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venerdì, 15 Maggio 2026

Automotive italiano: la produzione torna a crescere nel 2026

FIAT 500 Hybrid

Dopo mesi segnati da rallentamenti industriali, incertezze legate alla transizione elettrica e un mercato incapace di trovare continuità, il settore dell’automotive italiano torna finalmente a mostrare segnali concreti di ripresa. I dati relativi a marzo 2026 raccontano infatti un cambio di passo che mancava da tempo all’industria nazionale.

Secondo le elaborazioni ANFIA sui dati ISTAT, la produzione automotive italiana cresce del 14,8% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre il primo trimestre dell’anno chiude con un incremento del 13,6%. Numeri particolarmente significativi se confrontati con il resto dell’industria italiana, che nello stesso periodo registra una crescita decisamente più contenuta.

A spingere il comparto è soprattutto la produzione di autoveicoli, comprendente autovetture, veicoli commerciali leggeri e mezzi industriali. Nel solo mese di marzo il segmento segna un aumento del 20,5% su base annua, mentre il trimestre gennaio-marzo si chiude con un progresso del 19,1%. Un’accelerazione che restituisce ossigeno a una filiera reduce da anni particolarmente complessi.

Anche la produzione di autovetture conferma il recupero. A marzo dagli stabilimenti italiani sono uscite circa 34 mila vetture, con una crescita del 14,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel primo trimestre il totale supera quota 79 mila unità, facendo registrare un incremento del 18,4%.

Automotive italiano: la componentistica cresce più lentamente

La ripresa non coinvolge però tutta la filiera con la stessa intensità. Se la produzione finale di veicoli mostra una crescita sostenuta, alcuni comparti continuano a evidenziare criticità ancora importanti.

La fabbricazione di carrozzerie, rimorchi e semirimorchi resta infatti in territorio negativo, con un calo del 3,2% a marzo e del 5,3% nel trimestre. Più positivo invece l’andamento della componentistica, che cresce del 5,5% nel mese e del 6,3% nei primi tre mesi del 2026, pur mantenendo un ritmo più prudente rispetto alla produzione di autoveicoli.

Secondo ANFIA, il mese di marzo rappresenta il terzo incremento consecutivo a doppia cifra per il comparto automotive nazionale, un segnale che conferma un progressivo miglioramento della situazione produttiva dopo una lunga fase di instabilità.

Il settore, però, continua a guardare con attenzione ai prossimi passaggi industriali e politici. L’attesa è concentrata soprattutto sull’Investor Day di Stellantis previsto il 21 maggio, appuntamento considerato decisivo per comprendere il futuro degli stabilimenti italiani, i nuovi modelli destinati alle fabbriche nazionali e le prospettive occupazionali della filiera.

Sul tavolo restano anche le questioni legate agli incentivi e alla politica industriale. Le aziende attendono infatti il DPCM collegato al Fondo Automotive del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ritenuto fondamentale per sostenere investimenti e competitività durante la transizione tecnologica.

Nel frattempo anche l’export continua a rappresentare un elemento strategico per il settore. A gennaio 2026 le esportazioni italiane di autoveicoli hanno superato il miliardo di euro, con gli Stati Uniti che si confermano il principale mercato estero per valore davanti a Germania e Francia.

L’impressione è che il motore dell’industria automotive italiana stia tornando lentamente a girare con maggiore continuità. Per trasformare questi segnali in una crescita stabile serviranno però investimenti concreti, strategie industriali chiare e una maggiore stabilità normativa in un mercato che continua a vivere una fase di trasformazione profonda.

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