Sicurezza e salute

Ricambi e l’esercizio della sicurezza

DI STEFANO BELFIORE

sicurezza sul lavoroSicurezza sul lavoro.

E’ la parola chiave su cui deve misurarsi il nostro aftermarket. Oggi più che mai. Un fattore già importante e trasversale in ottica di prevenzione degli infortuni ma che ora assume un significato ancor più determinate perchè scrive nuove regole con cui gli attori della filiera aftermaket devono convivere per eliminare il contagio da Covid-19. La prova del nove è nella imminente fase 2 della crisi sanitaria, all’indomani dell’annuncio del “Recovery Fund”: strumento innovativo dell’UE destinato a proteggere e a dare fiato al tessuto socio-economico dei Paesi più colpiti dalla crisi, così ha detto il premier Conte in una recente conferenza stampa.

focus officinaSembra che il test iniziale sulla sicurezza sia passato a pieni voti. Le nostre aziende già in questo primo contesto emergenziale hanno dato prova di un grande senso di responsabilità. Così come emerso nel tema “Sicurezza e Liquidità” affrontato online di una nuova puntata (con diretta Facebook) di “A testa alta”: interessante progetto di approfondimento ideato nell’ambito del programma formativo Focus Officina, nato dalla collaborazione tra Quattroruote Professional e Autopromotec insieme a CNA Autoriparazione e Confartigianato Autoriparazione.

 

Il mondo del ricambi e l’esercizio della sicurezza

ricambi autoA calare una lente di ingrandimento sulle misure di sicurezza adottate dalla distribuzione ricambi è Andrea Boni, portavoce di Adira: “Le nostre imprese – dice- hanno limitato al massimo il contatto con il cliente nella prima fase di lockdown. Si sono attenute al protocollo condiviso contenente delle indicazioni di massima che devono essere applicate con il buon senso in nome della sicurezza. Dopo Pasqua, la riapertura di diversi banchi di ricambi è stata fatta con un rigoroso scaglionamento degli accesi ai locali, la sanificazione, il distanziamento e l’utilizzo degli adeguati dispositivi di protezione individuale”. Stesso discorso vale per i player della componentistica auto. “Abbiamo fatto – rimarca Paolo Vasone, Coordinatore Anfia Aftermarket -  degli investimenti mettendo in gioco tutte le risorse per offrire in sicurezza i nostri dipendenti: dai distanziamenti sui luoghi di lavoro ai dpi fino a scanner per il rilevamento delle temperature. Inoltre sono stata realizzati anche dei percorsi unidirezionali così che le persone non possano incrociarsi, evitando possibili ravvicinamenti”. Il driver della sicurezza sul lavoro risulta cruciale anche per Alessandro Angelone, presidente di Confartigianato Autoriparazione: “Rimane importantissima per tutti dipendenti e clienti. Metteremo in campo tutti gli accorgimenti del  caso che ovviamente hanno dei costi anche in termini di tempo per le operazioni da svolgere. Ma la la salute deve essere messa al primo posto”.

 

Fase 2 e il rilancio dell’aftermarket

rilancio aftermarketSi prevede un nuovo sprint come già evidenziato in un nostro precedente articolo. La fine del lockdown dà maggior respiro alla mobilità incentrata sulle auto di un parco anziano. Potrebbe trarne in prima istanza beneficio il nostro post-vendita: tra i primi settori dell’economia a poter respirare quest’aria positiva. “Dopo le prime settimane di lockdown – racconta Boni -  non certo facili, negli ultimi giorni c’è stata una ripresa. Nelle ultime due settimane abbiano registrato un aumento della mobilità proprio dopo Pasqua. Molte aziende sono ritornate a riaprire con un rimbalzo positivo sull’attività riparativa e distributiva dei ricambi. Noi crediamo che questo effetto positivo si sentirà maggiormente dopo il 4 maggio con una buona risposta da parte dell’aftermarket”.   “Il lavoro è ripreso con fatica dopo Pasqua. Speriamo che dal 4 maggio, quando capiremo bene quali sono le disposizioni della fase 2, vi sia un maggiore slancio per poter ricominciare a lavorare con tranquillità” l’auspicio di Antonella Grasso, segretario nazionale CNA Autoriparazione. Infine l’invito di Mauro Severi, presidente Aica: Dobbiamo riacquistare coraggio, riprendere ad investire nel pensiero ed economicamente con il giusto aiuto governativo sul fronte dei finanziamenti. Questa crisi ha superato le resistenze sulla vendita online. Oggi le aziende dovranno utilizzare tutte le tecnologie per poter supportare il commercio elettronico”.

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