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venerdì, 04 Settembre 2026

Stellantis ridisegna i suoi marchi: la vera sfida ora sono le auto

Arnaud Belloni

Stellantis accelera sulla riorganizzazione dei propri marchi e, dietro una serie di nomine apparentemente manageriali, si intravede una strategia molto più ampia: ridisegnare il modo in cui alcuni dei brand più importanti del gruppo vengono gestiti e, soprattutto, preparare una nuova fase di prodotto.

L’ultimo tassello è arrivato il 31 agosto, con la nomina di Arnaud Belloni a CEO di FIAT, Abarth e Lancia, oltre che Chief Marketing Officer di Stellantis per l’Europa. Belloni torna così nel gruppo dopo 16 anni trascorsi tra i marchi italiani e francesi e dopo l’esperienza maturata ai vertici del marketing di Renault.

Olivier François, che fino a oggi guidava FIAT e Abarth e aveva un ruolo centrale anche nell’area Lancia, resta al fianco di Belloni fino a metà ottobre e poi assumerà l’incarico di Strategic Advisor di Stellantis.

Stellantis cambia i vertici di FIAT, Lancia, Jeep e DS

Ma non è l’unico movimento. Xavier Chardon assume anche la guida di DS Automobiles, mantenendo quella di Citroën, mentre Xavier Peugeot diventa responsabile di Jeep in Europa, una posizione creata appositamente per rafforzare il marchio sul mercato continentale attraverso prodotto, marketing e vendite.

Nella stessa riorganizzazione, Gaetano Thorel assume la responsabilità di Lancia per l’Europa allargata, mentre Laurent Diot affianca alla guida di Citroën quella di DS.

Il punto interessante è che queste nomine arrivano in un momento in cui Stellantis sta cercando di trasformare profondamente il proprio approccio ai marchi.

FaSTLAne 2030 prepara oltre 60 nuovi modelli

Il nuovo piano FaSTLAne 2030, presentato a maggio, prevede oltre 60 nuovi modelli e circa 50 importanti aggiornamenti entro il 2030, con più di 60 miliardi di euro di investimenti complessivi.

La strategia non punta però semplicemente ad aumentare il numero delle automobili in gamma: l’obiettivo dichiarato è rendere più chiaro il ruolo di ciascun marchio, evitando sovrapposizioni e concentrando le risorse dove il gruppo vede le maggiori possibilità di crescita.

Ed è qui che la riorganizzazione diventa interessante anche per chi, più che agli organigrammi, guarda alle automobili.

FIAT, Jeep, Peugeot e Ram diventano centrali

FIAT, Jeep, Peugeot e Ram sono state individuate come i quattro brand globali con maggiore scala e potenziale di redditività e riceveranno, insieme alla divisione dei veicoli commerciali Pro One, una quota particolarmente importante degli investimenti di prodotto.

Alfa Romeo, Citroën, Opel, Chrysler e Dodge continueranno invece a giocare un ruolo soprattutto regionale, sfruttando le piattaforme e le tecnologie comuni del gruppo ma con una maggiore attenzione alla propria identità.

Per Lancia e DS la strada è ancora più particolare: Stellantis le considera marchi specialistici, con Lancia destinata a essere sviluppata sotto l’area FIAT e DS sotto quella Citroën.

Una scelta che può far discutere, soprattutto nel caso di Lancia, perché mette insieme due marchi dalla storia e dal posizionamento molto diversi. Ma la logica industriale è evidente: utilizzare le economie di scala del grande gruppo senza rinunciare, almeno nelle intenzioni, alla personalità dei singoli brand.

Quali auto vedremo con la nuova Stellantis?

Per gli automobilisti la partita si giocherà quindi nei prossimi anni nei concessionari, più che nelle sale riunioni di Amsterdam.

La domanda sarà se questa nuova organizzazione riuscirà a tradursi in modelli più riconoscibili, meglio posizionati e soprattutto capaci di rispondere a un mercato europeo che non vuole più sentir parlare soltanto di elettrico o soltanto di motori tradizionali.

Anche su questo Stellantis ha scelto una strada pragmatica: il piano 2030 prevede infatti una combinazione di elettriche, ibride plug-in, ibride e motorizzazioni endotermiche, con l’obiettivo di lasciare al cliente una maggiore libertà di scelta in funzione dei diversi mercati.

Anche Jeep e Ram cambiano negli Stati Uniti

E mentre in Europa si ridisegnano le responsabilità dei marchi, anche sul fronte americano il gruppo ha recentemente rafforzato la leadership di Jeep e Ram, affidandole rispettivamente a Branden Coté e Matt VanDyke.

Il messaggio complessivo è abbastanza chiaro: Stellantis non sta semplicemente sostituendo alcuni manager, sta cercando di rendere più leggibile una galassia di marchi che negli ultimi anni era diventata difficile da interpretare persino per gli appassionati.

Ora toccherà ai nuovi responsabili dimostrare che una struttura più razionale può produrre automobili più desiderabili.

Perché alla fine, nel mondo dell’auto, un organigramma può spiegare la strategia, ma è una nuova vettura a decretarne il successo. E la vera sfida per Stellantis comincia proprio qui: riuscire a trasformare una riorganizzazione aziendale in automobili che facciano tornare agli automobilisti la voglia di scegliere un marchio, non semplicemente un modello.

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