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lunedì, 02 Novembre 2026

Auto elettriche usate: interesse in crescita del 30,9%, ma le batterie frenano le vendite

Nuova Tesla Model Y 2025

Le auto elettriche usate attirano un interesse crescente in Italia, ma il mercato deve ancora superare un ostacolo importante: l’incertezza sulle condizioni della batteria. Un fattore che influenza il valore dei veicoli, la fiducia degli acquirenti e i tempi necessari per concludere una vendita.

A fotografare questa situazione è un’analisi di carVertical, società specializzata nella verifica della storia dei veicoli, che ha esaminato le richieste di controllo effettuate sulla propria piattaforma e raccolto le opinioni di 49 concessionari italiani.

I risultati mostrano una domanda potenziale in aumento, accompagnata però da dubbi tecnici ed economici che rendono l’acquisto di un’elettrica di seconda mano più complesso rispetto a quello di un’automobile tradizionale.

Auto elettriche usate: verifiche in aumento del 30,9%

Secondo i dati carVertical, la quota di controlli relativi alle auto elettriche sul totale delle verifiche effettuate in Italia è passata dallo 0,35% del 2024 allo 0,68% del 2025.

Nei primi otto mesi del 2026 ha raggiunto lo 0,89%, registrando un incremento del 30,9% rispetto al dato del 2025.

Si tratta di percentuali riferite alle verifiche effettuate sulla piattaforma, non alla quota delle auto elettriche sul mercato nazionale dell’usato. Il loro andamento indica comunque una crescente attenzione verso questa tipologia di veicoli.

La tendenza accompagna l’espansione delle nuove immatricolazioni elettriche. Secondo i dati ACEA riportati nello studio, nel primo semestre del 2026 le vetture a batteria hanno rappresentato l’8,5% delle nuove immatricolazioni italiane, contro il 5,2% dello stesso periodo del 2025.

Nell’Unione europea la quota è passata dal 15,6% al 20,7%.

Tesla è il marchio elettrico più controllato in Italia

Tra le automobili elettriche sottoposte a verifica attraverso carVertical, Tesla occupa il primo posto.

Nel periodo 2024-2026 il marchio statunitense ha rappresentato il 38,4% delle ricerche relative alle elettriche in Italia.

Seguono Audi con l’11,8% e Smart con l’8,2%.

Tra gli altri marchi presenti nelle prime dieci posizioni figurano Volkswagen, Renault, BMW, Mercedes-Benz, Fiat, Peugeot e Porsche.

Questa graduatoria misura l’attività di verifica della storia dei veicoli sulla piattaforma e non costituisce una classifica delle vendite di auto elettriche usate.

L’indagine condotta da carVertical tra il 1° e il 25 settembre 2026 su 49 concessionari italiani evidenzia un quadro in evoluzione.

Il 55,1% degli intervistati ha rilevato un aumento dell’interesse dei clienti verso le elettriche usate nell’ultimo anno. Per il 16,3% la crescita è stata significativa, mentre il 28,6% ha osservato una domanda sostanzialmente stabile.

Anche il costo dei carburanti sembra influenzare le scelte: il 57,1% dei concessionari ritiene che l’aumento dei prezzi di benzina e diesel negli ultimi sei mesi abbia inciso almeno moderatamente sull’interesse per le vetture elettriche di seconda mano.

Un ulteriore elemento è la maggiore disponibilità di modelli sul mercato dell’usato, considerata importante dal 40,8% degli intervistati.

Batterie delle auto elettriche usate: il principale ostacolo all’acquisto

Il problema più rilevante riguarda la possibilità di conoscere le condizioni effettive degli accumulatori.

Per il 67,3% dei concessionari, i dubbi sulla durata delle batterie e sui possibili guasti rappresentano la principale fonte di incertezza nella pianificazione delle vendite.

Il 75,5% considera particolarmente importanti le preoccupazioni degli acquirenti relative alla durata e ai costi delle batterie, mentre il 71,4% segnala i timori legati all’autonomia effettiva.

La batteria è infatti uno dei componenti economicamente più rilevanti di un’automobile elettrica e le sue condizioni possono incidere sensibilmente sulla valutazione dell’usato.

Nonostante questo, il 79,6% dei concessionari intervistati dichiara di non utilizzare strumenti specifici per verificarne lo stato.

La difficoltà emerge anche nella determinazione del prezzo: il 61,2% attribuisce la stessa importanza a chilometraggio e condizioni della batteria, mentre il 26,5% considera quest’ultima il fattore decisivo, purché sia possibile valutarla in modo attendibile.

Vendere un’elettrica usata può richiedere oltre sei mesi

L’incertezza tecnica si riflette sui tempi di vendita.

Secondo l’indagine, il 51% dei concessionari indica tempi superiori a tre mesi per vendere un’auto elettrica, mentre il 34,7% segnala attese superiori a sei mesi.

Soltanto il 18,4% degli intervistati riesce a concludere una vendita entro un mese.

Per migliorare la situazione, gli operatori chiedono soprattutto informazioni più affidabili sullo stato di salute delle batterie e sull’autonomia reale dei veicoli.

Il 71,4% ritiene che strumenti capaci di fornire dati dettagliati sugli accumulatori potrebbero aumentare sensibilmente la fiducia degli acquirenti. Il 59,2% si aspetta vendite più rapide, mentre il 55,1% prevede valutazioni economiche più accurate.

carVertical introduce nuove informazioni sulle batterie

Per rispondere a questa esigenza, carVertical ha aggiunto ai propri report una sezione dedicata ai veicoli elettrici.

La nuova funzione permette di consultare informazioni relative alla batteria e ai dati di ricarica. È disponibile anche una mappa interattiva che consente di visualizzare l’autonomia stimata partendo da un indirizzo specifico.

La società sta inoltre lavorando per integrare dati sulla qualità effettiva della batteria, che prevede di rendere disponibili entro la fine del 2026.

È una distinzione importante: le informazioni attualmente presenti nei report non equivalgono necessariamente a una misurazione completa dello stato di salute dell’accumulatore.

L’analisi carVertical affronta anche il rischio delle frodi sul chilometraggio.

Tra le auto elettriche verificate in Italia nel periodo 2024-2026, lo 0,99% presenta un contachilometri manomesso.

Il dato è inferiore a quello rilevato per le vetture diesel, pari al 3,22%, e per quelle a benzina, al 2,40%. Le ibride si attestano invece allo 0,97%.

Le percentuali riguardano i veicoli controllati attraverso carVertical e non necessariamente l’intero parco circolante.

Il chilometraggio resta comunque un elemento da verificare, perché contribuisce a ricostruire l’utilizzo del veicolo e può essere utile anche per valutare l’usura della batteria.

Nel confronto europeo, l’Italia registra un aumento dell’interesse per le elettriche usate del 30,9%, collocandosi vicino alla Germania (+28,3%) e alla Francia (+27,6%).

Gli incrementi più elevati emergono in Slovacchia (+121,9%), Finlandia (+110,2%) e Repubblica Ceca (+109,3%).

Per Matas Buzelis, esperto del mercato automobilistico di carVertical, il prezzo rappresenta uno dei principali vantaggi dell’elettrico usato: la svalutazione nei primi anni può rendere accessibili modelli relativamente recenti, soprattutto a chi dispone della possibilità di ricaricare a casa.

Rimane però essenziale verificare con attenzione la storia del veicolo e, quando possibile, le condizioni della batteria prima dell’acquisto.

La crescita dell’interesse dimostra che il mercato italiano delle auto elettriche di seconda mano sta evolvendo. Per trasformare questa attenzione in vendite più rapide, la disponibilità di dati tecnici verificabili sugli accumulatori potrebbe diventare un fattore sempre più importante.

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