza.

    Secondo Musk, l’eccesso di domanda potrebbe portare al collasso.

    In realtà, il primo a lanciare questo allarme era stato uno scienziato argentino, il fisico Juan Carlos Bolcich che aveva spiegato che la quota di auto elettriche rispetto al totale delle vetture non può eccedere il 50%, altrimenti non ci sarà abbastanza energia elettrica per far funzionare non solo le auto stesse, ma anche tutti gli altri dispositivi che richiedono lo stesso tipo di alimentazione.

    Tutto questo influenzerebbe i possibili acquirenti di auto elettriche, diminuendone il desiderio. L’unica soluzione, come suggerito dallo stesso Elon Musk sembra essere la costruzione di altre centrali elettriche.

    Tuttavia, queste non potranno funzionare in modo ecologico poiché non produrrebbero la quantità di energia necessaria.

    Insomma un cane che si morde la coda.

    Eppure gli Usa sono la nazione che esibisce un numero di colonnine equivalente a quello delle pompe di benzina (con un rapporto di una ogni 555 EV contro gli 1:530 per i rifornimenti tradizionali).

    Ma i consumatori americani sono ossessionati anche da un altro elemento: la durata della ricarica, un fattore su cui hanno lavorato molto le case produttrici inclusa la stessa Tesla con uno sforzo che ha portato ora a 30 i modelli disponibili che hanno un raggio superiore alle 300 miglia, e un’altra dozzina dovrebbero essere immessi nel mercato entro l’anno.

    A cura di Valeria di Giorgio

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