Addio caselli, arriva il Free Flow: attenzione, il pedaggio va comunque pagato

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Telepass

Il casello autostradale, con le sue barriere, le code e quel momento di esitazione davanti alla scelta della corsia, potrebbe diventare sempre meno familiare. Su alcune infrastrutture italiane si sta infatti diffondendo il Free Flow, il sistema che permette di percorrere una strada a pedaggio senza fermarsi davanti a una barriera fisica.

Il principio di Free Flow è semplice: appositi portali dotati di telecamere e sensori rilevano il veicolo durante il transito, leggono la targa, ne identificano la classe e consentono di determinare il pedaggio dovuto.

Se a bordo è presente un dispositivo di telepedaggio compatibile, il pagamento può essere gestito automaticamente. Per chi ne è sprovvisto, invece, il viaggio prosegue normalmente ma resta un’operazione fondamentale da compiere successivamente: pagare il pedaggio secondo modalità e tempi stabiliti dal gestore della tratta.

Ed è proprio qui che si nasconde una delle principali differenze rispetto al casello tradizionale.

Free Flow senza Telepass: cosa succede dopo il passaggio

Non avere un dispositivo di telepedaggio non significa poter utilizzare gratuitamente una strada Free Flow. Significa semplicemente che, dopo il transito, spetta all’automobilista provvedere al pagamento.

La difficoltà è soprattutto pratica: non esiste più il gesto fisico che ricorda di dover pagare.

Con il casello tradizionale bisogna fermarsi, utilizzare carta, contanti o telepedaggio e soltanto dopo proseguire. Con il Free Flow, invece, il conducente continua il proprio viaggio senza interruzioni e può arrivare a destinazione senza aver materialmente effettuato alcun pagamento.

Sulla Tangenziale di Torino, per esempio, il sistema prevede il rilevamento della targa e, per chi non dispone di telepedaggio, la possibilità di regolarizzare il transito online o tramite app entro 15 giorni.

Un meccanismo analogo interessa la Corda Molle, il raccordo che collega Brescia e Montichiari e che dal 1° marzo 2026 è soggetto a pedaggio. Chi non dispone di Telepass può utilizzare l’app FreeFlow A21 o la relativa piattaforma online, ricorrendo alla modalità prevista per gli utenti occasionali oppure al conto targa.

I transiti vengono resi disponibili successivamente al passaggio e il pagamento deve essere effettuato entro il termine previsto.

Cosa succede se ci si dimentica di pagare

È questo probabilmente l’aspetto sul quale gli automobilisti dovranno prestare maggiore attenzione.

Una volta superato il termine senza aver regolarizzato il transito, possono entrare in gioco procedure di recupero del pedaggio, relativi oneri e le eventuali conseguenze previste dalla normativa.

La differenza rispetto al passato è sostanziale.

Il Free Flow elimina l’ostacolo fisico ma non l’obbligo di pagamento. Anzi, proprio perché il transito diventa praticamente invisibile agli occhi del conducente, ricordarsi di saldare il pedaggio diventa responsabilità dell’utente quando non è presente un sistema di addebito automatico.

È un modello già utilizzato da tempo sulla Pedemontana Lombarda, dove i portali identificano i veicoli attraverso dispositivi di bordo o lettura delle targhe.

Anche nel caso di un dispositivo di telepedaggio, la targa assume quindi un ruolo sempre più importante nell’identificazione del veicolo e nella corretta attribuzione del transito.

Perché il Free Flow può cambiare le autostrade

I vantaggi del sistema sono evidenti.

Eliminare le barriere significa ridurre i rallentamenti in prossimità dei caselli, evitare la scelta della corsia all’ultimo momento e soprattutto togliere dal flusso di traffico le continue fasi di arresto e ripartenza.

Una circolazione più regolare può contribuire anche a limitare consumi ed emissioni collegati alle code e alle accelerazioni successive al pagamento.

Il cambiamento è però più profondo della semplice eliminazione della sbarra.

Con il Free Flow, la targa diventa di fatto uno degli elementi centrali nella gestione del pedaggio. L’infrastruttura riconosce il veicolo mentre questo continua a muoversi e il pagamento viene separato fisicamente dal momento in cui si percorre la strada.

Attenzione: non esiste una sola procedura per tutte le tratte

Un altro elemento importante è che Free Flow non significa necessariamente un’unica procedura nazionale valida su qualsiasi infrastruttura.

Modalità di pagamento, applicazioni, piattaforme digitali e termini possono dipendere dalla concessionaria e dalla strada percorsa.

Per chi utilizza frequentemente una determinata tratta, affidarsi a un sistema di telepedaggio compatibile può rendere l’operazione praticamente trasparente.

Chi invece viaggia senza dispositivi dovrebbe verificare prima di partire le modalità previste dal gestore, soprattutto quando percorre una strada Free Flow soltanto occasionalmente, magari durante una vacanza o un viaggio di lavoro.

È proprio in queste situazioni che il rischio di dimenticarsi del pagamento aumenta: nessuna barriera, nessuna ricevuta ritirata al casello e nessuna operazione effettuata durante il viaggio.

Il salto tecnologico è tutto qui. Il pedaggio diventa quasi invisibile, ma continua a esistere.

Le telecamere riconoscono l’auto, i sistemi registrano il transito e il conducente può continuare a viaggiare senza rallentare. Una soluzione più semplice e fluida che richiede però nuove abitudini.

Perché la regola fondamentale del Free Flow rimane una: non fermarsi a pagare non significa non dover pagare.