Automotive

Mercato auto: in Europa un primo semestre in calo

Il mercato auto inizia a risentire di tutte le contraddizioni di questo periodo

Viviamo in una situazione al limite a metà tra il post pandemico e l'inizio di una nuova crisi: ciò inevitabilmente si ripercuote sul mercato auto

Nel primo semestre di quest'anno, in Europa sono state immatricolate poco meno di sei milioni e mezzo di autovetture, con una crescita importante rispetto al 2020 ma un dato negativo rispetto al 2019, ultimo anno di piena operatività.  

Rispetto al 2019  le immatricolazioni nel periodo gennaio - giugno 2021 vedono un calo del 23%.  

Flebile appare la domande dei privati, che pagano le difficoltà economiche che inevitabilmente portano a rinviare la sostituzione anche delle vetture più datate.  

Secondo il Centro Studi Promotor la situazione in cui versa il mercato auto desta preoccupazione

Seppur in lieve recupero i numeri sono negativi, in  Spagna rispetto al 2019 il calo ha superato il 30%: a causa di questa situazione il Governo ha stabilito una riduzione temporanea delle imposte sulle immatricolazioni, in Gran Bretagna il calo è intorno al 30% e sono allo studio del Governo misure straordinarie anche per orientare il grande pubblico verso l'acquisto di elettrificate.

 La situazione non cambia in Germania dove le immatricolazioni si sono ridotte di un quarto.

In Italia il calo del mercato auto è inferiore al 20%

C'è da tener conto che sino ad aprile 2020 il Governo ha messo in piedi numerose agevolazioni, auspicabile una ripresa degli incentivi per contenere il crollo nel secondo semestre.

L'annuncio dell'UE relativo allo stop alla vendita di auto ad alimentazione tradizionale dal 2035 sembra aver dato un ulteriore scossone al mercato e non certo in termini positivi.  

La fase più delicata appare quella della realizzazione di un'efficiente e capillare rete di ricarica per le auto elettriche che andrà ad affiancare le tradizionali stazioni di servizio.

Occorre una riforma generale dunque per rilanciare il settore, un'altra grande crisi in questo momento sarebbe difficile da sostenere.

Marco Lasala

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