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Auto a metano: boom di immatricolazioni nel 2013

Economico ed ecologico, il metano piace agli automobilisti italiani. Tanto che lo scorso anno le immatricolazioni hanno messo a segno un più 26 per cento sul 2012 e negli ultimi 4 anni si è assistito a una crescita esponenziale fino a superare la soglia degli 846mila veicoli circolanti a fine 2013. Ma al forte impulso delle auto a metano in Italia (+8,3% i consumi di metano rispetto al 2012) non corrisponde altrettanta consapevolezza su questa tipologia di carburante da parte dell’opinione pubblica. A rivelarlo l’indagine presentata a “Oil&nonoil-S&TC 2014”, la rassegna di Veronafiere dedicata al settore della distribuzione carburanti e del non oil.

Secondo la ricerca “La percezione del metano nei trasporti – Awareness e opinioni degli automobilisti italiani” di Doxa Marketing Advice e commissionata da Veronafiere, che ha coinvolto un campione di 726 cittadini tra i 18 e i 64 anni, a condizionare la diffusione delle auto a metano è in primis la limitata familiarità con questo carburante. Anche se l’80 per cento degli intervistati è consapevole che il metano può essere utilizzato per alimentare le auto, solo il 48% di questi infatti lo distingue da altre tipologie di carburanti e in alcuni casi (22%) lo indentifica con il gpl. La consapevolezza è maggiore tra i giovani (25-34 anni), ne sanno meno invece i cittadini di età compresa tra i 35 e i 54 anni che, a sorpresa, sono più impreparati degli over 55. Hanno le idee più chiare i commercianti, gli artigiani e gli studenti, mentre sono in fondo alla classifica i pensionati e le casalinghe.   

Sembra più netta la conoscenza dei vantaggi del metano: per il 46 per cento degli intervistati è il risparmio l’aspetto che meglio lo caratterizza, seguito dal basso impatto ambientale (32%). A indicarne l’economicità sono soprattutto operai, casalinghe e studenti residenti nel Sud Italia (25-34 anni, soprattutto donne) con un’istruzione e un reddito medio-bassi. Vince l’ecologia tra i professionisti residenti nel Nord-Ovest (55-64 anni) con un’elevata scolarità.     

Sul fronte degli svantaggi invece gli automobilisti riconoscono nel rifornimento (36%) e nei costi (23%) i punti di debolezza del sistema. Malgrado il trend in crescita del numero degli impianti sul territorio italiano (1.008 a aprile 2014, contro i 952 dello stesso mese del 2012, dati Assogasmetano), per il 32 per cento degli intervistati le stazioni di rifornimento sono ancora poche e difficili da trovare e per il 26 per cento l’approvvigionamento è complicato e esclude il self service. Il 16 per cento del campione sostiene inoltre di preferire un altro tipo di alimentazione perché il prezzo delle auto a metano è più alto delle altre, per il 14 per cento l’offerta del nuovo è limitata e per il 7 per cento l’usato vale meno. Se a indicare gli svantaggi del rifornimento sono in prevalenza i meridionali over 45, proprietari di auto a diesel e imprenditori, a far emergere la criticità dei costi sono invece gli impiegati e gli operai residenti nel Nord-Ovest d’Italia (35-44 anni), con figli sotto i 14 anni.   

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