Ricambi auto

Vento di ottimismo nel mondo degli autoricambi

Vento di ottimismo nel mondo degli autoricambi Tira un vento di ottimismo nel mondo degli autoricambi.

Gli attori italiani dell’aftermarket automotive guardano il prossimo futuro con uno spirito di positività, provando a buttarsi alle spalle lo spettro dei tre mesi appena passati. L’interessante confronto online (4 Parole con il Ricambio), organizzato dal Giornale dell'Aftermarket (diretto  da Giuseppe Polari), ha fatto emergere una buona situazione prospettica. Almeno questo è l’auspicio. Ma con un imperativo che deve dettare ed animare una nuova politica manageriale per gli imprenditori della nostra filiera: da ora in poi, bisogna approcciare nel modo giusto la nuova normalità che ha imposto l’emergenza sanitaria. Sarà una nuova sfida. In pratica, dobbiamo adattarci al cambiamento: chi saprà farlo rimarrà in posizione vincente nel mercato IAM. E non solo.

Nel cuore dell'aftermarket: parlano gli attori degli autoricambi

“I segnali di ripartenza ci sono stati. Per il mese prossimo vedremo come va la curva dei contagi e come reagisce la gente. Speriamo in una ripartenza globale ed è chiaro che l’andamento futuro dipenderà anche dalla curva dell’emergenza sanitaria” evidenzia Gianluca Canonico (DEMAUTO). Ottimista Ugo Carini (AUTODIS): “Siamo fiduciosi anche noi. Siamo pronti  e siamo preparati. Abbiamo i magazzini con i giusti stock che già scaldano i motori. Ci auguriamo una ripresa forte, congiunture esterne permettendo”. Sulla stessa lunghezza d’onda Domenico De Vivo (ALDO ROMEO) che rimarca: “Siano anche noi fiduciosi per una ripartenza, auspichiamo di raggiungere i volumi del fatturato del 2019. Ci siamo lasciati alla spalle il brutto periodo e ci auguriamo una ripresa”. Pure Sergio Monzeglio (IDIR) vede una luce in fondo al tunnel: “la filiera aftermarket di fatto non hai chiuso e ad essa va un grande plauso. Prevedo una crescita nei prossimi mesi”.

L'analisi del comparto autoricambi

Più cauto Silvano Guelfi, responsabile scientifico dell’Osservatorio di Mercato IAM Italia del Politecnico di Torino, che analizza presente e futuro del post-vendita indipendente: “il bimestre marzo-aprile ha generato una flessione impressionante in termini volumi. La previsione futura è difficile da fare: ci sono variabili che sfuggono a valutazioni precise. Se non c’è una recrudescenza del virus nei prossimi mesi, si può pensare di chiudere intorno ad un meno 19 per cento. Chi, però, ha una forte tradizione sulla batteria cederà qualche punto in meno, perché sono ricambi importanti”. “Questo 2020 – conclude - ci insegnerà ad essere molto più sensibili, a trovare soluzioni per gestire al meglio una crisi con il giusto rigore manageriale”.

Stefano Belfiore

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