
Nel mercato aftermarket la tentazione di scegliere il ricambio più economico è sempre forte. Prezzi bassi, consegne rapide e disponibilità online rendono l’offerta low cost particolarmente attraente. Tuttavia, dietro a un risparmio immediato si nascondono spesso costi ben più elevati nel medio periodo.
In officina è ormai frequente imbattersi in veicoli rientrati per lo stesso problema dopo pochi mesi. Nella maggior parte dei casi, la causa è un componente di qualità insufficiente che non ha retto all’uso quotidiano.
Uno dei primi elementi coinvolti è il sistema frenante. Pastiglie e dischi economici utilizzano spesso mescole meno raffinate, che garantiscono omologazione ma producono maggiore usura, rumorosità e spazi di frenata più lunghi. Il cliente risparmia all’inizio, ma torna presto per una nuova sostituzione.
Anche le sospensioni risentono della bassa qualità. Ammortizzatori economici perdono efficienza in tempi ridotti, compromettendo comfort e stabilità. In questi casi, il degrado è graduale e spesso passa inosservato fino a quando il veicolo diventa instabile.
Il settore dell’elettronica è tra i più delicati. Sensori, debimetri e sonde lambda di bassa qualità forniscono dati imprecisi alla centralina, generando consumi elevati, spie accese e diagnosi ripetute. Qui il costo del ricambio è solo una parte del problema: il vero peso è il tempo perso in officina.
Le frizioni low cost rappresentano un altro esempio tipico. Materiali d’attrito scadenti portano a slittamenti precoci, vibrazioni e rumorosità. Nei casi peggiori si verificano danni anche al volano.
Freni, elettronica e sospensioni: dove non conviene risparmiare
Il sistema di alimentazione è particolarmente sensibile. Pompe carburante e iniettori di qualità mediocre possono contaminare l’impianto, causando guasti a catena. Un risparmio iniziale di poche decine di euro può trasformarsi in una spesa di migliaia.
Anche filtri aria, olio e carburante economici incidono negativamente. Materiali filtranti poveri lasciano passare impurità che accelerano l’usura del motore. In questi casi il danno non è immediato, ma progressivo e silenzioso.
Dal punto di vista dell’aftermarket, il vero costo dei ricambi low cost è la perdita di affidabilità. Rientri in garanzia, clienti insoddisfatti e reputazione compromessa pesano più del margine iniziale.
Non tutti i ricambi compatibili sono da evitare. Esistono produttori aftermarket di alto livello che rispettano standard elevati. La differenza sta nella tracciabilità, nelle certificazioni e nella continuità qualitativa.
Per questo, oggi, la scelta del ricambio è sempre più una scelta strategica. Non si tratta solo di prezzo, ma di equilibrio tra costo, durata e sicurezza.
Risparmiare sui componenti sbagliati significa spesso pagare due volte. Investire in qualità, invece, riduce guasti, ritorni in officina e spese impreviste, creando valore per tutta la filiera.






