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venerdì, 24 Aprile 2026

Ricarica elettrica in autostrada, cresce la rete tra A24 e A25

Ricarica elettrica in autostrada, cresce la rete tra A24 e A25

La mobilità elettrica in Italia continua a svilupparsi lungo direttrici strategiche, ma è proprio sulle autostrade che si gioca una partita decisiva. In questo contesto si inserisce il progetto congiunto tra Renexia Recharge e Atlante, che punta a rafforzare la rete di ricarica lungo le autostrade A24 e A25, un asse fondamentale per il collegamento tra la dorsale tirrenica e quella adriatica.

L’iniziativa ha già portato all’attivazione di 20 punti di ricarica tra fast e ultra-fast distribuiti in tre aree di servizio lungo la A24: Civita Sud, Civita Nord e Valle Aterno Ovest. Si tratta di nodi logistici rilevanti, pensati per intercettare flussi di traffico importanti sia in direzione Roma sia verso l’Abruzzo. A questi si aggiungeranno ulteriori 8 punti di ricarica nei prossimi mesi lungo la A25, ampliando ulteriormente la copertura su un corridoio che, fino a poco tempo fa, risultava meno sviluppato rispetto ad altre tratte nazionali.

Non è solo una questione numerica. Il vero elemento distintivo del progetto è legato alla qualità dell’infrastruttura. Le stazioni sono progettate per evolvere nel tempo: nella fase iniziale offrono ricarica fast fino a 100 kW, ma sono già predisposte per raggiungere potenze fino a 360 kW grazie all’integrazione di sistemi di accumulo energetico. Questo significa ridurre i tempi di ricarica e avvicinare sempre di più l’esperienza dell’elettrico a quella di un rifornimento tradizionale.

Ricarica Elettrica Ultra-Fast in Autostrada: infrastrutture e tecnologia al centro

Alla base di questo salto tecnologico c’è EnergyArk, il sistema proprietario di accumulo sviluppato dal gruppo industriale di riferimento di Atlante. La sua funzione è duplice: da un lato consente di erogare potenze elevate anche in contesti in cui la rete elettrica potrebbe non essere sufficiente, dall’altro contribuisce a ottimizzare i flussi energetici riducendo l’impatto complessivo sull’infrastruttura. Un approccio che guarda non solo alla prestazione, ma anche alla sostenibilità operativa.

La collaborazione tra le due realtà industriali evidenzia una visione condivisa: integrare la ricarica nel viaggio, rendendola un passaggio naturale e non più un limite. Non è un dettaglio, soprattutto su un asse che attraversa territori ad alto valore ambientale e turistico, dove la domanda di mobilità sostenibile è destinata a crescere. Il fatto che queste stazioni siano collocate in prossimità di aree strategiche rafforza ulteriormente la loro utilità pratica per chi viaggia.

Dal punto di vista industriale, il progetto conferma una tendenza ormai chiara: la diffusione dell’elettrico non dipende soltanto dai veicoli, ma dalla capacità di costruire un’infrastruttura affidabile, scalabile e tecnologicamente avanzata. In questo senso, la scelta di investire su sistemi di accumulo rappresenta una risposta concreta ai limiti della rete e una leva per accelerare davvero la transizione.

Il risultato è un’infrastruttura che prova a colmare uno dei principali gap percepiti dagli utenti: la disponibilità di ricariche rapide lungo le tratte autostradali. E proprio su questo terreno si giocherà nei prossimi anni la credibilità dell’intero sistema elettrico, più ancora che sulle prestazioni dei singoli modelli.

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