
C’è un numero che racconta meglio di qualsiasi slogan la velocità con cui sta cambiando il mercato automobilistico italiano: 30.000. Sono le vetture che Leapmotor ha consegnato nel nostro Paese in meno di due anni dal debutto commerciale, un risultato che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato impensabile per un marchio cinese praticamente sconosciuto al grande pubblico europeo. Il traguardo è stato raggiunto con la consegna simbolica di una B10 REEV presso una concessionaria di Trieste, ma il dato più interessante non è la singola vettura celebrativa. È ciò che rappresenta.
L’industria automobilistica europea sta vivendo una delle trasformazioni più profonde della sua storia e Leapmotor è diventata uno dei protagonisti inattesi di questa nuova fase. Fondata in Cina nel 2015, l’azienda ha accelerato la propria espansione internazionale grazie all’alleanza strategica con Stellantis, che attraverso Leapmotor International ha messo a disposizione rete commerciale, know-how distributivo e presenza capillare sul territorio europeo. Una combinazione che sta producendo risultati sorprendenti.
La crescita italiana del marchio non è frutto del caso. In un mercato dove l’auto elettrica continua a incontrare resistenze legate a prezzi, autonomia e infrastrutture di ricarica, Leapmotor ha scelto una strada diversa rispetto a molti concorrenti: offrire prodotti tecnologicamente avanzati ma con un approccio pragmatico, puntando su listini competitivi e su soluzioni capaci di ridurre le paure degli automobilisti tradizionali. È il caso della tecnologia REEV, adottata anche dalla B10 che ha segnato il traguardo delle 30 mila consegne, una formula che combina guida elettrica e autonomia estesa attraverso un generatore a bordo.
I numeri confermano che la strategia funziona. Nei primi cinque mesi del 2026 il marchio ha superato le 20 mila immatricolazioni in Italia, registrando una crescita percentuale tra le più alte dell’intero settore automotive nazionale. In alcuni mesi Leapmotor è addirittura riuscita a conquistare posizioni di vertice nel mercato delle elettriche pure, sostenuta soprattutto dal successo della piccola T03, una citycar che ha saputo intercettare una fascia di clientela alla ricerca di un’elettrica accessibile e concreta.
La T03, in particolare, è diventata uno dei simboli di questa ascesa. La compatta cinese è stata tra le elettriche più vendute in Italia e ha dimostrato come il prezzo possa ancora essere il principale acceleratore della mobilità a batteria. Un risultato che ha permesso a Leapmotor di costruire rapidamente notorietà e fiducia presso il pubblico italiano.
Dietro i risultati commerciali c’è però una partita ancora più importante. Leapmotor rappresenta infatti uno dei primi veri test della strategia con cui Stellantis intende affrontare la crescente pressione dei costruttori cinesi sul mercato europeo. Invece di combatterli frontalmente, il gruppo guidato da Antonio Filosa ha scelto la via della collaborazione, trasformando un potenziale concorrente in un alleato industriale. Una mossa che potrebbe influenzare il futuro dell’intero settore, soprattutto se alcune tecnologie sviluppate dal costruttore cinese dovessero essere adottate anche da altri marchi del gruppo.
Nel frattempo la casa asiatica continua a crescere anche a livello globale. Ha recentemente superato quota 1,5 milioni di veicoli consegnati nel mondo e punta a raggiungere un milione di vendite nel solo 2026, un obiettivo che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato irrealistico per un costruttore così giovane.
La soglia delle 30 mila auto consegnate in Italia non è quindi soltanto una celebrazione commerciale. È il segnale che il mercato europeo sta entrando in una nuova era, nella quale i marchi cinesi non sono più semplici outsider ma protagonisti capaci di influenzare strategie industriali, tecnologie e abitudini d’acquisto. E se i numeri continueranno a crescere con questo ritmo, il fenomeno Leapmotor potrebbe essere soltanto all’inizio.





