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giovedì, 22 Febbraio 2024
  • Retrofit elettrico: nuovo business per l’aftermarket?

    Si parla molto dei veicoli elettrici ‘nativi’ ma è importante osservare anche il settore del retrofit elettrico, in grado di generare lavoro per l’aftermarket. I segnali sulla diffusione di massa delle auto elettriche sono molti e contraddittori, legati come sono anche alla questione della legislazione, delle batterie e dei punti di ricarica. È quindi evidente come non tutto dipenda dalla volontà dei consumatori e degli operatori. In ogni caso è opportuno  dare uno sguardo ai mutamenti (leggi di quelli connessi alle auto elettriche) che, anche se a volte ‘faticosi‘, implicano spesso diverse opportunità. Possiamo pensare, ad esempio, alle possibilità che l’auto elettrica potrebbe dare ai ricambisti e al business del retrofit elettrico, già regolamentato da un Decreto e dai relativi regolamenti tecnici e procedurali.

    Scarico e non solo: addio!

    Motore elettricoApprofondiamo la questione del retrofit, operazione che rende a emissioni locali ‘zero’ le auto tradizionali tramite la sostituzione del motore a scoppio con macchine elettriche e che vede l’Italia all’avanguardia proprio per la sua legislazione.  Ovviamente la conversione non prevede soltanto la sostituzione del propulsore: la trasmissione potrebbe dover essere adattata (spesso basta una riduzione a rapporto fisso), diversi impianti spariscono, altri vengono modificati e altri ancora sono nuovi. Il sistema di raffreddamento del motore a scoppio, per esempio, viene rivoluzionato, se non eliminato, e ne compaiono altri per il motore elettrico e le batterie. Gli inverter (quello che controlla il motore e quello che alimenta le utenze a 12 volt) sono nuovi, così come il circuito di ricarica. Occorre inoltre pensare all’azionamento dell’aria condizionata e di servosterzo e servofreno Le batterie, con il loro peso e ingombro, sono un bel grattacapo ma, come ben sappiamo, con un po’ di inventiva e di mestiere gli ostacoli si possono superare.

    Il kit che risolve

    Kit retrofitL’esperienza del meccatronico appare quindi cruciale per la riuscita del ‘trapianto’ ma, per fortuna, l’artigiano non è solo perché diverse aziende stanno predisponendo dei kit specifici. Questa trasformazione, ai sensi del decreto del Ministero dei Trasporti del 1° dicembre 2015, n.219 e dei successivi regolamenti di attuazione, prevede infatti una procedura semplificata se si usa un kit omologato. Il veicolo dovrà infatti veder modificata la carta di circolazione ma non ci sarà bisogno di omologarlo come esemplare unico perché è proprio il kit ad aver superato gli step di omologazione. In pratica la vettura trasformata sarà portata alla Motorizzazione, per l’aggiornamento della carta di circolazione, dall’installatore stesso, secondo procedure già collaudate con le trasformazioni a GPL o Metano. Queste lavorazioni potranno dare nuova vita ad automobili ancora buone ma destinate alla rottamazione perché soggette ai blocchi del traffico o a limitazioni/pass previsti per i veicoli più inquinanti.

     

    Paghi ora, risparmi dopo

    motoreI prezzi non sembrano purtroppo bassi: il kit di trasformazione della Fiat Panda di terza generazione, prodotto da Newtron, costa 5.700 euro, un importo che comprende la manodopera ma al quale vanno aggiunti 250 euro per la pratica dell’aggiornamento del libretto di circolazione. Occorre inoltre aggiungere il costo delle batterie, fortunatamente disponibili anche a noleggio. Il pack da 180 Ah (autonomia di 120 km circa) costa 6.000 euro o 140 euro/mese mentre quello da 130 Ah (70 km) viene 4.000 euro o 99 euro/mese. Le cifre non sono trascurabili ma i costi di gestione si abbattono notevolmente e si ha diritto all’esenzione della tassa di circolazione per 5 anni, sconti sull’assicurazione e parcheggi e accessi gratuiti alle ZTL. Segnaliamo il fatto che Newtron ha anche un programma di affiliazione che permette di diventare un ‘Newtron Point’, cioè un’officina specializzata nella riqualificazione elettrica dei veicoli. I Newtron Point sono attualmente una decina e chi decide di aderire usufruirà di formazione tecnica e commerciale, erogata sia tramite una piattaforma di e-learning sia direttamente in officina. Il corso di formazione permette, inoltre, di acquisire la qualifica di tecnico meccatronico. Sono anche previsti strumenti di marketing, come la promozione su Internet e l’allestimento personalizzato dell’officina. Newtron si occupa anche della gestione dei vari passaggi burocratici da eseguire durante il processo della riqualificazione elettrica del veicolo, fino al collaudo finale presso la Motorizzazione Civile. Le riqualificazioni Newtron prevede la sostituzione del motore a scoppio con uno elettrico che si monta direttamente sulla campana della frizione tramite una flangia in alluminio: il cambio viene quindi conservato mentre una puleggia sul motore elettrico aziona la cinghia dei servizi per il compressore del climatizzatore e la pompa del servosterzo; un depressore elettrico si occupa del servofreno.

     

    D’epoca e prototipi

    retrofitI kit già disponibili coprono diversi modelli di automobili e anche veicoli da lavoro quali i Piaggio Ape e Porter. Segnaliamo inoltre la trasformazione delle gloriose Land Rover Defender (il kit comprende ben 3 motori da 25 kW l’uno), Renault 4, Fiat 500 F/L/R e Citroen 2CV e Dyane. Questa specificità ci riporta anche al tema delle auto d’epoca e, in effetti, non sono pochi i restauratori che effettuano anche la conversione all’elettrico del mezzo ripristinato. Sappiamo inoltre che anche le ‘veterane’ offrono opportunità di business sia per i ricambisti sia per gli artigiani, come testimoniato dai raduni delle Fiat 500 storiche. Per completare il quadro citiamo anche il progetto iaiaGi, che riunisce varie aziende e sviluppatori con l’idea di arrivare ad una piattaforma open source per la conversione all’elettrico dei veicoli convenzionali. Si arriverà ad un kit che abiliterà gli operatori qualificati alla conversione elettrica qualsiasi veicolo e permetterà persino di sviluppare ex novo un veicolo a trazione elettrica. Si sta quindi creando un certo interesse riguardo la riqualificazione elettrica e l’avanzata legislazione del nostro Paese faciliterà questo processo, che passa obbligatoriamente attraverso il lavoro di un’officina: secondo noi vale la pena d’informarsi!

    Nicodemo Angì

     

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