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mercoledì, 22 Maggio 2024
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    Fiat utilitarie e delocalizzazione

    Novità in casa Fiat.

    Dopo l’annuncio delle nuove Topolino, Fiat 600 e Pandina, l’11 luglio, anniversario dei 125 della casa torinese – debutta sul mercato la nuova Fiat Panda che sarà molto diversa da quella precedente: aumenterà di dimensioni spostandosi nel segmento B del mercato con circa 4 metri di lunghezza.

    Una decisione che porta a credere che il marchio si stia allontanando dalla sua vocazione di produttrice di utilitarie, spostandosi verso segmenti di mercato più elevati.

    Fiat: due auto su tra sono utilitarie

    Nello specifico, secondo Transport & Environment che ha realizzato un report con GlobalData, se nel 2022 due auto Fiat su tre (66%) erano piccole utilitarie, questo segmento dovrebbe scendere al 43% del totale della produzione.

    L’ipotesi appare veritiera anche alla luce del fatto che nell’abbracciare questa tendenza, il marchio del gruppo guidato da Carlos Tavares seguirà tendenze già in atto nell’automotive europeo, con la volontà di massimizzazione i profitti.

    Questo però – si legge nell’indagine – significherebbe per Fiat snaturarsi rispetto alla sua storia, ovvero appannare la propria identità, in un momento – tra l’altro – in cui vi è proprio la mancanza di offerta, da parte dell’automotive europeo, di segmenti di auto piccole (A e B).

    Nello stesso report inoltre, si ipotizza anche che la produzione di Fiat sarà sempre più delocalizzata in paesi quali Turchia, Marocco, Serbia e Polonia e che solo il 22% rimarrebbe in Italia.

    Una percentuale bassissima rispetto al 48% del 2022. Il 34% dei prodotti Fiat inoltre, saranno assemblati in Serbia e il 25% in Turchia.

    La parte residua della produzione sarebbe distribuita tra Polonia (15%) e Algeria (4%). E la conferma della produzione della Panda, nella sua versione elettrica, a Kragujevac in Serbia è un chiaro esempio della strategia in corso.

    Infine c’è l’interrogativo sulle elettriche che, come detto più volte, non decollano sul mercato. Questo andrebbe a velocizzare il processo di delocalizzazione in corso.

    Entro il 2030 si potrebbe verificare solamente il 53% della produzione e l’Italia sarebbe l’unico Paese che, per quella data, raggiungerebbe la piena elettrificazione dei volumi del brand, grazie al fatto di avere una produzione di un solo modello, la 500 elettrica.

    A tal proposito il ritmo lento del processo di elettrificazione – dovuto soprattutto da una reticenza degli italiani verso il green – comporta la necessità per Stellantis, di produrre auto con la doppia motorizzazione elettrica-ibrida, per poter fare volumi.

    A cura di Valeria di Giorgio 

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