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  • Vita dura per le cinesi in Italia

    Il nostro Paese non è un terreno fertile per i brand cinesi di auto. Nonostante i distributori italiani siano i più solerti in Europa a presentare in anteprima le varie novità, i produttori cinesi hanno ottenuto solo lo 0,3 per cento delle vendite totali sul nostro mercato nel mese di ottobre, in pratica quest’anno solo 3 su 1000 italiani hanno acquistato una vettura proveniente dalla Cina, anche se nei primi 10 mesi dell’anno le vendite in Italia sono aumentate del 16 per cento, con 5.353 unità. Un dato però poco confortante per produttori come la Great Wall Motor: Eurasia Motor Company, che importa il brand in Italia dal 2006, contava di vendere almeno 12.000 vetture all’anno dopo i primi tre anni: nel 2009 ha venduto solo 1.785 auto e quest’anno non si prevede un risultato migliore. L’importatore vende il SUV Hover e il pick up Steed ma, secondo il presidente di Eurasia Guido Ognissanti, gioverebbe proporre anche auto tradizionali, per questo spera nelle vendite della Voleex, un’utilitaria compatta in stile europeo che ha debuttato al Motor Show di Bologna, che arriverà sul nostro mercato nei primi mesi del prossimo anno. Secondo Automotive News Europe, analizzando i motivi che inducono gli automobilisti italiani a non scegliere auto cinesi, al primo posto c’è la mancanza di una tradizione e di una credibilità che supportino i brand asiatici. Skoda e Dacia, ad esempio, hanno più credito perché marchi affiliati a Volkswagen e Renault, due Case note appunto per la loro storia e per l’affidabilità. Che l’errore sia nei distributori? Great Wall ne conta in Italia 80 mentre DR Motor ne ha 91 che diventeranno 1000 entro la fine del 2011. Quindi non sono pochi se paragonati a quelli degli altri importatori più noti: come Ford che in Italia conta su 125 concessionarie. Ma molti sono piccoli e a conduzione familiare e quelli più grandi non sono mai stati contattati per vendere auto cinesi. DR Motor, che offrirà il prossimo anno la compatta DR3 a partire da meno di 11 mila euro, prevede di vendere 5.000 auto, raddoppiando i numeri rispetto allo scorso anno, ma sono sempre risultati modesti se paragonati alle aspettative. Tra i distributori c’è la anche la Martin Motors che importa la Shuanghuan CEO, un quasi-clone della BMW X5, e berline come la Lifan, ma di queste ne ha vendute solo poche dozzine. Ora è sul mercato con la Bubble, una minicar a quattro posti lunga solo 3,3 metri con prezzi a partire da 9.900 euro. Daimler aveva bloccato le vendite della Bubble perché sosteneva che era un clone della Smart ForTwo. Dopo una battaglia legale Martin Motors può vendere in Europa una versione leggermente modificata della Bubble (con la ruota di scorta in vista nella parte posteriore e le barre sul tetto) ma il lancio rimandato nel 2008 non ha certo giovato alle vendite.

    16/12/2010
    GenteMotori.it

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