Automotive

ACI/Motorizzazione: ma l’accorpamento è la strada giusta?

Certificato di proprietà dell'autoUn provvedimento governativo più discusso e combattuto non si vedeva da tempo. E alla fine il Pubblico Registro Automobilistico, oggetto di caccia da decenni in Italia (basta ricordare i due referendum radicali per la sua abolizione negli anni ’90 e i programmi di abolizione di diversi Governi passati) dovrebbe (usiamo il condizionale) essere ormai superato. E con esso anche una serie di funzioni e di personale impegnato all’ACI. Che, ricordiamo, è molto di più di quello che si vede al di qua dei suoi sportelli territoriali. ACI è ad esempio ACI Informatica, è una serie di competenze e di cultura su auto d’epoca, trasporto stradale, statistiche e tanto altro… Ed è stato, anche, il primo soggetto storicamente impegnato nello  sviluppo dell’automobile in Italia.

 

Ironia della sorte : l’ex “RACI”, nato 90 anni fa insieme al PRA di cui gestì da subito le funzioni, proprio 70 anni fa cambiò la sua denominazione in quella attuale

Le motivazioni con cui alla fine il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha posto di fatto ACI e PRA “in liquidazione”, sono di carattere economico e funzionale. Accorpare con la Motorizzazione le funzioni significa evitare duplicazioni, risparmiare, semplificare, rendere più efficiente la macchina burocratica. Che poi sono le stesse motivazioni con cui i Governi, da decenni, motivano ogni riforma della macchina statale. Tranne poi accorgersi, a consuntivo, che le cose invece che migliorare vanno a peggiorare. Ma queste sono considerazioni che si potranno eventualmente fare in futuro.

Ma è la strada giusta?

Automobilista al volanteDi già tuttavia si possono mostrare perplessità su due aspetti che, se estremizzati nelle loro ipotetiche evoluzioni negative, potrebbero risultare peggiorativi sia per quanto riguarda gli oneri per Stato o Regioni sia per quanto attiene agli effetti sull’automobilista in generale. Intanto c’è da capire a chi e come verranno trasferite le funzioni, e suddivise tra Motorizzazione Civile e Ministero dei Trasporti, con la nascita di una prevista “Agenzia per il Trasporto Stradale”. Se tutto quanto preannunciato porterà risparmi nelle finanze pubbliche è presto per dirlo, di sicuro la P.A. risparmierà parecchio sull’acquisto di milioni di dati e records che ACI già abitualmente gli fornisce per la elaborazione di statistiche e per la sua macchina burocratica.

Già: i dati

Gestione dei datiO meglio, la proprietà e la gestione dei dati, in questo caso anche fiscali e patrimoniali. In questo periodo di profonda nuova rivoluzione della macchina pubblica (nascita di nuove Agenzie, ritorno allo Stato Centrale di diverse deleghe locali) cosa davvero “vale” di tutta l’operazione ACI/PRA? Ovvio : i dati che a questo affluiscono. Che poi sono dati relativi a: registrazione e/o tracciatura contratti di compravendita auto, ma anche di usufrutto e noleggio; trascrizioni ipotecarie e conseguenti effetti civili; cessazioni, trasformazioni, omologazioni. Rimane infine il PRA: la vera banca dati necessaria per la riscossione del bollo auto. Insomma, trattasi dell’”ABC” per la gestione giuridica e amministrativa che in Italia e altrove è pur sempre il secondo bene di proprietà dopo la casa, per spesa globale da parte dei proprietari. Ovvero l’auto. Siamo sicuri che accentrare in un unico organismo, seppur statale, sia meglio che non lo storico ma collaudato dualismo ACI / Motorizzazione?

Riccardo Bellumori

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