
Nel panorama sempre più affollato della mobilità elettrica, Smart si prepara a giocare una partita cruciale. Con l’arrivo della nuova Smart #2, il marchio punta a riconquistare il suo territorio storico: la città. Un ritorno alle origini che passa però attraverso una visione completamente rinnovata, frutto della collaborazione tra Mercedes-Benz e Geely.
La presentazione del concept, attesa al Salone di Pechino di aprile, anticiperà un modello già molto vicino alla versione di serie. L’obiettivo è chiaro: riportare Smart al centro della mobilità urbana dopo l’uscita di scena della Fortwo nel 2024, un addio che ha lasciato un vuoto mai realmente colmato nella gamma.
La produzione è prevista in Cina entro l’estate, mentre il debutto commerciale in Europa e nei principali mercati globali è atteso entro la fine del 2026. Un calendario serrato che testimonia quanto questo progetto sia centrale nella strategia del marchio.
Smart #2 elettrica: identità urbana, piattaforma dedicata e sfida al dominio dei SUV
La nuova Smart #2 non nasce come semplice reinterpretazione moderna della Fortwo, ma come un vero esercizio di recupero dell’identità più autentica del brand. Dimensioni ultracompatte, due posti, trazione posteriore e massima maneggevolezza rappresentano i pilastri tecnici del progetto, in netta controtendenza rispetto al predominio di SUV e crossover.
Sotto la carrozzeria troverà spazio la nuova piattaforma ECA (Electric Compact Architecture), sviluppata specificamente per veicoli elettrici di piccola taglia, leggeri ed efficienti. Una base tecnica pensata per garantire consumi contenuti, agilità nel traffico urbano e costi di gestione ridotti.
In queste settimane, i muletti stanno già effettuando test su strada utilizzando carrozzerie della precedente Fortwo. Un lavoro di affinamento mirato su assetto, comfort e gestione del powertrain, con l’obiettivo di ottenere un equilibrio convincente tra dinamica di guida e praticità quotidiana.
La vera sfida, però, non riguarda soltanto autonomia o prestazioni. Smart dovrà dimostrare di saper rendere nuovamente desiderabile una microcar in un mercato che negli ultimi anni ha premiato soprattutto veicoli di grandi dimensioni. La #2 sarà, in questo senso, l’anti-SUV per eccellenza: compatta, tecnologica, intelligente e perfettamente integrata nei contesti urbani, tra ZTL, parcheggi ridotti e traffico congestionato.
Il progetto punta anche a recuperare quella componente emotiva che ha reso iconica la Fortwo: personalità, design riconoscibile e una certa “ribellione” rispetto alle mode dominanti. Un mix che potrebbe trasformare la #2 in un nuovo simbolo della mobilità cittadina elettrica.
Parallelamente, Smart continua a sviluppare il lato più ambizioso e globale della propria identità. Entro il 2026 è infatti previsto anche il debutto della Smart #6 EHD, una grande berlina ibrida plug-in da circa cinque metri, la più grande mai realizzata dal marchio. Con una potenza di circa 435 CV e un’autonomia elettrica dichiarata prossima ai 300 km secondo il ciclo cinese, la #6 rappresenta l’altra faccia della strategia Smart: presidiare anche i segmenti medio-alti.
Due modelli apparentemente opposti, una microcar urbana e una grande berlina, ma legati da una visione comune: trasformare Smart in un costruttore globale, capace di parlare linguaggi diversi senza rinnegare le proprie radici.
Se la #6 guarda al futuro della mobilità premium, è però la Smart #2 a giocarsi la partita più delicata e simbolica. Dimostrare che, anche nell’era dell’elettrico, piccolo può ancora essere sinonimo di geniale è la vera missione del nuovo progetto. E, per Smart, potrebbe essere anche la chiave per ritrovare la propria anima più autentica.









