Sicurezza e salute

Contestare i rilievi della Polizia dopo un incidente: si può?

Può capitare di voler contestare i rilievi della Polizia dopo un incidente.

Purtroppo i sinistri su strada possono capitare ma per fortuna le Forze dell’Ordine intervengono per spiegarne dinamiche e responsabilità: è possibile contestare i rilievi della Polizia dopo un incidente? Queste misurazioni non vengono compiute sempre ma se l’incidente è grave e/o provoca lesioni o decessi alle persone allora i rilievi della Polizia sono certi. In questo caso non si tratta del Cid, che è una sorta di scrittura fra privati a fini assicurativi (a proposito, sai cosa guardare prima di fare l’assicurazione?), ma di un atto pubblico che ha un valore di fede privilegiata. In altre parole ha un ‘peso’ importante ai fini della verità giudiziale, se si arriva a un processo, e, in ogni caso, è un riferimento quando si tratta di stabilire le responsabilità e i risarcimenti dei danni.

 

Quando è possibile contestare i rilievi della Polizia?

Il sito La legge per tutti espone un caso reale: la Polizia ha rilevato sulla strada tracce di frenata e ha evinto che il veicolo che ha urtato l’altro abbia cercato di fermarsi per evitare lo scontro. Il guidatore del veicolo investito è di parere contrario, avvia una causa civile e contesta i rilievi tramite una consulenza tecnica eseguita da un perito nominato dal giudice. Questo Ctu - Consulente tecnico d’ufficio - dimostra che i segni sull’asfalto sono stati lasciati da un altro veicolo prima di quel sinistro e quindi non sono pertinenti. La Corte di Cassazione ha emanato pochi giorni fa la sentenza relativa a questo incidente, stabilendo quindi che è possibile contestare i rilievi della Polizia, in questo caso con una Consulenza tecnica. II giudice ha voluto quindi ricostruire l’incidente e le relative responsabilità in maniera non esclusivamente vincolata ai rilievi della Polizia ma anche sulla base di specifiche indagini tecniche. Ricordiamo che ci sono delle provincie nelle quali avvengono più incidenti della media, come rilevato da un rapporto ACI-Istat.

 

Contestare i rilievi della Polizia, che non sono probatori di tutto

Il valore ‘speciale’ dei verbali della Polizia è statuito dall’art. 2700 del Codice civile, nel quale si legge che essi hanno la “fede privilegiata” tipica dell’atto pubblico. È per questo che fanno da “piena prova” per diversi elementi, quelli che sono stati percepiti direttamente dai verbalizzanti, cioè le cose constatate, viste e sentite con i loro sensi. Citiamo quindi la posizione dei veicoli subito dopo il sinistro, i danni riportati, le persone presenti sul luogo e i loro comportamenti. La fede privilegiata non comprende invece cose ulteriori o non concrete, come calcoli, giudizi e deduzioni fatti dai poliziotti, anche se riportate nei verbali. Queste risultanze sono considerate più affidabili rispetto a quelle espresse da un cittadino ma possono essere confutate più facilmente. Il modo più lineare per contestare i rilievi della Polizia è quello visto più sopra, con una Consulenza Tecnica.

 

Come fare una Ctu per contestare i rilievi della Polizia

L’Art. 2054 del Codice Civile presume un concorso di colpa paritario dei conducenti coinvolti nel sinistro, a meno che non si sia dimostrato che la colpa esclusiva/prevalente è di uno dei due, con l’altro che ha fatto tutto il possibile per evitare il sinistro. Il rapporto della Polizia, che riporta le misure e le foto e che ricostruisce le responsabilità dell’accaduto, può ‘orientare’ l’attribuzione della colpa maggiore/esclusiva su uno dei due guidatori. Si possono però contestare i rilievi della Polizia con testimonianze, filmati delle videocamere di sorveglianza e, per l’appunto, chiedendo al giudice di ordinare una Ctu cinematica, perizia finalizzata a capire dinamica e cause del sinistro. Dal punto di vista dei risarcimenti le cose stanno evolvendo ulteriormente perché DAT e Prometeia stanno studiando un software, basato sull’intelligenza Artificiale, che produce praticamente in tempo reale un preventivo danni che promette accuratezza e precisione.

Nicodemo Angì

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