
Una Ferrari del 1978, uno dei protagonisti di un duello entrato nella storia della Formula 1 e un componente tecnico che lega passato e presente. Al Gran Premio Storico d’Italia, disputato al Mugello dal 2 al 4 ottobre 2026, UFI Filters ha riportato in pista la Ferrari 312 T3 di Gilles Villeneuve, affidandone il volante a René Arnoux.
La monoposto, recentemente acquistata all’asta dal Gruppo UFI, è entrata a far parte del patrimonio storico dell’azienda. Il motivo non è soltanto sportivo: sulla vettura è installato uno dei primi filtri olio UFI utilizzati in Formula 1, testimonianza dell’inizio di una collaborazione tecnica con Ferrari destinata a proseguire nel tempo.
Ferrari 312 T3, Arnoux e il ricordo di Gilles Villeneuve
La presenza di René Arnoux al volante della Ferrari 312 T3 ha riportato alla memoria uno degli episodi più celebri della storia del motorsport.
Nel Gran Premio di Francia del 1979, sul circuito di Digione, Arnoux e Villeneuve si affrontarono in un confronto spettacolare per il secondo posto. Il francese guidava la Renault Turbo, mentre il canadese era al volante della Ferrari.
Sorpassi, frenate al limite e contatti tra le monoposto caratterizzarono gli ultimi giri, fino al traguardo, tagliato da Villeneuve con appena 24 centesimi di secondo di vantaggio.
Quattro anni dopo, nel 1983, Arnoux sarebbe diventato pilota Ferrari, raccogliendo a Maranello l’eredità sportiva del canadese.
Al Mugello, durante la dimostrazione dedicata alle monoposto di Formula 1 e alle vetture a ruote scoperte di cilindrata superiore a due litri, Arnoux è tornato a guidare una Ferrari legata proprio alla stagione 1978 di Villeneuve.
Come nacque la collaborazione tra UFI Filters e Ferrari
La Ferrari 312 T3 rappresenta un capitolo importante anche nella storia industriale di UFI.
Secondo il racconto dell’azienda, la collaborazione nacque quando alcuni tecnici Ferrari, percorrendo l’autostrada A22 del Brennero, notarono l’insegna di UFI e decisero di fermarsi per individuare un possibile fornitore di sistemi di filtrazione.
Le esigenze erano particolarmente impegnative: occorreva sviluppare un filtro dell’olio capace di resistere alle elevate pressioni generate dai motori a dodici cilindri di Maranello.
Nel 1978, la Ferrari ottenne importanti risultati con la 312 T3. Carlos Reutemann vinse quattro Gran Premi, mentre Gilles Villeneuve conquistò la sua prima vittoria in Formula 1 nella gara di casa, in Canada.
Le vittorie di Reutemann in Gran Bretagna e di Villeneuve in Canada segnarono anche i primi successi Ferrari con un filtro olio prodotto da UFI.
Filtri olio Formula 1: da 1,8 kg a soli 60 grammi
L’evoluzione tecnologica dei sistemi di filtrazione emerge soprattutto dal confronto tra passato e presente.
Nel 1978, il filtro dell’olio UFI installato sulla Ferrari 312 T3 pesava 1,8 kg. Oggi, grazie alle attività di ricerca dell’Advanced Applications Division e all’impiego di materiali innovativi, l’azienda dichiara di essere arrivata a realizzare filtri con una massa di appena 60 grammi.
Una riduzione significativa, ottenuta attraverso lo sviluppo di soluzioni progettate per rispondere alle esigenze delle competizioni.
Nel 2026, UFI fornisce sistemi di filtrazione a tutte le 11 squadre del Campionato mondiale di Formula 1, con un numero di filtri che varia da tre a quindici per monoposto.
I componenti vengono sviluppati in funzione delle richieste dei singoli team e delle differenti applicazioni tecniche
Dal motorsport all’aftermarket: la ricerca UFI
L’impegno di UFI Filters nel motorsport non si limita alla Formula 1. Le attività comprendono anche altre categorie automobilistiche e motociclistiche, tra cui IndyCar, Mondiale Endurance e MotoGP, oltre a competizioni come la Dakar, dove l’azienda fornisce sistemi di filtrazione destinati anche ai mezzi pesanti.
La pista rappresenta un ambiente di sviluppo nel quale sperimentare materiali e soluzioni sottoposti a condizioni particolarmente impegnative.
Per UFI, questo rapporto tra competizioni e produzione è bidirezionale: le tecnologie sviluppate nel motorsport possono trovare applicazione nei veicoli di serie, mentre le competenze maturate per i costruttori e il mercato del ricambio possono contribuire allo sviluppo di nuovi componenti da competizione.
“Il futuro di un’azienda corre più veloce quando porta con sé la forza della propria storia“, ha dichiarato Giorgio Girondi, Presidente del Gruppo UFI.
Il ritorno in pista della Ferrari 312 T3 assume quindi un significato che va oltre la celebrazione sportiva. La monoposto conserva una testimonianza delle origini tecnologiche dell’azienda e del percorso che ha portato UFI a sviluppare sistemi di filtrazione per il primo equipaggiamento, l’aftermarket e le competizioni internazionali.





