Marelli e Microchip, display più semplici per le auto software-defined

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Marelli Microchip

L’auto del futuro avrà sempre meno centraline indipendenti e una capacità di elaborazione sempre più concentrata in pochi sistemi centrali. È all’interno di questa trasformazione che si inserisce la nuova soluzione sviluppata da Marelli e Microchip Technology per collegare il computer centrale del veicolo direttamente ai display di bordo.

Il progetto utilizza ASA Motion Link (ASA-ML), standard aperto dedicato alla connettività video automotive e alla comunicazione SerDes. L’obiettivo è permettere ai costruttori di semplificare l’architettura elettronica, contenere i costi e soprattutto ridurre la dipendenza da tecnologie proprietarie nella realizzazione dei futuri Software-Defined Vehicle (SDV).

Marelli e Microchip puntano sugli standard aperti

ASA Motion Link è stato definito dall’Automotive SerDes Alliance, consorzio che riunisce costruttori automobilistici, fornitori Tier 1 e aziende attive nel settore dei semiconduttori.

La differenza sostanziale rispetto a una tecnologia proprietaria riguarda l’interoperabilità: video e contenuti grafici possono essere trasferiti ad alta velocità tra componenti sviluppati da differenti fornitori.

Per le Case automobilistiche significa poter costruire un’architettura elettronica con maggiore libertà nella scelta dei componenti, evitando di vincolare necessariamente una parte del sistema a un unico ecosistema tecnologico.

Microchip, membro fondatore dell’Automotive SerDes Alliance, aveva già applicato le proprie soluzioni ASA-ML alla connettività delle telecamere e ora estende questa tecnologia anche ai display.

Il dimostratore realizzato dalle due aziende permette di comprendere concretamente il funzionamento della soluzione.

Grafica e video vengono generati dal computer centrale dell’automobile e trasferiti attraverso il chipset Microchip VS7000 ASA-ML mediante una connessione standardizzata ad alta velocità.

Marelli interviene invece sul lato display, occupandosi dell’integrazione e dell’ottimizzazione del deserializzatore ASA-ML incaricato di decodificare direttamente sullo schermo i flussi ricevuti.

L’architettura può gestire contenuti molto differenti: dalle immagini provenienti dalle telecamere alle mappe del navigatore, passando per la grafica dell’infotainment e le interfacce utilizzate per controllare le funzioni del veicolo.

La conseguenza è la possibilità di alleggerire la complessità elettronica presente dietro ogni singolo display, spostando una parte importante dell’elaborazione verso il sistema centrale.

Fino a 16 Gbps per i display delle future automobili

Le prestazioni rappresentano un altro elemento centrale del progetto. La soluzione può raggiungere una velocità di trasmissione fino a 16 Gbps, adattandosi così a differenti requisiti in termini di risoluzione e quantità dei contenuti visualizzati.

La comunicazione è progettata per operare senza perdita di dati e con un’elevata immunità al rumore elettromagnetico.

Sul fronte della sicurezza sono previste autenticazione a livello di collegamento e crittografia integrate nel canale di comunicazione, aspetti particolarmente importanti in architetture nelle quali un numero crescente di funzioni dell’automobile viene gestito attraverso sistemi centralizzati.

Sono presenti inoltre la tecnologia Time Division Duplex (TDD) e una Forward Error Correction (FEC) semplificata, utilizzate con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e contenere il consumo energetico.

L’importanza della collaborazione va quindi oltre lo schermo stesso.

Con il passaggio ai Software-Defined Vehicle, l’industria sta progressivamente spostando capacità di elaborazione e gestione delle funzioni verso piattaforme centralizzate. Anche il modo in cui le informazioni vengono distribuite all’interno dell’automobile deve quindi evolversi.

Uno standard aperto permette inoltre di collegare sistemi cockpit e display provenienti da differenti fornitori, aumentando le possibilità di approvvigionamento per i costruttori e creando architetture più facilmente scalabili.

La tecnologia è stata sviluppata anche guardando a un futuro nel quale le reti elettroniche dell’automobile saranno sempre più incentrate sull’Ethernet.

Per Marelli e Microchip, il passaggio agli standard aperti può diventare uno degli strumenti per rendere più semplice la progettazione delle nuove architetture elettroniche.

La possibilità di integrare componenti appartenenti a ecosistemi differenti può infatti ridurre la dipendenza da singole soluzioni proprietarie e offrire ai costruttori maggiore flessibilità nella scelta dei fornitori.

È un cambiamento poco visibile rispetto all’arrivo di un nuovo display o di un sistema di infotainment, ma potenzialmente molto più profondo. Nell’automobile definita dal software, anche il collegamento che porta un’immagine dal computer centrale allo schermo diventa parte di una nuova architettura: più centralizzata nell’elaborazione, ma allo stesso tempo più aperta nella scelta dell’hardware.