
Nel mercato delle auto usate cresce la richiesta di informazioni chiare sulla storia dei veicoli. Incidenti, danni strutturali e chilometraggi alterati sono oggi tra le principali preoccupazioni degli automobilisti europei, sempre più orientati verso acquisti sicuri e verificabili piuttosto che verso offerte semplicemente convenienti.
Secondo uno studio realizzato da carVertical, il 12,6% delle vetture controllate in Italia presenta danni registrati nella propria cronologia. Un dato che potrebbe però essere molto più elevato a causa della limitata disponibilità di registri storici accessibili nel nostro Paese.
La situazione si complica ulteriormente nel caso delle auto importate. In Italia quasi un veicolo usato su cinque proviene infatti dall’estero, un aspetto che rende più difficile ricostruire con precisione la storia completa del mezzo. Quando il percorso amministrativo attraversa più Paesi, aumentano infatti i rischi legati a informazioni mancanti, registrazioni incomplete o dati volutamente nascosti.
Per gli automobilisti, conoscere il passato reale di un’auto è ormai diventato un elemento decisivo nella scelta finale, soprattutto in un mercato dove la fiducia rappresenta uno degli aspetti più delicati.
Auto usate e sicurezza: cresce la richiesta di dati verificabili
L’indagine europea condotta da carVertical su 14 mila consumatori evidenzia come la trasparenza sia diventata una priorità assoluta per chi acquista un’auto usata.
Il 92% degli intervistati ritiene che i venditori dovrebbero essere obbligati a dichiarare eventuali danni gravi subiti dal veicolo, mentre il 61% afferma che rinuncerebbe all’acquisto di un’auto apparentemente perfetta dopo aver scoperto un incidente importante avvenuto in passato.
Ancora più significativo il fatto che il 75,6% degli automobilisti europei consideri più importante una storia priva di incidenti rispetto a un prezzo più basso. Inoltre, quasi due consumatori su tre sarebbero disposti a spendere di più per una vettura con dati verificabili e certificati.
Per carVertical, il problema principale resta la difficoltà di accesso ai dati storici dei veicoli, che favorisce un mercato poco trasparente e aumenta il rischio di frodi. Una situazione che, secondo l’azienda, potrebbe essere migliorata rendendo più accessibili le informazioni tecniche anonimizzate, nel rispetto delle normative europee sulla privacy.
Nel settore dell’usato, quindi, il tema non riguarda più soltanto il prezzo finale, ma soprattutto la possibilità di acquistare un veicolo con una storia realmente verificabile e affidabile.


