
Per Volvo Cars si apre una delle fasi di trasformazione più importanti della sua storia recente. Entro la fine del 2030 il costruttore svedese prevede l’arrivo di 13 nuovi modelli, all’interno di un’offensiva di prodotto che non riguarda soltanto l’ampliamento della gamma, ma coinvolge piattaforme, organizzazione industriale e differenziazione dell’offerta tra le diverse aree del mondo.
La strategia arriva inoltre alla vigilia di un importante cambio al vertice. Klaus Zellmer è stato nominato nuovo presidente e CEO di Volvo Cars e assumerà l’incarico non oltre il 1° ottobre 2027, mentre Hakan Samuelsson accompagnerà insieme al consiglio di amministrazione la fase di transizione.
Volvo, 13 nuovi modelli entro il 2030
Il piano delle 13 nuove Volvo entro il 2030 segue una logica precisa: non proporre necessariamente la stessa automobile in ogni mercato, ma sviluppare prodotti maggiormente aderenti alle esigenze delle singole regioni.
Sette dei nuovi modelli saranno destinati ai mercati occidentali, Europa compresa, mentre altri sei nasceranno specificamente per la Cina.
È un cambiamento significativo nell’approccio del marchio. Europa, Nord America e Cina presentano infatti caratteristiche e velocità differenti nella transizione verso la mobilità elettrica e Volvo intende adeguare maggiormente la propria gamma alle richieste locali.
Auto elettriche e nuovi ibridi nella futura gamma Volvo
Il futuro del marchio non sarà costruito esclusivamente intorno alle Volvo elettriche. Accanto alle BEV troveranno infatti spazio anche nuove generazioni di modelli ibridi.
È l’evoluzione di una strategia già modificata negli ultimi anni. Nel 2024 Volvo aveva rivisto il precedente obiettivo di vendere esclusivamente auto elettriche entro il 2030, indicando per quella data una quota del 90-100% delle vendite globali costituita complessivamente da elettriche e plug-in hybrid, con la possibilità di mantenere una quota limitata di mild hybrid.
L’elettrificazione rimane quindi centrale, ma viene accompagnata da una maggiore flessibilità nelle tecnologie offerte ai clienti.
SPA3 sarà una delle basi della nuova generazione
Per i futuri modelli destinati ai mercati occidentali avranno un ruolo importante le architetture SPA2 e SPA3.
In particolare, SPA3 è stata sviluppata secondo una logica fortemente modulare e scalabile, con l’obiettivo di utilizzare una base tecnologica comune per automobili appartenenti a segmenti e dimensioni differenti.
La strategia permette di intervenire non soltanto sulle caratteristiche delle vetture, ma anche sulla complessità industriale. Una maggiore standardizzazione può infatti ridurre il numero di componenti differenti, semplificare i processi produttivi e abbreviare lo sviluppo dei nuovi modelli.
Volvo e Geely aumentano la condivisione tecnologica
Un altro elemento centrale del piano riguarda il rapporto tra Volvo e Geely. Il costruttore svedese vuole aumentare la quantità di componenti e tecnologie condivise all’interno del gruppo.
L’obiettivo è passare dall’attuale quota di circa il 10% a circa il 30% entro il 2030, utilizzando le economie di scala per intervenire anche sui costi dei materiali.
La collaborazione assumerà un peso ancora maggiore in Cina, dove i sei nuovi modelli dedicati a quel mercato saranno sviluppati attraverso una maggiore integrazione con Geely Auto in termini di piattaforme, componentistica e capacità industriale.
Volvo punta così a conservare una propria identità di prodotto sfruttando allo stesso tempo una base tecnologica e produttiva più ampia.
La condivisione dei componenti è parte di un progetto industriale più ampio. Volvo Cars punta a ridurre la complessità della propria struttura e ad abbassare i costi, mantenendo allo stesso tempo gli investimenti sulle nuove generazioni di vetture.
Il piano guarda alla redditività di lungo periodo dopo un 2025 chiuso con un margine EBIT dello 0,1%, dato riportato nei risultati finanziari ufficiali del gruppo.
La trasformazione della gamma diventa quindi anche uno strumento per migliorare l’efficienza industriale: meno varianti tecniche sviluppate separatamente, maggiore utilizzo di architetture comuni e una collaborazione più stretta con Geely.
Klaus Zellmer sarà il nuovo CEO di Volvo Cars
Alla trasformazione industriale si accompagnerà un importante cambio nella leadership. Klaus Zellmer è stato scelto dal consiglio di amministrazione come prossimo presidente e amministratore delegato di Volvo Cars.
Zellmer assumerà l’incarico non oltre il 1° ottobre 2027. Fino ad allora Håkan Samuelsson continuerà a guidare la società e lavorerà con il consiglio per gestire il passaggio di consegne.
Il futuro CEO porta in Volvo più di trent’anni di esperienza nel settore automobilistico. Il suo incarico più recente è quello di presidente del consiglio di amministrazione e CEO di Škoda Auto, dopo precedenti esperienze manageriali all’interno dei gruppi Volkswagen e Porsche.
Quali saranno le 13 nuove Volvo?
Rimane aperta la domanda probabilmente più interessante: quali saranno i 13 nuovi modelli Volvo previsti entro il 2030?
L’intero elenco non è ancora stato dettagliato e proprio questa assenza lascia spazio a interrogativi sulla futura composizione della gamma. SUV ed elettriche continueranno inevitabilmente ad avere un ruolo importante, ma sarà interessante capire quale spazio verrà riservato alle altre tipologie di carrozzeria.
Per un marchio la cui storia è stata legata per decenni anche a berline e station wagon, la composizione della futura gamma dirà molto sulla direzione scelta per gli anni Trenta.
Ciò che è già chiaro è il quadro industriale: 13 nuovi modelli, un’offerta differenziata tra Occidente e Cina, elettriche affiancate da nuove ibride, maggiore integrazione con Geely e Klaus Zellmer destinato a raccogliere il testimone da Håkan Samuelsson.
Più che un semplice rinnovamento di prodotto, per Volvo si prepara quindi un cambiamento del modo stesso in cui le automobili vengono sviluppate e portate sui diversi mercati.





