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giovedì, 20 Giugno 2024
  • Il mercato auto Italia è sceso del 6,6% a maggio

    Mercato auto - Alfa Romeo

    Mercato auto, flessione del 6,6% a maggio.

    Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti comunica che a maggio 2024 sono state immatricolate 139.581 autovetture a fronte delle 149.482 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente, pari ad una diminuzione del 6,6%. Il cumulato gennaio-maggio ha visto 726.311 immatricolazioni, con una crescita del 3,4% rispetto al 2023. In salita invece i trasferimenti di proprietà: i 482.765 rappresentano un aumento del 7,66% rispetto ai 448.397 passaggi registrati a maggio 2023.

    Fra le marche in grande spolvero segnaliamo BMW, Citroen/DS, Land Rover, MG Mitsubishi (passata da 84 unità alle 827 di quest’anno), Nissan e Renault: i loro progressi rispetto a maggio 2023 sono tutti sopra il 20%. Andamento negativo, a volte in maniera pesante, per Alfa Romeo, Fiat, Dacia, DR, Ford Jaguar, Kia, Link&Co, Mini, Suzuki, Tesla e altre.

    La Top Ten vede l’immortale Fiat Panda prima con 8.655 con un forte distacco dalla Citroen C3 (3.947) e dalla Lancia Ypsilon (3.824). a seguire Jeep Avenger, Toyota Yaris Cross, Volkswagen T-Roc e Dacia Sandero. A chiudere la classifica la MG ZS, la Toyota Yaris e l’Opel Corsa. In un mercato auto Italia che è sceso del 6,62% a maggio le immatricolazioni per alimentazione vedono le auto a benzina crescere del 4,1%, arrivando al 32,2%, mentre le diesel calano del 30,5% con quota di mercato pari al 14,4%.

    Le immatricolazioni delle vetture ad alimentazione alternativa a maggio sono state il 53,4% del mercato, con volumi in calo del 3,6% ma comunque in crescita del 5,9% nel cumulato, arrivando al 53,9%. La grande maggioranza sono autovetture elettrificate – il 46,8% del mercato di maggio e il 45% del cumulato, in aumento rispettivo dell’1,1% e del 6,5% – nei 5 mesi, con le ibride non ricaricabili che segnano un + 7,4% nel mese arrivando a uno share del 39,9%. Male invece le immatricolazioni delle autovetture ricaricabili (BEV e PHEV): il – 24,6% di maggio le porta al 6,9% (un anno fa erano l’8,6%), con le elettriche che perdono il 18,3%.

    Peggio fanno le ibride Plug-in, in calo del 30,5% fino a una quota del 3,3%. Le vetture a gas rappresentano il 6,6% dell’immatricolato di maggio, in forte calo e quasi interamente composto da autovetture a GPL (-27,4% nel mese); nel cumulato si registra però un aumento, con le vetture a metano in crescita del 23,7% e quelle a GPL del 2,7%: nei cinque mesi il totale è del 9% del mercato, ma solo lo 0,2% è a metano.

    Perché il mercato auto Italia è sceso del 6,6% a maggio?

    A commento di questi dati citiamo Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA: “Dopo il recupero di aprile a maggio 2024 il mercato auto italiano registra una forte flessione, con i volumi nel mese ben al di sotto dei livelli pre-pandemia: siamo a – 29,5% rispetto a maggio 2019. Dopo un’attesa di mesi finalmente oggi 3 giugno si sono aperte stamattina le prenotazioni online per i relativi contributi. Ci aspettiamo quindi che si si possa invertire il trend delle immatricolazioni di vetture ricaricabili, in flessione dallo scorso gennaio, sostenendo la domanda di tecnologie green e il rinnovo del parco circolante,grazie anche anche all’estensione della misura alle persone giuridiche”.

    Toni più allarmati dal presidente dell’UNRAE, Michele Crisci, che rileva come “non siano stati resi disponibili tutti i fondi previsti per le autovetture: mancano 178,3 milioni. Per renderli fruibili sarà necessaria l’emanazione di un altro DPCM, auspicabilmente nel più breve tempo possibile, per evitare l’ennesimo periodo di incertezza per il mercato. Siamo quindi soddisfatti per l’accoglimento della maggior parte delle nostre richieste, come l’innalzamento degli incentivi unitari e l’inclusione delle persone giuridiche. Dall’altro lato siamo preoccupati distorsioni che si potranno generare sul mercato. Auspichiamo che venga indicata una strategia degli incentivi con un orizzonte di 2-3 anni, per consentire a consumatori e imprese di programmare gli acquisti ed evitare che lo stop & go crei ulteriori danni al mercato. Sarebbe anche importante riformare il trattamento fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo, agendo su detraibilità IVA e deducibilità dei costi in funzione delle emissioni di CO2”.

    Una notizia flash: i fondi per le auto elettriche si sono già prosciugati, forse gli incentivi erano sin troppo vantaggiosi…

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