
Acquistare un’auto usata senza verificare attentamente la sua storia può trasformarsi in un investimento poco conveniente. Tra le pratiche più diffuse nel mercato dell’usato continua infatti a esserci la manipolazione del contachilometri, una frode che altera il reale valore del veicolo e che può avere conseguenze economiche importanti per gli automobilisti.
Secondo una recente analisi condotta da carVertical, in Italia un veicolo con chilometraggio alterato può essere venduto a un prezzo mediamente superiore del 29,3% rispetto al suo valore effettivo. Un dato che evidenzia quanto sia importante verificare le informazioni relative alla percorrenza prima di procedere all’acquisto.
Chilometri ridotti e valore artificiosamente più alto
La riduzione artificiale dei chilometri percorsi permette a venditori poco trasparenti di presentare l’auto come più recente e meno usurata rispetto alle sue reali condizioni. Questo meccanismo si traduce in un aumento significativo del prezzo richiesto sul mercato.
Secondo lo studio, un’automobile proposta a 20.000 euro potrebbe in realtà avere un valore reale di circa 15.500 euro qualora il chilometraggio fosse stato manomesso. La differenza economica diventa ancora più rilevante quando si parla di modelli recenti o appartenenti a segmenti premium, dove ogni chilometro in meno può incidere sensibilmente sulla valutazione finale.
L’indagine evidenzia inoltre che il 2,7% delle vetture controllate in Italia presentava anomalie nei dati relativi alla percorrenza. Nei casi individuati, il contachilometri risultava mediamente ridotto di circa 41.500 chilometri, una distanza sufficiente a modificare in modo significativo sia il valore commerciale sia la percezione dello stato d’uso del veicolo.


