13.3 C
Napoli
lunedì, 19 Ottobre 2026

Toyota chiede nuove regole per l’auto in Europa: più flessibilità su CO2

Toyota chiede nuove regole per l'auto in Europa: più flessibilità su CO2

La transizione energetica dell’automobile deve proseguire, ma secondo Toyota le regole europee devono tenere conto della domanda reale, dei tempi di sviluppo dei veicoli e della competitività dei costruttori.

Mentre l’Unione Europea lavora all’Industrial Accelerator Act e all’Automotive Package, Toyota propone una revisione dell’impostazione normativa, senza mettere in discussione gli obiettivi climatici.

La strategia viene riassunta nell’espressione “Made with Europe”, un modello di collaborazione che punta a valorizzare non soltanto la produzione all’interno dell’UE, ma anche il contributo dei partner commerciali considerati strategici.

Toyota: il futuro dell’automotive europeo passa dal Made with Europe

Toyota sostiene la necessità di rafforzare la produzione automobilistica europea, ma ritiene che limitare i requisiti industriali ai soli confini dell’Unione possa penalizzare investimenti e catene di fornitura consolidate.

La proposta è riconoscere il ruolo di Regno Unito, Turchia e Giappone, partner con i quali il mercato raggiungerebbe una dimensione complessiva di circa 31 milioni di veicoli.

Per il costruttore, la competitività industriale non dipende esclusivamente dal luogo di assemblaggio, ma anche dalle attività di progettazione, ricerca, sviluppo e dalla presenza di competenze specializzate.

Toyota propone quindi di raggiungere gradualmente una quota del 70% di contenuto europeo in tre anni, calcolata sul valore del veicolo all’uscita dalla fabbrica, evitando requisiti sostanziali prima del 2030.

Chiede inoltre di ridurre dal 85% al 70% la soglia proposta per le vendite, così da limitare i rischi di mancata conformità.

Emissioni: Toyota propone un obiettivo del 90% nel 2035

Uno dei punti centrali riguarda la revisione degli obiettivi europei sulle emissioni.

Secondo le previsioni riportate da Toyota, le auto elettriche a batteria potrebbero rappresentare circa il 45% delle nuove immatricolazioni nel 2030, contro una quota superiore al 55% richiesta dall’attuale quadro normativo.

Per ridurre questo divario, il costruttore chiede una finestra di conformità quinquennale dal 2028 al 2032, che permetta di valutare i risultati su un periodo più ampio.

Per il 2035, Toyota propone un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO₂ del 90%, accompagnato da strumenti di flessibilità legati all’impiego di carburanti rinnovabili e acciaio verde.

L’obiettivo dichiarato è evitare che le Case debbano destinare risorse eccessive alla conformità normativa, sottraendole agli investimenti tecnologici.

Veicoli commerciali: obiettivi specifici per il 2030 e il 2035

Toyota chiede un trattamento distinto per i veicoli commerciali leggeri (LCV), le cui esigenze operative differiscono da quelle delle automobili.

Autonomia, capacità di carico e continuità del servizio possono infatti influenzare la scelta delle tecnologie di propulsione, soprattutto per gli utilizzatori professionali.

La proposta prevede una riduzione delle emissioni del 35% entro il 2030 e dell’80% entro il 2035, introducendo anche in questo caso un sistema di valutazione su cinque anni.

Secondo Toyota, una maggiore flessibilità consentirebbe di accompagnare la transizione senza compromettere le esigenze delle imprese.

Carburanti rinnovabili: Toyota chiede il riconoscimento dei veicoli VEEF

Un altro elemento della proposta riguarda i Vehicle Exclusively on Eligible Fuels (VEEF), cioè i veicoli progettati per funzionare esclusivamente con carburanti ritenuti idonei dalla normativa.

Toyota chiede che questi mezzi possano essere riconosciuti come veicoli a emissioni zero ai fini del quadro regolatorio, attraverso una definizione europea coerente con la direttiva sulle energie rinnovabili RED III.

Il costruttore sostiene quindi un approccio tecnologicamente neutrale, nel quale la riduzione della CO₂ non sia affidata a una sola soluzione di propulsione.

Per i veicoli a celle a combustibile, propone invece un’esclusione temporanea dai requisiti di localizzazione industriale, in attesa che il mercato e la filiera europea raggiungano una maggiore maturità.

Le richieste del costruttore coinvolgono anche il mercato britannico, dove il governo sta riesaminando il mandato Zero Emission Vehicle (ZEV).

Toyota propone per il 2030 una quota ZEV massima del 50% per le automobili e del 40% per i veicoli commerciali leggeri, mantenendo ulteriori margini di flessibilità.

Chiede inoltre di definire un quadro normativo fino al 2035, allineando maggiormente tempistiche e modalità di conformità a quelle europee.

Tra le indicazioni figurano anche il riconoscimento dei carburanti rinnovabili e il completamento della revisione del mandato ZEV nel 2027.

La posizione di Toyota nasce da una presenza industriale europea che supera i 60 anni, durante i quali il gruppo ha sviluppato attività di progettazione, produzione e ricerca, anche attraverso la collaborazione con fornitori locali.

Yoshihiro Nakata, Presidente e CEO di Toyota Motor Europe, rivendica il ruolo dell’azienda come costruttore radicato nel continente, sottolineando la volontà di contribuire alla competitività dell’industria automobilistica europea.

La richiesta rivolta ai legislatori è quindi quella di conciliare decarbonizzazione, sostenibilità economica e capacità industriale.

Le misure illustrate rappresentano proposte di Toyota e non modifiche normative già approvate. Il confronto con le istituzioni europee e britanniche sarà determinante per definire le regole che accompagneranno il settore automobilistico verso il 2035.

ARTICOLI CORRELATI

Ultime notizie