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martedì, 16 Aprile 2024
  • Hertz: meno auto elettriche in flotta 

    Hertz - Tesla

    Un forte colpo all’elettrico da parte di uno dei fornitori di servizi di mobilità più affermati in Europa, la Hertz.

    Non solo alcuni segnali poco incoraggianti dagli ultimi dati arrivati dal mercato, ma anche le grandi società di autonoleggio che fanno più di un passo indietro, illuminante l’esempio di Hertz, tra i marchi più illustri del campo: la compagnia che opera in 150 Paesi con 1.800 sedi e con un fatturato di oltre 7 miliardi, ha annunciato di voler ridimensionare in misura significativa gli acquisti delle vetture a “zero emissioni” da poter poi mettere a disposizione dei propri clienti.

    Una sterzata decisa e anche improvvisa, visto quanto accaduto nell’ultimo anno: non più tardi di 12 mesi fa, infatti, proprio Hertz presentava al mercato l’ampliamento della sua flotta elettrica – con tanto di spot multimilionario con il noto campione di football americano Tom Brady a metterci la faccia – comunicando anche l’intenzione dell’azienda di acquistare altre 100 mila vetture Tesla nei mesi successivi.

    Perché Hertz vuole comprare meno auto elettriche

    Il risultato? Circa 35mila le Tesla acquistate e più in generale circa 50mila le vetture elettriche a disposizione di Hertz a un anno da quell’annuncio.

    Ma da dove arriva la scelta? La decisione di Hertz di comprare meno auto elettriche si deve a due problemi: il primo è legato ai continui tagli ai listini voluti da Elon Musk che ha fatto crollare il valore delle Tesla usate, dall’altro lato ci sono poi i costi di manutenzione e riparazione delle auto elettriche, che sono lievitati rispetto alle previsioni iniziali. “Su base unitaria abbiamo ottenuto risparmi  nella maggior parte delle categorie di auto – spiegano dalla Hertz con le parole del CEO Stephen Scherr – Unica eccezione le spese per i danni dei veicoli elettrici”. E ciò ha un peso nel bilancio visto l’utilizzo intensivo che si fa delle vetture a noleggio che vanno incontro a  frequenti danneggiamenti, anomalie e riparazioni.

    La decisione ha avuto un certo impatto anche sul mercato: nel giorno delle dichiarazioni di Scherr agli azionisti, le azioni della Hertz hanno chiuso con una perdita di circa il 10%. “Il nostro obiettivo rimane lavorare con la Casa alla qualità delle sue auto, così da ridurre i rischi di malfunzionamenti e danni. Ma General Motors e altri costruttori hanno decenni di esperienza nella costruzione di un’ampia ed efficiente rete di fornitori, un settore che nel caso di Tesla è ovviamente meno maturo“, ha spiegato lo stesso Scherr, in linea con gli indirizzi degli altri produttori.

    Nelle ultime settimane, infatti, anche gruppi come Volkswagen e Mercedes hanno annunciato chiusura di linee produttive e licenziamenti negli impianti dove si produce l’elettrico. Lo stesso fondatore Elon Musk, fondatore e capo di Tesla, si è detto preoccupato per il futuro dell’elettrico.

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