Sicurezza e salute

Come Bosch combatte il Covid-19

mascherina boschBosch scende in campo contro il Covid-19.

L’azienda vuol contribuire a contenere la pandemia di coronavirus. "Ovunque possibile vogliamo contribuire con la nostra esperienza agli sforzi per il contenimento della pandemia, per esempio, tramite il test rapido per il Covid-19 e il dispositivo di analisi Vivalytic" – dice Volkmar Denner, Ceo di Bosch. "La domanda è enorme. Stiamo facendo tutto il possibile per aumentarne significativamente la produzione e quintuplicheremo la nostra capacità rispetto ai piani originali entro la fine dell’anno" - conclude. Bosch intende produrre più di un milione di test rapidi nel 2020 e fino a tre milioni il prossimo anno. Oltre ai test di laboratorio esistenti, il dispositivo di analisi Vivalytic sarà utilizzato inizialmente negli ospedali e negli ambulatori medici, principalmente per proteggere il personale sanitario, per cui la disponibilità dei risultati del test in meno di due ore e mezzo è fondamentale. Il test rapido viene già fornito ai clienti europei con una etichetta “research use only” e può essere utilizzato dopo la certificazione. Bosch prevede di ottenere la certificazione CE entro la fine di maggio. Un test ancora più rapido che può rilevare con attendibilità i casi di Covid-19 in meno di 45 minuti è in fase finale di sviluppo. "Tutto il nostro lavoro in questo campo è guidato dal nostro motto Tecnologia per la vita" – commenta ancora Denner. Bosch ha già avviato, inoltre, la produzione di mascherine protettive. Tredici stabilimenti in nove Paesi –(da Bari in Italia, a Bursa in Turchia, ad Anderson negli Stati Uniti)  hanno preso l'iniziativa e stanno realizzando tali mascherine per le esigenze locali. Inoltre, la società sta attualmente allestendo due linee di produzione completamente automatiche nella sede di Feuerbach (Stoccarda) e altre linee saranno avviate in quella tedesca di Erbach, in India e in Messico.

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