
C’è un momento, nella storia di un costruttore automobilistico, in cui cambiare un modello non basta più. Bisogna cambiare il modo stesso di costruire le automobili. Per McLaren quel momento sembra essere arrivato.
La casa di Woking si prepara infatti a mettere progressivamente fine alla carriera di tre modelli che oggi rappresentano il cuore della gamma: McLaren GTS, Artura e 750S. Dietro questo apparente ridimensionamento si nasconde però un progetto molto più ambizioso: ricostruire buona parte dell’offerta entro la fine del 2028.
McLaren investe 500 milioni di sterline nel Regno Unito
Il primo elemento del nuovo corso è già ufficiale. McLaren ha annunciato un investimento di 500 milioni di sterline destinato a rafforzare le attività produttive e ingegneristiche nel Regno Unito.
L’operazione comprende un nuovo impianto di assemblaggio, il potenziamento delle strutture esistenti e soprattutto una scelta destinata a modificare l’organizzazione industriale: nuovi motori e cambi saranno sviluppati e prodotti direttamente da McLaren Automotive.
L’investimento rientra in un piano più ampio sostenuto dall’azionista di maggioranza CYVN Holdings, che prevede circa 1,5 miliardi di sterline nei prossimi cinque anni. L’obiettivo non è soltanto aumentare la produzione, ma rendere McLaren maggiormente integrata e capace di sviluppare internamente una parte più ampia delle proprie tecnologie.
McLaren GTS, l’uscita di scena dovrebbe arrivare nel 2027
La prima a lasciare dovrebbe essere la McLaren GTS. La sportiva britannica, nata nel 2019 come proposta maggiormente orientata alla versatilità rispetto alle supercar più estreme del marchio, dovrebbe terminare la produzione nel corso del 2027.
Oggi rappresenta circa il 10% della produzione McLaren e occupa una posizione particolare nella gamma, rivolgendosi anche a una clientela interessata a comfort e utilizzo sulle lunghe percorrenze.
La sostituta non è stata ancora ufficialmente definita. La futura piattaforma a motore anteriore, sviluppata per il SUV, potrebbe però diventare la base di altri modelli.
Tra le ipotesi circolate figura una nuova GT a quattro posti, più tradizionale nell’impostazione rispetto alle attuali sportive di Woking. Al momento, tuttavia, non si tratta di un modello annunciato ufficialmente.
Nel 2028 potrebbe terminare la produzione della McLaren Artura
Il secondo capitolo riguarda la Artura, prima McLaren di serie dotata di un sistema ibrido plug-in con motore V6.
Introdotta nel 2021, ha rappresentato un passaggio tecnologico importante per il costruttore grazie all’architettura che combina il V6 biturbo con la propulsione elettrica. Il debutto è stato però accompagnato da ritardi e problemi di sviluppo, oltre alle difficoltà internazionali nella fornitura dei componenti.
Secondo le informazioni riportate da Autocar, la produzione dovrebbe concludersi nel 2028.
Per l’erede si parla di una nuova sportiva con V6 biturbo ibrido, una coppia nell’ordine dei 1.100 Nm e un prezzo di partenza ipotizzato intorno ai 270.000 euro. Dati che non sono stati confermati ufficialmente da McLaren e che devono quindi essere considerati anticipazioni.
La direzione tecnologica appare comunque definita: l’elettrificazione McLaren dovrebbe continuare attraverso sistemi ibridi utilizzati per incrementare prestazioni ed efficienza.
Anche la McLaren 750S verso il cambio generazionale
Anche la 750S si avvia verso la conclusione del proprio ciclo industriale. Evoluzione della 720S, rappresenta uno degli ultimi sviluppi della generazione di supercar McLaren basate sul V8 biturbo.
Non è stata indicata una data ufficiale per la fine della produzione, ma il modello dovrebbe essere progressivamente sostituito nell’ambito del rinnovamento della gamma.
Il successore dovrebbe continuare a presidiare il segmento delle supercar a motore centrale, mantenendo quindi una delle architetture che maggiormente identificano la produzione di Woking.
Il SUV McLaren P47 cambia le regole
La novità destinata a segnare la trasformazione più evidente sarà però il primo SUV McLaren.
Il progetto, attualmente identificato dalla sigla P47, dovrebbe adottare quattro porte, cinque posti e trazione integrale. Le informazioni disponibili indicano inoltre un V8 ibrido e una piattaforma completamente nuova con motore anteriore.
Il debutto dovrebbe rientrare nel piano industriale che porta al 2028.
McLaren entrerebbe così in un segmento nel quale operano già Lamborghini Urus, Bentley Bentayga e Ferrari Purosangue. Per il costruttore britannico il SUV potrebbe rappresentare soprattutto uno strumento per aumentare i volumi e distribuire su un numero maggiore di vetture gli elevati costi di sviluppo delle nuove tecnologie.
Produzione build-to-order per ridurre le scorte
Il cambiamento riguarderà anche il modo in cui McLaren produrrà e venderà le proprie automobili.
L’azienda sta adottando un modello build-to-order, basato principalmente sulla produzione delle vetture già ordinate dai clienti. L’obiettivo è limitare le auto ferme presso i concessionari, contenere le scorte e tutelare maggiormente il valore residuo.
Per un costruttore dai volumi relativamente contenuti significa anche ridurre il capitale immobilizzato nei veicoli non ancora venduti e diminuire la necessità di ricorrere a politiche commerciali per smaltire le giacenze.
Motori, cambi e produzione sempre più Made in Britain
Una parte importante dei 500 milioni di sterline sarà destinata al rafforzamento dell’impronta industriale britannica.
Il programma interessa il McLaren Production Centre di Woking, il centro dedicato ai materiali compositi nel South Yorkshire e le strutture di progettazione e sviluppo di Bicester e delle Midlands. È prevista inoltre la costruzione di un nuovo impianto di assemblaggio.
Secondo McLaren, il piano dovrebbe contribuire alla creazione di almeno 1.000 nuovi posti di lavoro entro il 2032, considerando occupazione diretta e indiretta.
L’obiettivo è concentrare nel Regno Unito una parte crescente della catena del valore: progettazione, sviluppo, produzione dei powertrain e assemblaggio.
McLaren punta sull’ibrido, l’elettrica può aspettare
Rimane infine la questione della McLaren completamente elettrica. Al momento non sembra essere la priorità.
Il costruttore sta concentrando gli investimenti sull’ibridizzazione e sullo sviluppo di nuovi propulsori termici elettrificati. Per le supercar, la domanda di un modello esclusivamente a batteria non viene ancora considerata sufficientemente matura per giustificare un lancio immediato.
L’elettrificazione viene quindi utilizzata soprattutto come strumento per migliorare prestazioni ed efficienza, mantenendo ancora il motore termico all’interno della formula McLaren.
Una nuova McLaren entro il 2028
Nel giro di pochi anni McLaren potrebbe avere una gamma profondamente diversa da quella attuale: nuove supercar a motore centrale, nuovi propulsori ibridi, una possibile GT più spaziosa e soprattutto il primo SUV della propria storia.
Non è quindi soltanto un ricambio di modelli, ma una riorganizzazione industriale che coinvolge prodotto, powertrain, produzione e strategia commerciale.
La sfida sarà conciliare questa espansione con gli elementi che hanno costruito l’identità McLaren. Il SUV può ampliare i volumi, l’ibrido può sostenere l’evoluzione delle prestazioni e la produzione interna di motori e trasmissioni può aumentare il controllo sulle tecnologie.
Il punto decisivo sarà capire quanto potrà allargarsi McLaren senza perdere quella filosofia di leggerezza, tecnica e prestazioni che ha reso riconoscibili le sue supercar.





