
Sono ufficialmente aperte le richieste per gli incentivi destinati alla trasformazione dei veicoli a GPL e metano. La misura, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestita da Invitalia, consente a privati e aziende di ottenere un contributo economico per l’installazione di nuovi impianti di alimentazione a gas su autovetture di categoria M1.
L’iniziativa punta a favorire la diffusione del retrofit, offrendo un sostegno economico a chi decide di prolungare la vita del proprio veicolo attraverso la conversione a carburanti alternativi.
Incentivi GPL e metano: chi può richiederli
Possono accedere al contributo le persone fisiche e giuridiche che installano un nuovo impianto GPL o metano su un’autovettura Euro 3 o superiore appartenente alla categoria M1.
Sono invece escluse le imprese che svolgono attività di commercio di autoveicoli della stessa categoria. Inoltre, al momento dell’installazione il veicolo non deve essere già omologato a GPL, metano o doppia alimentazione e l’impianto installato deve essere nuovo di fabbrica e completo di tutti i componenti previsti.
Fino a 800 euro di contributo
L’importo dell’incentivo varia in funzione del tipo di alimentazione scelta.
Per la conversione a GPL il contributo è pari a 400 euro, mentre per gli impianti a metano sale a 800 euro. Lo sconto viene applicato direttamente in fattura dall’officina autorizzata, che si occupa anche della verifica della disponibilità dei fondi e dell’intera procedura amministrativa prevista dalla misura.
Gli incentivi resteranno disponibili fino al 31 marzo 2030, salvo esaurimento delle risorse stanziate. Per il 2026 sono previsti 4 milioni di euro, ai quali si aggiungono 5 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e 1 milione di euro per il 2030.
Nonostante l’evoluzione del mercato automotive, GPL e metano mantengono una presenza significativa nel parco circolante italiano.
Secondo l’Annuario Statistico ACI 2026, al 31 dicembre 2025 erano in circolazione 3.257.734 autovetture benzina-GPL e 899.801 vetture benzina-metano, numeri che confermano l’interesse degli automobilisti verso queste alimentazioni, apprezzate soprattutto per i costi di esercizio contenuti e per il ridotto impatto ambientale.
Retrofit: meno emissioni e costi di gestione più contenuti
La trasformazione di un’auto a benzina o diesel in un veicolo alimentato anche a GPL o metano rappresenta una soluzione che permette di ridurre le emissioni di CO₂ e di particolato, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria.
Secondo l’ufficio studi di Ecomotive Solutions, il vantaggio economico resta uno degli elementi più interessanti: scegliendo la doppia alimentazione benzina-GPL oppure benzina-metano è possibile ottenere un risparmio sul costo del carburante superiore al 40%, anche considerando il consumo residuo di benzina necessario al funzionamento del sistema.
La conversione consente inoltre di prolungare la vita utile di un veicolo ancora efficiente, evitando la rottamazione e riducendo l’investimento necessario rispetto all’acquisto di un’auto nuova.
Un percorso che guarda anche ai carburanti rinnovabili
Per Ecomotive Solutions, il retrofit rappresenta anche un tassello del percorso verso la decarbonizzazione dei trasporti.
L’azienda evidenzia come il biometano, prodotto da scarti agricoli e rifiuti organici, stia progressivamente sostituendo il gas naturale nella rete di distribuzione, consentendo già oggi di alimentare veicoli convertiti con un combustibile rinnovabile. Parallelamente, la società continua a sviluppare sistemi retrofit multi-combustibile, che spaziano dalle soluzioni Diesel Dual Fuel ai sistemi bi-fuel, fino all’Adaptive Fuel System dedicato a idrogeno, biometano, metanolo e LNG.





